Bari – Policlinico e Ospedaletto sporchi, Cipriani scrive ai Vertici della Regione

Bari – Policlinico e Ospedaletto sporchi, Cipriani scrive ai Vertici della Regione

Bari – Policlinico e Ospedaletto sporchi “Mancano addetti alle pulizie, assumete i vincitori del concorso!”. Non è un appello, quello di Luigi Cipriani, segretario della O.S. GIL-Sanità, ma un imperativo  che pretende la sua risoluzione. … continua a leggere

Palese e Loseto, individuate nei cimiteri aree per la sepoltura dei musulmani, per Lacoppola, “Provvedimento dovuto”

Palese e Loseto, individuate nei cimiteri aree per la sepoltura dei musulmani, per Lacoppola, “Provvedimento dovuto”

Ad occuparsene, come per il cimitero di Bari, sarà sempre la CIDI (Comunità Islamica d’Italia). Si tratta di aree dedicate alla sepoltura multiconfessionale, individuate dopo il provvedimento comunale, approvato lo scorso 28 dicembre, su proposta … continua a leggere

Puglia, ancora una denuncia di Confintesa: in graduatoria per nomine dirigenziali ma il medico non ha i requisiti, per Vito Bellini, “Urgono chiarimenti”

Puglia, in graduatoria per nomine dirigenziali ma il medico non ha i requisiti, per Vito Bellini, Segretario Nazionale Confintesa - UGS Medici, “Urgono chiarimenti”

Confintesa – UGS Medici Lettera del Segretario Nazionale della Confintesa – UGS MediciCurriculum del medico La lettera ‘denuncia’ del neo eletto Segretario Nazionale della Confintesa – UGS Medici, Vito Bellini non lascia adito a fraintendimenti. … continua a leggere

San Pio – Bari, Arresti clan Strisciuglio, tentarono di uccidere collaboratore di giustizia e picchiarono i familiari, tra cui un bimbo di 6 anni

San Pio - Bari, Arresti clan Strisciuglio, tentarono di uccidere collaboratore di giustizia e picchiarono la famiglia. Colpito con un pugno anche un bimbo di 6 anni

Un commando del clan Strisciuglio, tentò di uccidere collaboratore di giustizia, a San Pio (Bari) e picchiò i familiari, tra cui un bimbo di 6 anni e una donna incinta.

Stamattina presto, la Squadra Mobile della Questura e i carabinieri del Reparto Operativo di Bari hanno eseguito un’ordinanza cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta di questa Procura Distrettuale Antimafia, a carico di 8 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentato sequestro di persona, lesioni personali aggravate, tentato omicidio aggravato, detenzione e porto illegali di armi da fuoco, ricettazione e induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’Autorità Giudiziaria. Per tutti i reati descritti è stata altresì contestata l’aggravante mafiosa.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia barese, hanno preso il via dopo due episodi delittuosi avvenuti, in rapida successione, la sera del 26 giugno 2019.

Nell’occasione, alcuni degli odierni arrestati, dopo essersi recati presso l’abitazione di un pregiudicato, a Palese – diventato poi collaboratore di Giustizia – alla presenza del figlio della convivente e della stessa convivente, lo hanno trascinato fuori casa, per picchiarlo, con annesso tentativo di sequestro. L’efferato crimine è stato però interrotto dall’azione reattiva di alcuni congiunti dell’uomo, anche se i criminali non hanno esitato a picchiare violentemente chiunque  gli capitasse a tiro, finanche un piccolino di appena sei anni, colpito al volto con un pugno e una donna  all’ottavo mese di gravidanza, presa a calci.

Poco dopo, un successivo commando armato, dal quartiere San Pio, ha raggiunto nuovamente la casa della vittima con l’intenzione di fare una “stesa”. L’obiettivo era di vendicare una telefonata di rimostranze ricevuta dai parenti dell’uomo percepita come un affronto.

Pertanto, furono esplosi ad altezza d’uomo, in direzione della casa ritenuta in quel momento nascondiglio dell’uomo, 23 colpi d’arma da fuoco (lunghe e corte), e, solo la prontezza degli abitanti, nel frattempo stesisi a terra, ha evitato che l’agguato si trasformasse in una carneficina.  

I riscontri investigativi hanno poi consentito di accertare che il primo pestaggio era scattato per punire l’uomo, colpevole di aver spacciato droga nel quartiere Palese, senza la preventiva autorizzazione dei responsabili del clan “Strisciuglio”, in particolare dell’affiliato Saverio Faccilongo, attualmente detenuto in regime di 41 bis, che esercitava la sua egemonia ad Enziteto-Catino-San Pio.

Le verifiche e le dichiarazioni testimoniali hanno anche permesso di evidenziare una serie di elementi a carico degli indagati, dai loro compiti, ai ruoli alle responsabilità, così come di trovare, il 30.9.2019, le armi dell’agguato: un “Kalashnikov” e una pistola (sottoposti ad accertamento balistico dalla Polizia Scientifica di Bari). Non solo, ma di particolare interesse investigativo sono state le evidenti pressioni e le minacce di morte che il gruppo ha esercitato nei confronti dei familiari della vittima, per indurre l’aspirante collaboratore di giustizia a non “parlare” e a non “collaborare”.

L’indagine odierna che ha portato all’arresto di

1.         DE GIGLIO Andrea, di anni 36;

2.         PISCOPO Tommaso, di anni 22;

3.         SGARAMELLA Giovanni, di anni 36;

4.         CAIZZI Giuseppe, di anni 53;

5.         LORENZANI Massimo, di anni 39;

6.         FRANCO Giuseppe, di anni 35;

7.         SEBASTIANO Emanuele, di anni 38;

8.         CARCHEDI Saverio, di anni 23.

9. IUSCO Michele Paolo, di anni 34 (riuscito a fuggire, ma catturato in mattinata)

è parte degli esiti di un’altra operazione – “Vortice-Maestrale” -, a cui fa riferimento l’ordinanza cautelare relativa ad altri 99 soggetti, tra cui alcuni degli odierni indagati , gravati dal 416 bis (c.p.) e, per questo, ora già in carcere.

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