Cambio al vertice della Questura di Foggia, dove si insedia il dirigente superiore Alfredo Fabbrocini. Per il cinquantatreenne funzionario di origini napoletane si tratta di un ritorno nel territorio dauno, dove in passato ha guidato con successo la Squadra Mobile ottenendo importanti risultati nel contrasto alle organizzazioni criminali locali.
La Polizia di Stato ha ufficializzato i nuovi incarichi dirigenziali a livello nazionale, stabilendo la nomina di Alfredo Fabbrocini a capo della Questura di Foggia. Il dirigente – 53 anni, nato a Napoli – lascia la guida della Questura della BAT (Barletta Andria Trani), presidio istituzionale che ha diretto per circa 2 anni dal mese di febbraio del 2024. Il suo percorso professionale lo vede subentrare ad Alfredo D’Agostino, destinato a ricoprire il ruolo di questore reggente ad Ancona, mentre la responsabilità della sede di Barletta viene affidata a Giovanni De Stavola.
La figura di Fabbrocini evoca pagine cruciali per la tutela della legalità nella Capitanata. Circa 15 anni fa, durante la sua esperienza alla guida della Squadra Mobile dauna avviata nel 2011, il funzionario ha coordinato operazioni investigative di primaria importanza per smantellare la mappa del crimine organizzato nel Gargano e nell’area di Manfredonia. Tra i successi di quella stagione spicca la cattura del latitante Giuseppe Pacilli – esponente di spicco della malavita locale – e l’inchiesta denominata Romanzo criminale, un’operazione complessa che ha consentito di fare piena luce sugli assetti mafiosi del territorio e che gli è valsa la promozione per merito straordinario.
L’avvicendamento ai vertici foggiani porta nel capoluogo un investigatore dalla solida formazione sul campo, maturata attraverso la direzione delle Squadre Mobili di grandi città come Cagliari e Napoli prima del suo approdo alle responsabilità di Questore. Il bagaglio professionale accumulato negli anni di servizio sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata rappresenta la garanzia di un’azione istituzionale determinata e incisiva, fondata sulla conoscenza profonda delle dinamiche territoriali della provincia.
La complessa realtà della Daunia ritrova così una figura di riferimento esperta, pronta a guidare le donne e gli uomini della Polizia di Stato nella difesa della sicurezza e del rispetto delle regole – valore cardine per la crescita sociale economica della comunità – confermando l’attenzione costante dello Stato per un territorio strategico.
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