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Corato, rapinarono un fruttivendolo, tentando anche un’estorsione, arrestati 4 pregiudicati

Corato, rapinarono un fruttivendolo, tentando anche un’estorsione, arrestati 4 pregiudicati

Rapinarono e tentarono estorsione ad un fruttivendolo di Corato, i quattro criminali  sono stati arrestati 

Il fatto risale a poco tempo fa quando tre uomini, di cui uno armato di pistola, e un altro che aspettava in auto, intorno alle 8 del mattino, sono entrati nel negozio di un commerciante di frutta e verdura del centro cittadino, con l’intenzione di estorcergli danaro sistematicamente e a scadenza periodica.

Alla risposta negativa del commerciante, i tre soggetti non si sono fatti scrupolo di colpirlo al capo con il calcio di una pistola e di rubargli  20 euro e il cellulare, per poi darsi alla fuga, a bordo dell’auto guidata dal complice. Avviate subito le indagini, i Carabinieri della locale Stazione e della Sezione Operativa di Molfetta e del Nucleo Investigativo di Bari, coordinati dalla Procura di Trani, hanno visionato le immagini di videosorveglianza della zona, riuscendo ad identificare i presunti autori della rapina.

Non solo, ma proprio dalle videoriprese, i militari hanno anche appurato che i quattro malviventi dopo la rapina hanno pensato impunemente di recarsi in un bar del centro per fare colazione come se nulla fosse.

Ma la risposta della Magistratura e dei Carabinieri è arrivata immediatamente dando un volto e un nome ai quattro pregiudicati, si tratta di B.L., P.M. e  D.R. di 27, 23 e 24 anni. I tre di loro sono stati intercettati, poco dopo, in un appartamento a loro disposizione, al cui interno è stata trovata anche la pistola, una scacciacani, e il cellulare della vittima. Mentre il quarto uomo, il 36enne M.F., anche lui con precedenti, era a bordo della sua auto, con 8 dosi di cocaina.

Per i quattro uomini si sono aperte le porte del carcere, come disposto dal PM di Trani, che ha chiesto la convalida dell’arresto e l’emissione di una idonea misura cautelare. L’accusa è pesante, si parla di tentata estorsione, rapina e porto abusivo di arma. Rimane alta l’attenzione della Magistratura e dei Carabinieri su Corato al fine di fare luce sugli eventi che hanno interessato la città nell’ultimo periodo.

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Trani, 14 arresti, sotto la lente il clan Corda-Lomolino per associazione di stampo mafioso, estorsioni, armi e spaccio di droga

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14 persone del clan Corda-Lomolino di Trani sono agli arresti da stamattina per associazione di stampo mafioso, estorsioni, armi e spaccio Stamattina, 80 Carabinieri del Comando Provinciale di Bari e del Gruppo di Trani, supportati … continua a leggere

Bari, “Dacci 20mila euro o ti togliamo l’attività”, l’inferno denunciato da un commerciante del quartiere Libertà

commerciante

È finita con l’arresto di tre ventenni baresi, pregiudicati, ritenuti vicini alla compagine mafiosa del clan Strisciuglio, la brutta storia vissuta da un giovane commerciante del rione Libertà.

Il commerciante, titolare di una rivendita di articoli di profumeria e per l’igiene personale, era stato avvicinato più volte da Nicola Primavera, Emmanuel Mezzina Troiani e Giuseppe Patruno, tre ventenni che facevano parte del gruppo criminale Strisciuglio, molto attivo nei quartieri Libertà e San Paolo di Bari.

I tre estorsori, con percosse e dietro la minaccia della distruzione del locale, avevano imposto alla vittima il pagamento di 20mila euro, da corrispondere nel giro di poche ore, o, come unica alternativa al pagamento, la rinuncia all’attività commerciale, da cedere ad uno di loro.

La successiva denuncia del giovane titolare ha dato il via alle indagini, affidate alla Squadra Mobile della Questura di Bari e coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia. Gli accertamenti hanno subito consentito di identificare i tre criminali e di raccogliere, attraverso le dichiarazioni dei testimoni e di alcuni collaboratori di Giustizia e tramite le attività atipiche di polizia giudiziaria e le analisi dei tabulati telefonici e delle immagini video, diversi e gravi indizi di colpevolezza a loro carico.

Pertanto alle prime luci dell’alba, gli agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Sezione G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia barese, nei confronti dei tre ritenuti responsabili di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso.

Putignano, Operazione “Enigma”, estorsione e lesioni, 8 persone in carcere

Putignano

Oltre 50 i carabinieri impegnati nell’operazione “Enigma” che, questa mattina, ha portato alla scoperta di una compagine criminale che agiva prevalentemente sul territorio di Putignano.

L’attività dei militari di Gioia del Colle, supportata dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, dal Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno e da un velivolo del 6° Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Bari, è stata l’epilogo di una serie di   indagini richieste dalla Direzione Distrettuale Antimafia barese.

Due le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Bari, Giovanni Abbattista, a carico di 8 soggetti per reati che vanno dall’estorsione alla tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, alla rapina fino alle lesioni personali aggravate. A finire dietro le sbarre lo stesso leader del gruppo, il 21enne G.G., e alcuni suoi stretti collaboratori, L.G. 33enne, G.M. 22enne, P.F.E. 19enne e S.D. 20enne, peraltro vecchie conoscenze delle Forze dell’Ordine.

La compagine malavitosa, avvalendosi della sua fama intimidatoria, risultanza delle attività criminali svolte sul territorio di Putignano, agiva nei confronti di imprenditori e commercianti della zona, in modo arrogante e violento. In particolare, sotto la loro egemonia erano finiti un imprenditore del luogo, suo figlio e altri componenti della famiglia, che venivano puntualmente vessati con la pretesa di un versamento mensile di 3.000 euro.

In un’occasione i criminali si sono addirittura spinti a bloccare l’auto dell’imprenditore, che viaggiava in compagnia del figlio, in pieno giorno e nel pieno centro di Putignano, per farla oggetto di calci e pugni, distruggendo uno specchietto retrovisore e parte della carrozzeria. Lo scorso ottobre, poi, si è consumata l’ennesima, efferata azione da parte del gruppo, oggetto del secondo provvedimento cautelare.

Infatti, oltre a G.G., P.F.E. e S.D., a finire in manette per rapina e lesioni personali aggravate, anche il 23enne C.L., il 21enne C.M. e il 23enne M.V.. L’episodio  riguarda una festa danzante organizzata in un locale di Turi, durante la quale, il gruppetto, ha raggiunto il figlio dell’imprenditore e, dopo averlo accerchiato, lo ha colpito ripetutamente con pugni, calci, tavoli e parti di sedie precedentemente distrutte. Prima di lasciare il locale, uno degli indagati ha strappato dal collo del giovane una collanina in oro con crocifisso e tre ciondoli, come trofeo dell’aggressione appena avvenuta. A nulla è valso, l’intervento di un amico della vittima, picchiato anche lui duramente.

Le indagini hanno poi accertato come i fatti si inseriscano in un più ampio contesto criminale e possano essere letti come un tentativo di finanziare lo storico gruppo malavitoso di Francesco Genchi, operativo su Putignano, morto nel 2020 per cause naturali. Dopo la morte di Genchi, affiliato ai Capriati, il gruppo ormai scompaginato, aveva necessità di autofinanziarsi per garantirsi la sopravvivenza, pertanto aveva dato il via ad una feroce recrudescenza degli atti criminali, messi in atto dagli arrestati.

Durante le perquisizioni dei Carabinieri, nel corso dell’esecuzione delle misure, sono stati rinvenuti, nelle parti ad uso comune delle palazzine dove abitavano gli arrestati, 60 grammi di eroina e 50 grammi di hashish, oltre a bilancini di precisione e a telefoni cellulari, verosimilmente utilizzati per le attività di spaccio. Dopo le formalità di rito, tutti sono stati tradotti presso le case circondariali di Bari, Trani e Matera a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

BAT, estorsione aggravata dal metodo mafioso, in manette due pregiudicati tranesi

BAT Carabinieri

Sono due i pregiudicati tratti in arresto su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. L’ordinanza, disposta dal GIP del tribunale barese, è stata emessa a carico di G. I., 32 enne di origine albanese e di L. R. P., 39 enne del luogo.

I due uomini sono accusati di tentata estorsione ed estorsione consumata in concorso e aggravata dal cosiddetto metodo mafioso (416 bis 1).I fatti risalgono ai primi 4 mesi del 2019, allorquando G. I. e L. R. P., pianificarono una serie di estorsioni nei confronti di esercenti che lavoravano nella BAT. Si tratta in particolare, di due commercianti, uno, vittima di estorsione comprovata e l’altro, di tentata estorsione.

Il primo commerciante, che lavorava nell’ambito della fornitura dei servizi funebri, impaurito dalle continue minacce perpetrate a suo danno, aveva ceduto alle intimidazioni del 32 enne albanese, a differenza del secondo imprenditore, che pur minacciato allo stesso modo, non aveva ottemperato alle richieste estorsive.

Addirittura le indagini hanno rivelato che in più occasioni il suo complice, L.P.R., lo avrebbe rimproverato per non aver agito con più violenza e determinazione e che si sarebbe fatto “intenerire” dalle lamentele della vittima che affermava di non avere i soldi per pagare.

Ma i reati contestati, non si fermano alle attività estorsive, in quanto proprio G.I., insieme ad un altro indagato, era implicato nell’approvvigionamento e nello spaccio di droga, per cui, grazie alla sinergia tra i Comandi dell’Arma sul Territorio, il 15 maggio 2019 veniva tratto in arresto dai Carabinieri di Andria poiché trovato in possesso di 25 gr. di cocaina, appena acquistati, da immettere sul mercato della cittadina della BAT.

I carabinieri, nel frattempo, hanno anche appurato che i sodali di G.I., si sono attivati, in modo illecito, per “assistere” economicamente la famiglia dell’uomo chiuso in carcere.