Codici contro Ryanair: pronto l’appello sulle clausole e le penali a carico dei passeggeri

L’associazione Codici non si ferma di fronte alla pronuncia del Tribunale di Milano ed elabora l’atto di appello per contestare la legittimità delle clausole contrattuali applicate da Ryanair. La battaglia legale mette al centro la facoltà riservata alla compagnia di sanzionare economicamente i viaggiatori secondo criteri ritenuti unilaterali e discrezionali, respingendo l’accusa di voler tutelare comportamenti scorretti a bordo.

La contesa giudiziaria tra l’associazione dei consumatori Codici e la compagnia aerea Ryanair prosegue verso il secondo grado di giudizio. Dopo la pronuncia del Tribunale di Milano – arrivata a seguito della causa intentata per verificare la correttezza delle condizioni di trasporto – l’organizzazione guidata da Ivano Giacomelli ha confermato la volontà di presentare ricorso. La contestazione non riguarda le norme di sicurezza sui voli – già garantite dal Codice della Navigazione e dai poteri assegnati al comandante dell’aereo – ma la facoltà che la compagnia si attribuisce nel giudicare in autonomia i comportamenti dei viaggiatori.

Secondo la tesi sostenuta dall’associazione, le regole contrattuali permettono alla società di valutare a proprio giudizio se un atteggiamento sia di disturbo – anche quando le tensioni nascono da cancellazioni, ritardi o problemi nella gestione dei bagagli ai gate di imbarco – applicando direttamente penali economiche a carico dei clienti. Nel mirino finisce in particolare la richiesta di una somma extra pari a 500 euro, la quale si aggiunge al rimborso delle spese per un eventuale cambio di rotta del volo e al risarcimento dei danni. Questa penale rappresenta per l’organizzazione una vera e propria sanzione punitiva decisa dallo stesso soggetto che fornisce il servizio.

Il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli, ha spiegato la posizione dell’organizzazione sottolineando che le decisioni dei giudici si rispettano ma si possono impugnare quando non convincono. Giacomelli ha evidenziato come l’azione legale punti a tutelare i diritti dei consumatori e non a difendere chi crea scompiglio a bordo. L’associazione rileva inoltre una palese contraddizione nella condotta della compagnia – che lamenta i rischi legati all’abuso di alcol ma al tempo stesso vende bevande alcoliche durante i voli – chiedendo maggiore attenzione verso i problemi quotidiani segnalati dai clienti, tra cui ritardi, rimborsi difficili e costi aggiuntivi.

Codici porterà l’intera vicenda all’attenzione delle Autorità per la tutela dei consumatori dei Paesi europei coinvolti, chiedendo un’attenta verifica sulla conformità delle regole contrattuali rispetto alla disciplina dell’Unione Europea sulle clausole abusive.

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Aurelio De Sanctis

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