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Bari, controlli a tappeto della Gdf, sotto la lente l’emissione di scontrini e i pagamenti tramite pos

Bari, controlli a tappeto della Gdf, sotto la lente l’emissione di scontrini e i pagamenti tramite pos

Controlli Gdf I Finanzieri del Comando Provinciale Bari hanno eseguito, in questo fine settimana, un piano straordinario di interventi, nelle zone di maggiore affluenza turistica (Monopoli, Polignano a Mare e Mola), con l’obiettivo di contrastare … continua a leggere

Il Generale di Divisione della Guardia di Finanza, Fabrizio Toscano è il nuovo comandante regionale in Puglia

Il Generale di Divisione della Guardia di Finanza, Fabrizio Toscano è il nuovo comandante regionale in Puglia

Stamattina, presso la caserma “M.A.V.M. Giovanni Macchi”, storica sede del Comando Regionale “Puglia” della Guardia di Finanza, ha avuto luogo la cerimonia ufficiale di avvicendamento tra il Generale di Divisione Francesco Mattana ed il Generale … continua a leggere

Mola, truffa allo Stato e circonvenzione d’incapace,1 mln di e. sequestrati e arresto per commercialista e 9 costruttori

Mola, truffa allo Stato e circonvenzione d incapace,1 mln di e. sequestrati e arresto per un commercialista e 9 costruttori

Sono 16 le persone indagate dalla Guardia di Finanza di Mola, coordinata dal I Gruppo Bari, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, circonvenzione d’incapace (art. 643 C.P.), falsi contratti lavorativi dietro il pagamento di un compenso dai 1.000 ai 6.000 euro (per un totale di 762.000 €) e un’indebita percezione dell’indennità di disoccupazione e malattia. 

Per dieci di loro le misure cautelari, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura, sono state coercitive (2 in carcere e 8 ai domiciliari, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) e associate a sequestri patrimoniali preventivi nella misura equivalente, finalizzata alla confisca, per complessivi 1.166.080 euro.


Nell’ordinanza vengono riconosciuti (con accertamento che, compiuto nella fase delle indagini preliminari, necessiterà della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa) gravi indizi di colpevolezza a carico di un commercialista e nove costruttori edili.

Gli indagati, secondo l’accusa, avrebbero formalizzato mediante modelli di assunzione telematica UNILAV, falsi rapporti di lavoro con almeno 453 cittadini extracomunitari di varie etnie, finalizzati all’ottenimento illecito, tra i 2013 e il 2019, del rilascio e/o rinnovo del permesso di soggiorno a scopo lavorativo.

Inoltre, avrebbero indebitamente ottenuto dall’Inps anche l’erogazione dell’indennità di disoccupazione e di malattia e la percezione di rimborsi IRPEF non spettanti, causando un danno all’erario di 281.579,82 euro.

Le indagini, supportate da numerose e sofisticate tecniche d’intercettazione e dall’analisi dei documenti amministrativi, hanno evidenziato che tre di loro avrebbero anche sottratto beni mobili e immobili, pari a 267.232,22 euro, ad una persona non in grado di intendere e di volere.

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Bari e Acquaviva delle Fonti, bancarotta fraudolenta, in manette gli amministratori di A.B. s.r.l. e di E. s.r.l.. Per il Gip, emerge una “Personalità sprezzante”

Bari e Acquaviva delle Fonti, bancarotta fraudolenta, in manette gli amministratori di A.B. s.r.l. e di E. s.r.l.. Per il Gip, emerge una "Personalità sprezzante"

Stamattina i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari hanno dato esecuzione a 2 arresti domiciliari e 1 misura interdittiva,  a carico di A.A., A.A.A. e R.R.V., amministratori pro tempore di delle società A.B. s.r.l. e E. s.r.l., operanti nel settore dei giochi e delle scommesse, con sede a Bari e ad Acquaviva delle Fonti (BA).

Bari e Acquaviva delle Fonti, bancarotta fraudolenta

L’ordinanza cautelare è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura per i gravi indizi di colpevolezza riconosciuti agli indagati nella fase delle indagini preliminari, che saranno sottoposti alla successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

A.A., A.A.A. e R.R.V., sarebbero accusati – in concorso tra loro -, di false comunicazioni sociali, indebita restituzione dei conferimenti, bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale ed impropria per operazioni dolose (in relazione al mancato pagamento delle imposte) e falso societario.

Le indagini, articolate e complesse, sono state svolte dal Gruppo Tutela Mercato Capitali del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari – su delega della locale Procura -, e si sono avvalse di una serie di raffinate tecniche info investigative in uso alla Guardia di Finanza, basate sull’incrocio dei dati risultanti dalle intercettazioni telefoniche e telematiche, dai tabulati telefonici, dalle escussioni di persone informate sui fatti, dalla documentazione sottoposta a sequestro a seguito delle perquisizioni locali eseguite, nonché dall’attività dinamica di osservazione, controllo e pedinamento.

Agli amministratori vengono contestate una serie di presunte condotte societarie depauperative, in particolare è emerso, che la società A.B. s.r.l., in un periodo di chiaro dissesto finanziario, avrebbe ceduto, ad un prezzo irrisorio (120.000 euro), un ramo d’azienda (4 sale bingo e 2 sale video lottery, ubicate a Bari, Martina Franca (TA), Taranto, Corropoli (TE), Casamassima (BA) e San Benedetto del Tronto (AP)), pari a oltre 9 milioni di euro, alla E. s.r.l., società intestata alla madre dei rappresentanti legali della società in dissesto.

La società ormai deprivata e con una forte esposizione debitoria verso l’erario (oltre 18 milioni di euro) sarebbe stata avviata in modo subdolo al fallimento, dichiarato poi dallo stesso tribunale di Bari nel 2019 su richiesta della Procura.

Solo in seguito ai vari accertamenti e approfondimenti tecnico investigativi, hanno consentito di ipotizzare le illecite condotte messe in atto anche dalla società E. s.r.l., che nel frattempo – benché di recente costituzione – aveva già accumulato una forte situazione debitoria mirata a “distrarre” il patrimonio.

Le successive perquisizioni, effettuate dai finanzieri, presso le sedi societarie e le abitazioni degli amministratori, hanno consentito di recuperare la documentazione, poi sottoposta a sequestro, che riportava una serie di false scritture contabili di debiti (inesistenti) a favore di imprese del nucleo familiare degli stessi indagati.

Tante le somme che sarebbero state sottratte direttamente dalle casse delle 2 società, prelevate mediante carte prepagate. Infine, per ingannare i creditori e per conseguire un ingiusto profitto, sarebbero stati fraudolentemente esposti nei bilanci di esercizio della A.B. s.r.l., crediti per falsi contenziosi che così avrebbero impedito di far emergere lo stato di gravità economico finanziaria che incombeva sulla società.

In sostanza, gli amministratori delle due Srl, avrebbero distratto e dissipato beni per un valore complessivo di 8.642.923,45, pertanto la Procura ha provveduto a nominare un amministratore giudiziario, in particolare per la E. s.r.l., ottenendo successivamente dal Tribunale di Bari la dichiarazione di fallimento societario.

Per quanto riguarda gli arresti, si legge nel fascicolo, il gip ha evidenziato in “A.A.A.”, una propensione “sintomatica della personalità sprezzante e priva di scrupoli dell’indagato … risulta essere la conversazione, che di seguito si riporta, laddove di fronte alle comprovate difficoltà nel pagare gli stipendi dei dipendenti, questi ha sottratto dalle casse societarie circa 7.000 euro, per giocare alle slot machine di una delle sale gioco di E. ……”.

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L’attività ‘estiva’ della GdF, oltre 1,5 mln di euro intercettati al porto di Bari

L’attività ‘estiva’ della GdF, oltre 1,5 mln di euro intercettati al porto di Bari

L’attività dei Finanzieri del II Gruppo Bari, svolta nel periodo estivo, coadiuvati dai Funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, finalizzata al contrasto della illecita movimentazione di valuta a danno della libera concorrenza del mercato, ha … continua a leggere

Usuraio 53enne di Cerignola arrestato, imponeva rate da 10 a 26mila euro al mese

L’usuraio 53enne di Cerignola è stato arrestato in flagranza di reato

V.D.V., 53enne, residente a Cerignola (FG), è stato arrestato presso il carcere di Trani dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari per usura aggravata e continuata. Le corpose indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani, sono state avviate a maggio scorso, in seguito alla denuncia di un imprenditore del settore calzaturiero di Trani che ha riferito agli investigatori del Gruppo Tutela Mercato Capitali – compagine dell GdF specializzata nella repressione del reato di usura – , di essere sotto il giogo di un usuraio di Cerignola.

L’uomo ha raccontato ai finanzieri baresi di essersi rivolto all’usuraio per le gravi difficoltà economiche in cui versava dal 2015, aggravate, in seguito, anche dalla pandemia, e di aver ricevuto un prestito di 50mila euro con l’applicazione di un tasso annuo del 180%.

Il debito dell’imprenditore, inevitabilmente, nel corso del tempo è aumentato in misura intollerabile, tanto da raggiungere cifre inverosimili con rate mensili che raggiungevano i 26 mila euro. Non solo, ma il cosiddetto “patto usuraio”, scoperto dalle fiamme gialle, era stato concepito e attuato dal delinquente in modo da precludere ogni possibilità di estinzione de debito, per cui la vittima a fronte del pagamento dei soli interessi, rimaneva sempre con il capitale da restituire inalterato.

La situazione non è cambiata neppure quando l’imprenditore ha proposto all’usuraio di onorare definitivamente il proprio debito. Infatti, il delinquente, fingendo di accontentarlo, ha sì rinegoziato le condizioni del finanziamento, pretendendo, però, a saldo, il doppio del prestito erogato attraverso rate mensili dai 10 ai 16.000 euro.

Usuraio 53enne di Cerignola arrestato,  imponeva rate da 10 a 26mila euro al mese
L’usuraio 53enne di Cerignola arrestato nel momento in cui incassa il danaro

Questo avrebbe comportato il pagamento di rate mensili fino al 2026 e la restituzione di un prestito che, nel tempo, da 650mila euro sarebbe cresciuto fino alla sconcertante cifra di 1,6 milioni di euro. Le indagini, inoltre, hanno anche rivelato come nei diversi incontri tra l’imprenditore e l’usuraio, quest’ultimo non disdegnasse il ricorso alla violenza, alle minacce di ritorsioni fisiche contro la vittima e la sua famiglia e alle insistenti richieste di denaro.

Addirittura in uno di questi incontri, documentato dai finanzieri, il criminale ha preteso e ottenuto dall’imprenditore la somma di 35.000 euro in contanti. Ed è stato proprio durante tale attività di osservazione che le fiamme gialle, all’interno dell’area di parcheggio di un distributore di carburanti nella periferia di Canosa di Puglia, hanno identificato e sottoposto a controllo V.D.V, trovandolo con 15.000 euro in contanti nascosti negli indumenti intimi, ricevuti poco prima dalla vittima a saldo della rata mensile.

Nel corso della successiva perquisizione presso l’abitazione dell’usuraio, ubicata a Cerignola, sono stati rinvenuti, all’interno di due casseforti, altri 8.000 euro in contanti nonché documenti riferibili ad ulteriori ‘finanziamenti’ su cui sono tuttora in corso le indagini. Pertanto V.D.V., è stato, arrestato a disposizione della locale Procura, mentre la somma di 23mila, profitto dell’attività criminale, è stata sottoposta a sequestro.

L’operazione della GdF documenta inequivocabilmente la presenza del cosiddetto “welfare criminale di prossimità ”, fenomeno perverso e trappola per numerosi imprenditori e professionisti in difficoltà o in crisi di liquidità, che l’attuale emergenza pandemica ha notevolmente aggravato. È ciò che emerge dalla Relazione annuale 2020 dell’Ufficio del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura relativo alle piccole e medie imprese, ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti con partita IVA.

La GdF ricorda che, “L’efficace contrasto al fenomeno dell’usura è strettamente correlato alla collaborazione delle vittime, che possono avvalersi anche del supporto delle fondazioni antiusura presenti sul territorio. Queste ultime svolgono, difatti, importanti funzioni di supporto, finalizzate anche a favorire la denuncia di tali condotte illecite, di difesa delle vittime dell’usura nei relativi procedimenti penali nonché di sostegno finanziario”.

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Bari e Brindisi, 9 mesi di interdizione dalla professione per 4 persone accusate, con un dirigente ASL, di corruzione

Bari

Questa mattina, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, in collaborazione con la Squadra Mobile della Polizia di Stato di Brindisi, ha eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari interdittive – emessa … continua a leggere