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Comandante Vigili ai domiciliari per peculato, falso in atto pubblico, rivelazione di atti di ufficio e truffa ai danni del Comune di Lucera        

Comandante dei Vigili ai domiciliari per peculato, falso in atto pubblico, rivelazione di atti di ufficio e truffa ai danni del Comune di Lucera        

Insieme al Pubblico Ufficiale sono indagate altre sei persone tutte per gli stessi reati. L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata eseguita dai finanzieri del Comando provinciale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica.

Il Funzionario della Polizia locale di Lucera, indiziato per condotte illecite commesse a danno del Comune di appartenenza, è stato arrestato dopo una serie di indagini condotte dai finanzieri del posto, nell’ambito dell’operazione “Doppio Alfa”.

La vicenda ha fatto emergere i presunti comportamenti irregolari degli indagati, che strumentalizzavano il loro ruolo e le loro funzioni per fini personali. In particolare, l’arrestato quasi quotidianamente, dopo aver ‘timbrato il cartellino’, si sarebbe allontanato dal posto di lavoro, utilizzando l’auto del Comune per sbrigare impegni privati.

L’uomo, sempre con l’auto di servizio, sarebbe andato in giro per fare acquisti di vario genere, per raggiungere la propria compagna, con cui si sarebbe intrattenuto per diverso tempo, per incontrare in altri Comuni, anche fuori Regione, persone estranee ad ogni impegno istituzionale.

Il Pubblico ufficiale, durante le indagini avrebbe accumulato, senza motivazione, 53 ore di assenza dall’ufficio e avrebbe percorso 3000 km con l’auto in uso alla Polizia locale.

Inoltre, avrebbe redatto atti (ideologicamente falsi), nonostante fosse assente dal servizio. Poi avrebbe favorito diversi soggetti, amici e conoscenti, per pratiche e istruttorie amministrative del proprio Comando di Polizia locale. Tra queste, c’erano anche alcune multe per violazioni al codice della strada e il rilascio di permessi Z.T.L. retrodatati, emessi ad hoc, con l’obiettivo di annullare gli effetti delle contravvenzioni.

Infine, il Pubblico ufficiale, grazie al ruolo di comandante, avrebbe rivelato ad “amici e conoscenti” dati sensibili, in particolare i reporter della Regione Puglia ad esclusivo uso degli Organi di Polizia, riservati esclusivamente al suo Ufficio. Naturalmente, le persone indagate sono al vaglio dell’Autorità Giudiziaria e non possono essere considerate colpevoli sino alla eventuale pronunzia di una sentenza di condanna definitiva.

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Foggia e provincia, blitz delle FFOO, dieci arresti, tra cui una donna che spediva droga ad un detenuto

Foggia e provincia, blitz delle FF OO, 10 arresti, tra cui una donna che spediva droga ad un detenuto

Foggia e provincia, blitz delle FFOO

Dopo l’incontro con il ministro Lamorgese del 17 gennaio scorso, proseguono le attività di controllo delle forze di polizia in provincia di Foggia attraverso una serie di attività denominate “alto impatto”.

130 i militari impiegati appartenenti alla polizia di Stato, all’arma dei carabinieri e alla Guardia di Finanza che hanno battuto a tappeto l’intero territorio con perquisizioni, ispezioni, e posti di blocco.

L’articolato dispositivo di prevenzione ha coinvolto una serie di reparti speciali, unità cinofile antidroga e antiesplosivo, equipaggi elitrasportati, operatori specialisti in indagini scientifiche e reparti specializzati nei controlli su strada e nelle aeree rurali.

10 le persone arrestate, in particolare a Foggia, la Squadra Mobile, dopo una mirata e attenta attività di localizzazione, ha arrestato, con pene detentive oscillanti da 1 anno a 3 mesi e da 6 anni e  8 mesi di reclusione, cinque soggetti, di età compresa tra i 23 e i 65 anni, specializzati in furti e rapine negli esercizi commerciali. La banda era stata scoperta nel 2019 grazie all’inchiesta “Cavallo di Troia” della Procura della Repubblica di Foggia.

Sempre a Foggia, un ventiquattrenne è stato condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione ai domiciliari per spaccio di droga e una ragazza di 27 anni è stata arrestata, anche lei, per detenzione e spaccio aggravato continuato di sostanze stupefacenti. La giovane, secondo le indagini, spediva, ad un detenuto chiuso nel carcere di Foggia, pacchi contenenti alcuni indumenti nei quali nascondeva la droga. I carabinieri sono riusciti a intercettare e sequestrare un pacco dove è stato trovato hashish per oltre 360 dosi.

La Guardia di Finanza di Sansevero e Manfredonia, a Torremaggiore, territorio dell’alto tavoliere, ha arrestato un quarantaquattrenne per detenzione e spaccio di droga. L’uomo nascondeva nel tetto della sua abitazione 150 g di cocaina pura al 70% e la somma di 4600 € contanti.

Sempre la Guardia di Finanza, ha rintracciato uno straniero non in regola con il permesso di soggiorno. Per lui è scattato immediatamente un provvedimento di espulsione dal nostro territorio nazionale, emesso dal tribunale di sorveglianza di Bari. L’uomo è stato accompagnato alla frontiera per essere rimpatriato nel suo paese d’origine.

Un altro intervento delle fiamme gialle ha portato al sequestro di 450 prodotti per la cura della persona e oggettistica per la casa in un’attività commerciale di Rodi Garganico. La merce risultava priva della vigente normativa introdotta dal codice sul consumo.

Un altro intervento, questa volta dei carabinieri, ha portato all’arresto di due uomini trovati per strada nonostante fossero agli arresti domiciliari.

Allo stesso modo, un ventisettenne di Cerignola, anche lui ai domiciliari per furto, è stato sorpreso e arrestato mentre, come se nulla fosse, rientrava a casa.

A Stornara, un trentatreenne già agli arresti domiciliari per ricettazione, dopo aver litigato con la moglie, arbitrariamente ha pensato di allontanarsi dalla casa. I carabinieri sono riusciti a rintracciarlo presso l’abitazione di altri parenti. Per lui sono scattati nuovamente gli arresti.

Naturalmente la posizione delle persone arrestate è attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria in attesa della sentenza di condanna definitiva.

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GDF, appalti truccati, scoperti accordi illeciti tra imprenditori, professionisti e dipendenti comunali di Peschici (FG)

GDF, appalti truccati, scoperti accordi illeciti tra imprenditori, professionisti e dipendenti comunali di Peschici (FG)

 

GDF, appalti truccati scoperti a Peschici in provincia di Foggia

Sono otto le misure cautelari personali (due arresti domiciliari e sei interdizioni) eseguite dai finanzieri del comando provinciale di Foggia, a carico di pubblici amministratori e incaricati di pubblico servizio del comune di Peschici, e di alcuni imprenditori e professionisti.

Agli arresti, su disposizione del gip del tribunale di Foggia, sono finiti due dirigenti del Comune Garganico. Per gli altri sei indagati, nello specifico, un dirigente e un istruttore tecnico comunale, due imprenditori e due avvocati, è stata disposta la misura interdittiva di 12 mesi rispettivamente dai pubblici uffici o servizi, dal contrarre accordi con la pubblica amministrazione e dall’esercizio della libera professione.

Secondo le indagini di polizia giudiziaria gli indagati, a vario titolo, avrebbero rilasciato concessioni demaniali marittime con atti ideologicamente falsi, alterando il funzionamento della procedura degli appalti di “riqualificazione urbana” per un valore di 100.000 €. Tutto attraverso l’esibizione di documenti falsi in sede di gara, grazie all’omissione da parte del R.U.P, delle opportune e dovute verifiche, sia al momento della stipula dell’appalto che in corso d’opera, e non ultimo, al conferimento di incarichi professionali per circa 130 mila euro sulla base di false attestazioni e dichiarazioni e in conflitto con gli interessi dell’Ente locale.

GDF, appalti truccati

Essendo il procedimento nella fase preliminare, sebbene a carico degli indagati ci siano gravi indizi di colpevolezza e le necessarie esigenze cautelari, gli stessi non possono essere considerati colpevoli fino alla condanna definitiva.

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Foggia, GDF, sequestro preventivo, confisca di beni e disponibilità finanziarie a carico di un imprenditore agricolo di Chieuti

Foggia, GDF, sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni immobili e disponibilità finanziarie per circa 300.000 euro

A seguito di attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Larino, i finanzieri del Comando Provinciale di Foggia, hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca emesso dal GIP, anche per equivalente, di beni immobili e disponibilità finanziarie per circa 300.000 euro.

Il provvedimento giudiziario è giunto termine delle indagini della polizia giudiziaria condotte nei confronti del titolare di una impresa agricola, originario del Comune di Chieuti (FG), per aver chiesto ed ottenuto, in due successive tranche, un contributo a fondo perduto previsto a favore delle imprese in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica dovuta dal diffondersi del virus COVID-19.

Attraverso una preliminare analisi di rischio condotta sulle banche dati a disposizione del Corpo, corroborata da precisi elementi di riscontro di natura contabile, i finanzieri della Tenenza di Torre Fantine, hanno raccolto circostanzianti e concreti elementi indiziari di colpevolezza in ordine alla produzione di false informazioni da parte dell’imprenditore agricolo in un’istanza di accesso ai contributi a fondo perduto previsti dai cosiddetti decreti “Sostegni” e “Sostegni bis”.

L’imprenditore aveva infatti realizzato, nell’anno 2019, un volume di affari spropositatamente più alto di quello effettivamente verificato dalle indagini, riuscendo in tal modo a maturare l’indebita percezione di un contributo a fondo perduto pari a 300.000 euro circa, avendo dichiarato nel 2020 un calo drastico del volume di affari rispetto al 2019.

Pertanto è stata avanzata dalla Procura della Repubblica di Larino (CB) – su proposta degli investigatori – una richiesta di misura cautelare che il GIP ha accolto, ritenendo sussistente la presenza dei gravi indizi di colpevolezza, così disponendo il sequestro, fino a concorrenza dell’importo complessivo di € 300.000 circa, liquidità presenti su depositi e conti correnti bancari nella disponibilità dell’indagato nonché 7 immobili (4 autorimesse, 3 appartamenti) ubicati nelle province di Foggia e Campobasso.

La misura è stata eseguita nella fase dell’indagine preliminare, pertanto per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

L’attività di servizio svolta, sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Larino (CB), conferma il ruolo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, posta a presidio degli interessi finanziari dello Stato, degli Enti locali e dell’Unione europea e a contrasto di fenomeni che, come nel caso dell’accesso a forme di sostegno finanziario da parte dello Stato da parte di chi non ne ha titolo, hanno un elevato disvalore sociale ed economico perché generano un danno immediato alle casse pubbliche distraendo risorse che potrebbero essere invece impiegate a favore di imprese che ne hanno realmente necessità per fronteggiare la crisi economica innescata dalla pandemia degli ultimi due anni.

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Blitz delle Forze dell’Ordine, controlli e perquisizioni a tappeto nelle zone sensibili di San Severo e Foggia

Blitz delle Forze dell’Ordine, controlli e perquisizioni a tappeto nelle zone sensibili di San Severo e Foggia

Blitz delle Forze dell’Ordine a San Severo e Foggia, l’azione congiunta dei militari ha lo scopo di tutelare l’onestà dei tanti cittadini perbene Gli ultimi, gravissimi, episodi criminali hanno indotto le Forze dell’Ordine ad organizzare … continua a leggere