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GdF, nuovo insediamento a Barletta, il Tenente Colonnello Giuseppe Dell’Anna prende servizio presso il Comando provinciale

GdF, nuovo insediamento a Barletta, il Tenente Colonnello Giuseppe Dell’Anna prende servizio presso il Comando provinciale

Il  Tenente Colonnello Giuseppe Dell’Anna, proveniente da Agrigento, è il nuovo Comandante del neo-istituito Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Barletta. L’Alto Ufficiale è stato ricevuto dal Col. Mercurino Mattiace, Comandante Provinciale di Barletta. Il colonnello … continua a leggere

Ville, barca e soldi, la confisca della GdF ad un imprenditore di Gioia del Colle

Una delle ville dell’imprenditore di Gioia oggetto di confisca

L’uomo, un imprenditore di Gioia Del Colle operante nel settore lattiero – caseario, già colpito da misura di prevenzione personale e patrimoniale nel mese di giugno 2020 per grave evasione fiscale e per il fallimento di diverse sue società, è stato nuovamente raggiunto da un provvedimento di confisca emesso dalla terza sezione penale del Tribunale di Bari – in funzione di tribunale della prevenzione – presieduto dalla Dr. Giulia Romanazzi. A dare esecuzione al provvedimento i finanzieri di Gioia del Colle.

Ville, imbarcazione e soldi, la confisca della GdF ad un imprenditore di Gioia del Colle

Le ville e la barca dell’ imprenditore di Gioia, oggetto di confisca per evasione fiscale

Le prime indagini risalgono al periodo compreso tra il 2009 e il 2019. Periodo in cui l’uomo si era reso responsabile di gravi evasioni fiscali e del fallimento di diverse società intestate a lui o a vari “prestanomi”, di cui era amministratore o socio “di fatto”.

All’epoca le correlate investigazioni patrimoniali e finanziarie evidenziarono che l’imprenditore, proprio nel periodo in cui si era macchiato di tali, pur non disponendo di fonti economiche adeguate, aveva acquistato beni di ingente valore, come una lussuosa villa a Gioia del Colle con piscina e piccolo parco privato e un’altra a Marina di Policoro (MT), usata per le vacanze estive, più una imbarcazione di dodici metri, modello Prestige 42 Fly, oltre a diverse disponibilità bancarie.

Ville, imbarcazione e soldi, la confisca della GdF ad un imprenditore di Gioia del Colle

Il soggetto, attualmente agli arresti domiciliari per un altro procedimento legato alla bancarotta misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. per 1 anno e mesi 6, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.

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Polignano, Pescavano illegalmente datteri, sequestrati attrezzatura e molluschi, denunciati 3 sub

Polignano Pescavano illegalmente datteri

I tre pescavano illegalmente datteri sulle coste di Polignano a Mare, sequestrati ben 7 chilogrammi di molluschi e l’attrezzatura necessaria alla pesca.

Polignano Pescavano illegalmente datteri
Pescavano illegalmente datteri sulla costa di Polignano, sequestrata anche l’attrezzatura

 

 

I Finanzieri della Compagnia di Monopoli, nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio, hanno sorpreso tre sub intenti a pescare illegalmente datteri lungo la costa di Polignano a Mare (BA). La pesca di questi particolari e pregiati molluschi, considerati da tempo specie protetta (impiegano fino a quaranta anni per raggiungere una lunghezza di circa 5 centimetri), è altamente lesiva per l’ecosistema marino, in quanto si realizza soltanto attraverso la frantumazione della scogliera,  e ciò provoca inevitabilmente un danno ed una grave alterazione delle coste.

In particolare, l’attività di servizio delle Fiamme Gialle ha permesso di denunciare le tre persone sorprese alla Procura della Repubblica di Bari per pesca illegale di specie protetta e di sottoporre a sequestro il pescato e tutta l’attrezzatura in loro possesso (bombole da immersione, retini e mazzole per la distruzione della roccia).

I 7 chilogrammi di datteri di mare appena pescati e sequestrati, su indicazione della competente ASL, sono stati subito riversati in mare. Il tempestivo intervento della Guardia di Finanza ha, quindi, consentito di preservare la sopravvivenza e la crescita di questi molluschi e di proteggere le nostre coste da condotte illegali, poste in essere da soggetti senza scrupoli al fine di soddisfare le richieste che il settore della ristorazione riceve, soprattutto nell’alta stagione turistica.

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Arrestati 4 finanziatori di ‘foreign fighters’, inviavano soldi tramite un money transfer di Andria

Arrestati 4 finanziatori di ‘foreign fighters’, inviavano soldi tramite un money transfer di Andria

Sono stati arrestati stamattina ad Andria i 4 finanziatori di ‘foreign fighters’ stranieri, erano in contatto con cittadini di Paesi giudicati ad alto rischio terrorismo

Alla fine di un’articolata attività investigativa, coordinata dalla  Procura – Direzione Distrettuale Antimafia, finalizzata al contrasto del finanziamento del terrorismo internazionale, 50 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, con il supporto di personale del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, stamattina hanno eseguito ad Andria, contestualmente anche a diverse perquisizioni locali e personali, tuttora in corso, con l’ausilio del personale specializzato e delle unità cinofile del Gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Bari, 4 ordinanze di arresto in carcere,  emesse dal G.I.P. del locale Tribunale, a carico di L.W. (cl. 1991), P.P. (cl. 1979), T.V. (cl. 1992) e V.G. (cl. 1989).

Gli arrestati sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di “Finanziamento di condotte con finalità di terrorismo”, in quanto avrebbero erogato – mediante un centro “money transfer” di Andria – denaro destinato a sostenere l’attività delle organizzazioni di jihadisti appartenenti allo cosiddetto Stato islamico. La complessa e delicata indagine è stata avviata a seguito di una specifica attivazione di Eurojust che ha inoltrato – tramite la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo – alla nostra DDA, una segnalazione dell’Autorità giudiziaria francese, su possibili operazioni di finanziamento del terrorismo internazionale.

L’Autorità giudiziaria francese aveva, difatti, accertato che 2 soggetti residenti ad Andria, in data 10.01.2017, avevano inviato da un’agenzia di ‘money transfer’ cittadino, 2 trasferimenti di denaro di 950,00 euro l’uno – avvenuti a soli 3 minuti di distanza – in favore di un cittadino libanese (M.H. cl. 1984), considerato un ‘collettore’ di denaro a disposizione dei cosiddetti “foreign terrorist fighters”.

Le successive indagini – delegate al G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari – hanno poi consentito di svelare l’operatività di un gruppo criminale ben strutturato, con base operativa ad Andria (BT), dedito al finanziamento di attività terroristiche di matrice internazionale.

Gli accertamenti si sono avvalsi di una serie di attività specifiche, dall’intercettazione delle conversazioni telefoniche, all’approfondimento delle operazioni sospette trasmesse dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, alle indagini finanziarie, fino alle perquisizioni e alla disamina dei documenti sequestrati. Questo ha inoltre permesso di chiarire che

L.W e P.P – impiegando il circuito finanziario di ‘money transfer operators’ e l’agenzia di Andria,  avevano effettuato ulteriori operazioni di invio di denaro contante in favore di altri soggetti stranieri di Stati a rischio terrorismo, tra cui Serbia, Turchia, Germania, Emirati Arabi, Albania, Russia, Ungheria, Giordania e Tailandia.

Inoltre, è stato rilevato che 42 ‘collettori’ stranieri avevano ricevuto nello stesso arco temporale e tramite la stessa agenzia di “money transfer” finanziamenti da parte di altri 2 soggetti residenti ad Andria – T.V. e V.G.- , oggi attinti dalla misura cautelare personale, in stretto collegamento con L.W. e P.P..

Le transazioni finanziarie oggetto di approfondimento sono risultate avere quasi tutte le medesime caratteristiche (importi artatamente frazionati; date di espletamento; beneficiari; agenzie di money transfer di effettuazione delle operazioni; ricorso a prestanome) ed essere volte a raggirare i presidi imposti dalla normativa antiriciclaggio e, di conseguenza, a evitare il rischio di segnalazione di operazioni sospette all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia.

Ulteriori accertamenti hanno consentito, infine, di far emergere un quadro estremamente inquietante con oltre 1000 operazioni di invio di denaro sempre tramite il ‘money transfer’, in 49 Paesi (anche estero su estero) tra il 2015 e il 2020, i cui beneficiari erano i suddetti “collettori” stranieri, per oltre 1 milione di euro.

La presente operazione – che ha puntato all’individuazione dei flussi di denaro destinati ad alimentare azioni di cellule terroristiche – ha evidenziato la fondamentale importanza della cooperazione giudiziaria internazionale nonché il determinante contributo investigativo rinveniente dall’approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette.

Conclusivamente, gli esiti dell’attività investigativa testimoniano il costante presidio esercitato da questa Procura della Repubblica/D.D.A. di Bari – in stretta sinergia con il Nucleo PEF Bari – anche nell’azione di contrasto al finanziamento del terrorismo internazionale, a tutela della sicurezza interna e, in linea generale, di quella globale.

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GdF, Incontro al vertice, Il generale di Corpo d’armata Ignazio Gibilaro in visita presso la caserma ‘Macchi’ di Bari

generale Corpo d’armata Ignazio Gibilaro

Il Comandante Interregionale dell’Italia Meridionale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d’Armata Ignazio Gibilaro, oggi ha fatto visita al Comando Regionale Puglia di Bari. A riceverlo, presso la storica Caserma “M.A.V.M. Magg. Giovanni Macchi”, … continua a leggere

Blitz della GdF a Molfetta, arrestati per corruzione 16 persone tra imprenditori e amministratori del posto

Blitz della GdF a Molfetta

Il blitz della GdF a Molfetta ha messo in luce un fiorente sistema corruttivo in cui erano coinvolti diversi imprenditori e pubblici ufficiali del posto.

Stamattina i Finanzieri di Molfetta e dei Reparti dipendenti dal Gruppo Barletta, coadiuvati dal Comando Provinciale di Bari, hanno eseguito, nelle province di Bari, Barletta Andria Trani e Foggia, un’ordinanza applicativa delle misure cautelari personali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trani. I destinatari dell’ordinanza sono in tutto sedici, di cui dieci in carcere e sei agli arresti domiciliari, tra loro l’ex assessore ai lavori pubblici, una consigliera comunale (dimessasi dalla carica) e un funzionario del Comune di Molfetta (tutti sottoposti alla custodia cautelare in carcere), nonché diversi imprenditori, indagati per (ipotesi) corruzione ed altre tipologie di reato.

Il provvedimento costituisce l’epilogo di una complessa indagine di polizia giudiziaria, effettuata dalla Tenenza di Molfetta attraverso l’esecuzione di appostamenti, pedinamenti e intercettazioni telefoniche ed ambientali.

L’inchiesta ha messo in luce un sistema basato su accordi corruttivi tramite i quali svariati appalti pubblici del Comune di Molfetta venivano affidati da pubblici ufficiali “compiacenti”, ad una cerchia ristretta di imprenditori, in cambio di denaro e altre utilità (smartphone, computer e lavori privati).

Gli appalti finiti sotto la lente degli investigatori sono diversi e investono vari settori pubblici, dai lavori di riqualificazione delle strade (asfalti e basolati), alle piazze (Immacolata e Aldo Moro), dalla messa in sicurezza delle ciminiere ex cementificio alla progettazione del nuovo teatro comunale, alla ricostruzione della scuola per l’infanzia “Gianni Rodari ” e dai lavori di riqualificazione della biblioteca comunale e della “Cittadella degli Artisti” alla realizzazione del nuovo stadio di atletica leggera.

La sistematicità delle condotte delittuose è emersa anche dalle modalità relative al pagamento delle “tangenti”, documentate con operazioni di intercettazioni ambientali audio e audio-visive, in cui si vede l’imprenditore di turno che, una volta salito a bordo dell’auto del funzionario arrestato, senza proferire parola, lascia la busta con i soldi all’interno del vano portaoggetti o nelle mani dello stesso arrestato. Tali gravi condotte sono state perpetrate dagli arrestati anche nel corso del primo lockdown nazionale. Attualmente sono trentaquattro le persone fisiche iscritte, nel registro degli indagati oltre a sette persone giuridiche, affidatarie degli appalti, in quanto prive di un modello di organizzazione idoneo a prevenire la commissione di reati, così come richiesto dal decreto legislativo nr. 231/2001.nr. 231/2001.

La presente operazione costituisce un’ulteriore testimonianza del costante presidio alla legalità esercitata dalla Guardia di Finanza, quale forza di polizia con competenza generale in materia e dalla Procura, che rappresentano un punto di riferimento per gli imprenditori onesti rispettosi delle regole.

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