Home Cronaca La Procura di Bari indaga imprenditori, hub di Triggiano e sindaci. 130 i ‘furboni’ del vaccino, La Scala del NIRS, “Chi sbaglia rischia penalmente”
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La Procura di Bari indaga imprenditori, hub di Triggiano e sindaci. 130 i ‘furboni’ del vaccino, La Scala del NIRS, “Chi sbaglia rischia penalmente”

da Elvira Zammarano

Sono oltre 130 le persone indagate, delle quali 53 raggiunte da avviso di garanzia. Si tratta di persone fuori categoria che avrebbero utilizzato dosi di vaccino, scavalcando (presumibilmente) le file. Le accuse vanno dalle false dichiarazioni sulla identità, alla truffa aggravata ai danni del sistema sanitario nazionale, all’inosservanza del piano nazionale dei vaccini. L’inchiesta, coordinata dal pm Baldo Pisani, dal procuratore aggiunto Alessio Coccioli e dal vicario Roberto Rossi, è partita dopo una serie di denunce e accertamenti dei carabinieri del Nas e del Nucleo ispettivo regionale sanitario della Regione Puglia (NIRS), coordinato dall’avvocato penalista Antonio La Scala. Gli avvisi di garanzia sarebbero stati inviati a noti imprenditori baresi e sindaci alcuni dei quali, già sentiti in Procura. Sotto la lente degli ispettori, Domenico e Luigi De Bartolomeo, imprenditori (Debar Costruzioni), il primo ex presidente di Confindustria Puglia, Nicola Canonico (Cn Costruzioni) e il sindaco Raimondo Innamorato di Noicattaro. Ma verifiche si stanno svolgendo anche sulla vicenda che riguarda il sindaco di Triggiano, Antonio Donatelli, la cui moglie è stata ripresa più volte all’interno dell’hub vaccinale senza averne titolo. L’ipotesi al vaglio degli investigatori è che le dosi avanzate di vaccino possano essere state utilizzate per ‘accontentare’ persone vicine all’amministrazione comunale. Ma su questo si ipotizza pure un ulteriore filone di indagine. Tra gli indagati anche tanti dipendenti che lavorano per conto degli ospedali ma che non rientrano tra le categorie indicate dal piano nazionale.

Nessuno di loro ha saltato la fila – ha detto l’avvocato Michele Laforgia, difensore dei tre imprenditori indagati. “Tutti e tre hanno documentato di avere in corso cantieri all’interno dell’ospedale di Bari e anche di altre Regioni d’Italia”.

“Siamo stati chiamati dall’Asl per sottoporci alla vaccinazione”, è stata la prima dichiarazione rilasciata da Mauro Ceglie, legale rappresentante dell’Ati con De Bartolomeo. “Abbiamo consegnato le sale operatorie e abbiamo dovuto riconvertire i reparti di psichiatria in Covid per ampliare l’offerta”, e ha concluso, “Siamo sul campo con interventi frequenti nell’area del pronto soccorso”.

 “Era il giorno dell’Epifania ed erano venute meno delle persone in lista – ha spiegato il sindaco Raimondo Innamorato, peraltro già sentito, “Non ho ricevuto alcun privilegio per il mio ruolo. C’era una dose di vaccino avanzata che sarebbe andata buttata e la Asl ha proposto a me di farla”. “Fare chiarezza -ha affermato – servirà a mettere la parola fine a questa vicenda e a ribadire la mia estraneità alle accuse che mi sono state rivolte in questi mesi”.

“Sono contento che la Procura stia facendo un focus su questo fenomeno, che noi del NIRS abbiamo subito evidenziato”, ha dichiarato l’avvocato La Scala. “In particolare abbiamo evidenziato una serie di criticità che hanno determinato comportamenti anomali. Ora, se tali comportamenti sono reati o meno, lo appurerà la Procura. Noi – ha ribadito – non abbiamo questo strumento. Di sicuro, la cosa più importante è che chi ha agito in maniera ‘scorretta’ deve sapere che rischia un procedimento penale”.

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