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Triggiano, Tornano i Comisastri con il ‘Premio Pugliese dell’anno’  

Triggiano, Tornano i Comisastri con il ‘Premio Pugliese dell'anno’  

Sabato 9 luglio, a Triggiano, presso il Teatro ‘Casa della Cultura Rocco Dicillo’, alle ore 20, andrà in scena il ‘Premio Pugliese dell’anno’, lo spettacolo ideato dall’associazione culturale pugliese I Comisastri, giunto alla sua la IIa edizione.

 

Triggiano, Tornano i Comisastri con il ‘Premio Pugliese dell'anno’, sabato 9 luglio, ore 20, presso il Teatro ‘Casa della Cultura Rocco Dicillo’

Triggiano, ‘Premio Pugliese dell’anno’

L’evento, tra quelli estivi patrocinati dal Comune, celebra e premia ogni anno le personalità che più si sono distinte nei diversi ambiti culturali previsti, a livello regionale e nazionale.

L’iniziativa organizzata dall’associazione, presieduta da Francesco Veronico, sarà condotta dagli showmen Piero Bagnardi, Giuseppe Cocchiara e Francesco Susca, fondatori del gruppo.


Tra i premiati, lo speaker di Radionorba Mauro Dalsogno e i comici Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli, protagonisti indiscussi della sitcom ‘Catene’, un programma di successo tuttora in onda.

Triggiano, Tornano i Comisastri con il ‘Premio Pugliese dell’anno’ , Piero Bagnardi

Per l’occasione, il duo rivestirà i panni di Pasqua Catacchio e della divertente suocera, l’ironica e sagace vecchietta divenuta negli anni un personaggio cult teatrale e televisivo e non solo. La lunga carriera è costellata, infatti, da diversi altri successi come il film “La capagira” e la creazione della famosa compagnia teatrale ‘Anonima GR’.

I Comisastri ringraziano l’intera amministrazione Comunale, il Sindaco Antonio Donatelli e l’Assessora Angela Finamore per la loro assidua partecipazione e promozione socio-culturale.

L’ingresso è libero.

Triggiano, Tornano i Comisastri con il ‘Premio Pugliese dell'anno’, sabato 9 luglio, ore 20, presso il Teatro ‘Casa della Cultura Rocco Dicillo’

Triggiano, ‘Premio Pugliese dell’anno’

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I Comisastri tornano con il “Torneo della solidarietà”, Domenica 5 giugno, alle ore 18, presso lo stadio di Capurso

I Comisastri tornano con il "Torneo della solidarietà", Domenica 5 giugno, alle ore 18, presso lo stadio di Capurso

I Comisastri Si tratta di un evento “calcistico” datato, ma completamente aggiornato e rivisitato. Organizzato dall’Associazione “I Comisastri” con l’obiettivo di raccogliere fondi per una bambina gravemente ammalata, la manifestazione ha avuto il consenso e … continua a leggere

Bari e provincia, associazione per delinquere, rapine TIR, furti bancomat, in manette 19 soggetti

Bari e provincia, associazione per delinquere, rapine TIR, furti bancomat, in manette 19 soggetti

 

Bari e provincia, blitz dei carabinieri in manette 19 soggetti. Bari, Adelfia, Capurso, Casamassima, Cellamare, Mola di Bari, Sannicandro di Bari, Triggiano e Valenzano i comuni coinvolti.

100 militari del Comando Provinciale di Bari, questa notte, hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal Gip del Tribunale di Bari, a carico di 19 soggetti (11 in carcere e 8 ai domiciliari), indagati, a vario titolo , per “associazione per delinquere, rapina, sequestro di persona, furto, porto abusivo di arma da fuoco, ricettazione, resistenza a p.u., incendio doloso”.

Il massiccio dispiegamento di forze si è reso necessario per la vastità del territorio sotto osservazione. Bari, Adelfia, Capurso, Casamassima, Cellamare, Mola di Bari, Sannicandro di Bari, Triggiano e Valenzano sono i Comuni su cui si sono svolte le operazioni

Secondo l’accusa accolta dal Gip (fatta salva la valutazione nella fasi successive con il contributo della difesa), 9 degli indagati si sarebbero associati allo scopo di commettere, in modo indipendente tra loro, ma al contempo conoscendone le azioni, un numero significativo di rapine ai TIR, furti aggravati su sportelli automatici di Istituti di Credito e Uffici Postali, furti d’auto, furti in abitazione, ricettazione ed altri gravi reati,  avvalendosi anche dell’uso delle armi.

Per gli altri indagati le accuse sono, invece, relative a singoli episodi di rapina, furto e ricettazione.

I provvedimenti nascono da un’indagine avviata dopo il tentativo di un furto a Valenzano, nel mese di settembre del 2020, dove fu utilizzato esplosivo (marmotta),  a danno di un ATM. Le indagini, articolate e complesse, effettuate dai Carabinieri di Triggiano, coordinate dalla Procura di Bari,  evidenziarono gravi indizi a carico di LOSETO Maicol, MEZZI Angelo e PACUCCI Giuseppe (presunti capi-promotori ed organizzatori della compagine criminale).

Furono anche individuati altri soggetti (MEZZI Nicola, DIDONNA Giovanni, SBLENDORIO Davide, OTTOMANO Giuseppe, SCORCIA Giuseppe e LORUSSO Vito) ritenuti di aver fatto parte della consorteria criminale, organizzata con lo scopo di commettere i gravi reati predatori.

La banda operava con meccanismi collaudati grazie a persone conosciute e fedelissime ai capi e utilizzava, come “base operativa” (dove venivano decise strategie e vittime da colpire), l’officina di uno degli indagati.

Altri gravi indizi emergono a carico di
SBLENDORIO Antonio (ricettazione di merce compendio di rapina),
MININNI Carlo e SCORCIA Vito (rapina ad autotrasportatore),
CAPRIATI Giuseppe, CAPRIATI Agostino e FERRANTE Giovanna (tentata rapina nell’abitazione di una coppia di anziani), R
ROBERTO Francesco (furto di autocarri),
BERNAUS Luigi (furto in abitazione),
DIDONNA Vito e PARTIPILO Cosimo (ricettazione di pezzi d’auto rubati), commessi in concorso con altri indagati.

I militari sono riusciti anche a ricostruire il modus operandi degli indagati, specie per le rapine agli autotrasportatori che per i furti.

Nel caso di una rapina ad un Tir, avvenuta nel 2020, sette degli attuali indagati, suddivisi in tre equipaggi (uno pronto all’azione e due di supporto), dopo aver bloccato i lati di un tratto della S.P. Rutigliano-Adelfia, minacciarono e colpirono con il calcio di una pistola il conducente del Tir e lo immobilizzarono all’interno della cabina. Solo aver depredato il camion del suo carico lo rilasciarono a Mola di Bari. In altre occasioni, i malviventi hanno utilizzato auto dotate di lampeggianti di colore blu e palette d’ordinanza per bloccare le vittime, simulando le Forze dell’ordine.

Sempre nel 2020, due degli indagati sono stati ritenuti responsabili del tentativo di due assalti, effettuati nello stesso giorno, a due distinti ATM, un bancomat di Fasano e a un postamat di Adelfia, in entrambi i casi furono messi in fuga.

In tutti e due gli episodi, furono scassinati gli sportelli, con l’intenzione di sistemarvi
all’interno congegni esplosivi rudimentali (marmotte).

Un altro grave episodio, riguarda il tentativo di rapina, commesso da sei degli indagati nella casa di una coppia anziani di Cellamare. Il reato non fu compiuto solo per l’arrivo imprevisto di una pattuglia dei carabinieri della locale stazione.

Si attende l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

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Le attività investigative hanno permesso di recuperare numerosa merce trafugata da almeno tre autotrasportatori, a Mola di Bari e, nel 2021, a Noicattaro (113 climatizzatori e numerosi generi alimentari). Si attende, ora, l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Triggiano, 26enne arrestato per coltivazione ‘casalinga’ di cannabis

Triggiano, 26enne arrestato per coltivazione casalinga di cannabis

I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Triggiano (BA), durante specifico servizio antidroga, hanno arrestato un ventiseienne triggianese che, all’interno del ripostiglio della propria abitazione, aveva costruito una vera e propria  serra, adeguatamente … continua a leggere

Triggiano, I Carabinieri annientano banda di ladri d’auto attiva a Bari e provincia e nel tarantino

Triggiano, I Carabinieri annientano banda di ladri d'auto attiva a Bari e provincia e nel tarantino

I Carabinieri di Triggiano, Capurso e Valenzano annientano una organizzatissima banda di ladri d’auto attiva a Bari e provincia e nel tarantino

Stamattina presto, i Carabinieri della locale stazione, al termine di una complessa attività investigativa, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura,  a carico di 6 soggetti, ritenuti responsabili, a vario tiolo, di associazione per delinquere, furto aggravato, ricettazione, danneggiamento seguito da incendio, estorsione e  simulazione di reato. Per tre loro si sono aperte le porte del carcere, uno è finito ai domiciliari e altri due  sono stati gravati dell’obbligo della firma, contestuale a quello della dimora.

Le indagini, condotte dai Carabinieri della Sezione Operativa di Triggiano e delle Stazioni di Capurso e Valenzano, supportate dalle attività tecniche di geolocalizzazione, hanno accertato l’esistenza di un sodalizio criminoso, con base operativa nel comune di Cellamare, che, da novembre 2019 e marzo 2020, ha  compiuto almeno 9 furti d’auto, 2 tentativi di furto d’auto e 3 danneggiamenti col fuoco, tutti documentati, nei comuni di Bari, Valenzano, Rutigliano, Capurso, Cellamare, Casamassima, Bitritto, Palagiano (TA) e Laterza (TA).

Le indagini hanno evidenziato che in alcune circostanze, i criminali, dopo aver cannibalizzato i mezzi rubati, li davano alle fiamme al fine di evitare i rilievi tecnici da parte delle Forze di Polizia e che in un caso hanno anche richiesto 800 euro al proprietario di un’auto rubata in cambio della restituzione (il cosiddetto estorsivo  “cavallo di ritorno”, reato punito penalmente)

Il gruppo era dotato di sofisticati apparati elettronici, ma anche del classico “punzone”, un oggetto artigianale simile a un cavatappi utilizzato per sfilare il cilindretto d’accensione al fine di sbloccare il volante e raggiungere i sistemi elettrici di accensione del veicolo.

L’attività criminale prevedeva innanzitutto un monitoraggio preciso delle aree da colpire, poi una volta individuato e rubato il mezzo, veniva regolarmente “parcheggiato” per alcuni giorni in aree di sosta pubblica. Una strategia mirata ad evitare il controllo delle Forze di Polizia.

Tra gli indagati, promotori dell’associazione, vi è anche una coppia di coniugi, dove il ruolo della donna, ben consapevole dell’attività delinquenziale del marito, era quello di favorire il gruppo criminale mettendo a disposizione auto a lei intestate, con cui i sodali monitoravano le aree di interesse. Addirittura, in una circostanza, la donna, credendo che una di queste auto fosse stata individuata come mezzo usato per compiere un colpo, ne denunciava falsamente il furto.

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