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Bari, “Dacci 20mila euro o ti togliamo l’attività”, l’inferno denunciato da un commerciante del quartiere Libertà

commerciante

È finita con l’arresto di tre ventenni baresi, pregiudicati, ritenuti vicini alla compagine mafiosa del clan Strisciuglio, la brutta storia vissuta da un giovane commerciante del rione Libertà.

Il commerciante, titolare di una rivendita di articoli di profumeria e per l’igiene personale, era stato avvicinato più volte da Nicola Primavera, Emmanuel Mezzina Troiani e Giuseppe Patruno, tre ventenni che facevano parte del gruppo criminale Strisciuglio, molto attivo nei quartieri Libertà e San Paolo di Bari.

I tre estorsori, con percosse e dietro la minaccia della distruzione del locale, avevano imposto alla vittima il pagamento di 20mila euro, da corrispondere nel giro di poche ore, o, come unica alternativa al pagamento, la rinuncia all’attività commerciale, da cedere ad uno di loro.

La successiva denuncia del giovane titolare ha dato il via alle indagini, affidate alla Squadra Mobile della Questura di Bari e coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia. Gli accertamenti hanno subito consentito di identificare i tre criminali e di raccogliere, attraverso le dichiarazioni dei testimoni e di alcuni collaboratori di Giustizia e tramite le attività atipiche di polizia giudiziaria e le analisi dei tabulati telefonici e delle immagini video, diversi e gravi indizi di colpevolezza a loro carico.

Pertanto alle prime luci dell’alba, gli agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Sezione G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia barese, nei confronti dei tre ritenuti responsabili di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso.

Bari, terrorismo Isis/Daesh, arrestato 36enne, aiutò i terroristi del Bataclan

Bari

Era ospite del Centro di Permanenza Rimpatrio Bari-Palese (CPR), il 36enne algerino che supportò gli autori degli attentati terroristici del teatro ‘Bataclan’, ‘Stade de France’ e di quelli concentrati nel ‘I, X e XI arrondissement’ di Parigi del 13 novembre 2015. (Art. 61, 270 Bis e 270 Sexies c.p.) T.A., proveniente dal C.P.R. di Torino, nel 2018, aveva già avuto un provvedimento di espulsione del Prefetto di Milano ed era stato arrestato nel capoluogo lombardo per reati contro il patrimonio, con a carico le segnalazioni a Schengen ed Interpol, da parte delle autorità britanniche e francesi per “attività correlate al terrorismo”.

Durante il monitoraggio degli ospiti del CPR barese, la Sezione Antiterrorismo, DIGOS – Questura di Bari e il Servizio al Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/UCIGOS, su delega della DDA, hanno appreso che l’uomo era intenzionato a ritornare in Francia. Fermato per i reati di uso, detenzione e fabbricazione di documenti falsi e/o contraffatti (artt. 110 e 497 Bis 2° comma c.p.), il 36enne, nel 2020, era stato condannato, in primo grado, a 2 anni e 8 mesi di reclusione; pena, che, i primi del 2021, in secondo grado, gli è stata ridotta di otto mesi dalla III Sezione Penale della Corte di Appello di Bari.

Ulteriori indagini, condotte nel carcere di Bari dalla DDA e affidate agli investigatori della DIGOS barese, grazie alle intercettazioni ambientali mirate, alle analisi effettuate sul suo cellulare, al Coordinamento di Eurojust e delle Autorità francesi e belga, hanno permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo sulla sua partecipazione attiva nell’ISIS e sul suo diretto supporto agli autori degli attentati terroristici del teatro ‘Bataclan’, ‘Stade de France’ e di quelli concentrati nel ‘I, X e XI arrondissement’ di Parigi del 13 novembre 2015. (Art. 61, 270 Bis e 270 Sexies c.p.).

Appurate le evidenze, il 3 marzo u.s., la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha emesso nei confronti di T.A. un nuovo provvedimento di fermo per partecipazione all’associazione terroristica internazionale ISIS-DAESH, fermo convalidato il 5 marzo dal G.I.P. del Tribunale di Bari, con la contestuale applicazione della misura cautelare in carcere.

Durante la conferenza stampa tenutasi oggi presso il Centro Polifunzionale della Polizia di Stato di Bari, presieduta dal Procuratore della Repubblica f.f. Dr. Roberto Rossi, hanno partecipato cui il Procuratore Aggiunto Dr. Francesco Giannella e i Funzionari della Polizia di Stato.

 

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