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Bari, spuntano i nomi dei furbetti dei vaccini, 53 le persone indagate

da Elvira Zammarano

Al momento sono 53 le persone indagate per false dichiarazioni d’identità, truffa aggravata ai danni del Sistema sanitario nazionale e falso ideologico. E mentre i comuni mortali aspettano pazientemente il loro turno, ammassati lungo scie sofferenti e rassegnate, c’è chi (i furbetti), con una immensa falcata, supera tutto e tutti per accaparrarsi ciò che ancora non gli spetta.

Qui non stiamo parlando solo del vaccino che prima o poi avremo tutti (speriamo ovviamente prima e mi riferisco ai più fragili), ma di un fatto di ordine etico-morale, che va oltre il pragmatismo di un sistema che sicuramente non funziona, ma che, in ogni caso, nella sua imperfezione sarebbe stato occasione per esercitare quel valore che implica il rispetto, il riconoscimento dell’altro, della sofferenza e del bisogno altrui. Ma tant’è (anche se mai ce ne faremo una ragione.). Insomma, a fronte del proprio smisurato ego, e come suggerimento, si sarebbero potuti dismettere quei ‘panni’ da furbetto, indossando, quelli di chi si riconosce altro da sé.  

Tra i presunti “furbetti dei vaccini”, indagati dalla Procura di Bari e convocati per essere ascoltati, il 30 aprile, insieme ad altre 23 persone, ci sono coloro, che ora dovranno spiegare agli inquirenti il perché dell’impellente necessità, come i due imprenditori baresi Domenico e Luigi De Bartolomeo, l’ex presidente di Confindustria Puglia, Nicola Canonico e il sindaco di Noicattaro Raimondo Innamorato.

Altre 26 persone, saranno invece sentite il 10 maggio. Tutti, in ogni caso, dovranno rispondere, a vario titolo, di violazione del piano vaccinale nazionale in base alle necessità e priorità stabilite per le diverse categorie di cittadini da vaccinare.

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