Mafia e Politica a Bari: La Dda richiede la confisca della casa di Giacomo Olivieri

Dda chiede la confisca della casa di Olivieri

La complessa vicenda giudiziaria che coinvolge Giacomo Olivieri e i presunti intrecci tra mafia e politica a Bari

La Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) barese ha avanzato un’emblematica richiesta: la confisca dell’appartamento situato – in via Melo – pieno centro di Bari, appartenente a Giacomo Olivieri. L’ex consigliere regionale pugliese è attualmente detenuto dal 26 febbraio scorso, accusato di scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione.

L’arresto di Olivieri è avvenuto nell’ambito dell’inchiesta denominata “Codice interno”, condotta dalla Dda e dalla squadra mobile di Bari. L’indagine, come sappiamo, ha portato alla luce le (presunte) connessioni tra mafia, politica e mondo imprenditoriale locale. Tali rivelazioni hanno spinto il Ministero dell’Interno a designare una commissione d’accesso per esaminare le potenziali infiltrazioni mafiose all’interno dell’amministrazione comunale.

Nell’appartamento, che rimane sotto sequestro, risiedono tuttora la moglie di Olivieri, Maria Carmen Lorusso, e i loro figli. La Lorusso, anch’essa coinvolta nell’operazione e inizialmente sottoposta agli arresti domiciliari, ha ottenuto successivamente la libertà. Il pubblico ministero Marco D’Agostino ha formalizzato la richiesta di confisca durante la sua requisitoria, parte del processo abbreviato che coinvolge 108 imputati, tra cui lo stesso Olivieri. Maria Carmen Lorusso, invece, è sottoposta a giudizio ordinario. La prossima udienza è fissata per il 22 gennaio.

Secondo l’accusa, Olivieri avrebbe stretto accordi con vari clan mafiosi, tra cui i Parisi, gli Strisciuglio e i Montani, candidando un parente acquisito, Michele Nacci, insieme con la moglie. Durante le udienze precedenti, D’Agostino ha affermato: “Non è necessario dimostrare che i voti siano stati ottenuti con violenza o minaccia; basta provare la consapevolezza degli indagati rispetto alla natura mafiosa dei loro interlocutori”.

Le intercettazioni – che hanno avuto un ruolo chiave nell’accusa -, hanno svelato come alcuni imputati si riferiscano a Olivieri con il termine “rispetto”, che, secondo il pm, denota potere e capacità di intimidazione criminale. D’Agostino ha inoltre ricordato una cena elettorale a Polignano a Mare, alla quale Olivieri ha partecipato con figure legate al clan Parisi. In una delle intercettazioni, Tommaso Lovreglio, incensurato ma ritenuto vicino ai Parisi, afferma di aver già supportato Olivieri in passato. “Il suo interlocutore è Lovreglio”, ha spiegato il pm, “ma le richieste vengono rivolte in realtà a Savino Parisi. Lovreglio agisce per i Parisi”.

La complessa ricostruzione dei legami tra Olivieri e i clan mafiosi baresi proseguirà con ulteriori dettagli nelle prossime udienze.

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Dda chiede la confisca della casa di Olivieri

Foto Ansa

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Elvira Zammarano

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