Report vaccinazioni in Italia (NEW)
Coronavirus nel mondo (NEW)

Indagini concluse per il dipendente ‘infedele’ dell’ospedale di Monopoli

Indagini concluse per il dipendente ‘infedele’ dell’ospedale di Monopoli

Si sono concluse le indagini per il dipendente dell’ospedale di Monopoli e per altre 10 persone. Lo hanno notificato i Carabinieri della locale stazione.

Si appropriava di tutto dai toner per le stampanti alla carta igienica, che poi rivendeva ad altre persone ora indagate per ricettazione. L’attenzione dei militari, cominciata nel 2019, con attività di pedinamento e perquisizioni si è concentrata sull’uomo  per il suo continuo via vai  dall’ospedale, negli orari più disparati, anche nei giorni festivi, molte volte carico di pacchi o buste.

L’inchiesta dei Carabinieri del Comando della Stazione di Monopoli, che oggi hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 10 soggetti del posto, tra cui il responsabile del magazzino economale dell’Ospedale San Giacomo di Monopoli, dipendente di una società esterna ma con funzioni di ausiliario sempre presso il nosocomio monopolitano, e ad alcuni commercianti locali, ha permesso di svelare una rete di connivenza tra lo stesso dipendente ‘infedele’ ed alcuni commercianti locali (ora indagati).

https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWeb

Bari, sequestrati beni per 3mln di euro all’oncologo che somministrava farmaci del SSN a pagamento

Bari, sequestrati beni per 3 mln di euro all'oncologo che somministrava farmaci del SSN a pagamento

I beni sequestrati all’oncologo di Bari ammontano a circa 3mln di euro

I Militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri di Bari, oggi, su richiesta del competente G.I.P. del Tribunale locale, hanno sequestrato beni per 3 mln di euro – tra immobili di pregio, terreni e cospicue disponibilità finanziarie – all’ oncologo  barese Giuseppe Rizzi. Il medico, ai domiciliari con l’accusa di concussione aggravata e continuata, in concorso con la sua compagna (attualmente co indagata nello stesso procedimento penale) era stato arrestato dai Reparti dell’Arma dei Carabinieri lo scorso mese di maggio.

I fatti

Le investigazioni, coordinate dalla Procura di Bari, hanno svelato il modus operandi del professionista, che abusando del suo ruolo di dirigente medico, presso il Dipartimento di Oncologia dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II ” di Bari, e in qualità di pubblico ufficiale, durante lo svolgimento della sua attività lavorativa, sia in orario che fuori orario di servizio  e, comunque, non in regime di attività ad intra o ad extramoenia, ha eseguito su ben 14 pazienti oncologici, affetti da accertate e gravi patologie e in trattamento presso l’Istituto, iniezioni a pagamento di un farmaco, la cui somministrazione era gratuita, in quanto a totale carico del S.S.N. Il particolare stato di fragilità psico-fisico aveva indotto i pazienti ad affidarsi ciecamente alle cure dell’oncologo, il quale approfittandone, ha cominciato col pretendere da loro il pagamento in suo favore di ingenti somme di denaro, regalie di notevole valore, lavori edili ed altre utilità, sia presso la struttura ospedaliera, sia presso il patronato CAF della compagna, sito in Bari, spesso utilizzato anche come ambulatorio medico. Il perpetrarsi di tali condotte, per alcuni pazienti, era stato causa di perdite patrimoniali consistenti, tanto che alcuni sono stati costretti a ricorrere a prestiti di danaro.

L’arresto e gli approfondimenti investigativi

Lo scorso mese di giugno, la svolta con l’arresto ai domiciliari e conseguente approfondimento investigativo della Procura barese con delega al G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bari, finalizzato alla veicolazione di una proposta di sequestro preventivo per ‘sproporzione di beni’, a carico dell’oncologo. Nello specifico, le Fiamme Gialle dopo aver acquisito la copiosa documentazione, anche bancaria, relativa ai movimenti finanziari del medico, tra cui contratti di compravendita dei beni e numerosi altri atti pubblici, hanno potuto accertare un’ingiustificata e considerevole sproporzione tra il reddito dichiarato e i beni nella disponibilità del medico. Pertanto, il competente G.I.P. del Tribunale di Bari, condividendo l’analoga proposta avanzata dall’A.G. inquirente, basata sul solido compendio indiziario, ottenuto dalla sinergia operativa tra Finanzieri e Carabinieri,  ha, quindi, emesso il decreto di sequestro preventivo su una prestigiosa villa e diversi terreni ubicati a Bari Palese, su alcuni terreni a Bitonto (BA) e sui saldi attivi di rapporti bancari. A tali beni, oggetto del sequestro, bisogna aggiungere anche la somma di circa 1,9 milioni di euro trovata in alcune scatole di scarpe che l’uomo custodiva all’interno della sua abitazione, nonché di numerosi reperti archeologici, di notevole valore storico e artistico, sottoposti a verifica da parte del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico e della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Bari.

https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWeb

Adelfia, Smaltivano materiale edile in un avvallamento per riempirlo e costruirvi un parcheggio abusivo

Adelfia, Smaltivano materiale edile in un avvallamento per riempirlo e costruirvi un parcheggio abusivo

Scoperta discarica abusiva ad Adelfia: smaltivano materiale edile di risulta proveniente da 4 aziende Stamattina presto, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari, al termine di articolate indagini, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare … continua a leggere

Scoperti a coltivare marijuana sul balcone, denunciati 2 pusher di Modugno

Scoperti a coltivare marijuana sul balcone, denunciati 2 pusher di Modugno

Scoperti a coltivare marijuana sul balcone in pieno centro a Modugno

Il self-made illegale era attuato con una certa nonchalance dal 61enne, il cui balcone si affacciava direttamente su una delle vie del centro di Modugno. Infatti, in bella vista l’uomo deteneva tre piante di canapa indiana, alte tra i 110 ed i 160 centimetri. La sfacciata visibilità ha permesso di allertare i militari che hanno deciso di effettuare una perquisizione all’interno dell’abitazione del 61enne e di trovare, oltre alle tre piante, anche 4,2 grammi di hashish.

Scoperti a coltivare marijuana sul balcone, denunciati 2 pusher di Modugno
Scoperti a coltivare marijuana balcone in pieno centro a Modugno, vengono denunciati dai carabinieri

Allo stesso modo, sempre a Modugno, un 36enne, incensurato, su cui i carabinieri da tempo avevano sospetti, è stato sottoposto a perquisizione domiciliare, dove hanno trovato 4 piante di cannabis indica alte di 160 centimetri, 15,30 grammi di hashish, 9,35 grammi di marijuana, un bilancino di precisione e diverso materiale idoneo al confezionamento della sostanza stupefacente. In entrambi i casi, tutto il materiale trovato è stato sequestrato e i due uomini denunciati in stato di libertà alla competente A.G. per coltivazione illegale, detenzione e spaccio di droga.

https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWeb

Molfetta, 50mln di euro, sotto sequestro il patrimonio dell’imprenditore Giuseppe Manganelli

Molfetta, 50mln di euro, sotto sequestro il patrimonio dell’imprenditore Giuseppe Manganelli

i carabinieri hanno messo sotto sequestro il patrimonio dell’imprenditore Manganelli di Molfetta

Dopo il crollo e 12 anni di detenzione, l’imprenditore molfettese sembrava essersi ‘totalmente’ ripreso. Anche se l’immenso patrimonio accumulato in poco più di 10 anni, dopo il suo burrascoso passato, deve aver insospettito la DDA di Bari che ha avviato le indagini.

Oggi le prime conclusioni espresse in un Decreto emanato dall’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari, eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari, coordinati dalla DDA e coadiuvati dai militari di Molfetta, con il quale è stato disposto un sequestro preventivo a suo carico. Pertanto stamattina presto sono stati sottratti alla disponibilità dell’imprenditore 52enne, ben cinquanta milioni di euro tra immobili, compendi aziendali, conti correnti, veicoli e beni di lusso, compresa un’imbarcazione da diporto.

Dalle indagini è emerso che il patrimonio di Manganelli, come puntualmente ricostruito dal provvedimento firmato dalla Dott.ssa Giulia Romanazzi, Presidente della Sezione specializzata in misure di prevenzione del Tribunale di Bari, è derivato dalla commistione tra le attività illecite (in particolare il narcotraffico e l’estorsione reato di cui era già gravato dagli anni ’90, con il suo coinvolgimento nelle operazioni “Reset” e “Primavera”) e le sue lungimiranti capacità di investimento.

A partire dal 2011, infatti, il 52enne, già sorvegliato speciale, aveva iniziato a costituire, grazie alla fittizia interposizione di alcuni prestanome, le prime società, che gli hanno consentito di accumulare reddito e di giustificare la nascita di nuovi e più ambiziosi progetti imprenditoriali estesi non solo all’edilizia ma anche al settore della distribuzione di carburanti.

Le analisi investigative hanno svelato inoltre l’intricato sistema “a scatole cinesi” messo in atto dall’imprenditore per occultare l’illecita provenienza della sua immensa ricchezza finanziaria all’interno della quale sono stati coinvolti  molti dei suoi familiari.

Oggi la resa dei conti, all’imprenditore e ai vari prestanome sono stati sequestrati 16 fabbricati, tra i quali la sua residenza, una villa, vista mare, quattro terreni, per un’estensione totale di circa 5.000 mq, 5 società tra le quali la “Unione Petroli s.r.l.”, con un fatturato di circa venti milioni di euro, 6 veicoli ed una imbarcazione da diporto, nonché 11 conti correnti e quote partecipative ad un fondo di investimento.

https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWeb/news_feed