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Corato, guida a folle velocità e non si ferma all’alt di polizia, denunciato automobilista recidivo

Corato, guida a folle velocità e non si ferma all’alt di polizia, denunciato automobilista recidivo

Corato, automobilista in fuga L’uomo guidava a folle velocità per le strade di Corato incurante dei danni che avrebbe potuto causare agli altri automobilisti e ai pedoni. Intercettato da una pattuglia in “servizio 117” della … continua a leggere

Corato, 38enne arrestato in flagranza per tentato omicidio

Corato, 38enne arrestato in flagranza per tentato omicidio

Corato, 38enne arrestato

Ad arrestare il 38enne, di origini marocchine, i Carabinieri della Sezione Operativa di Molfetta e della Stazione CC di Corato. L’uomo, fatta salva la valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa, è stato ritenuto responsabile di “tentato omicidio”.

Secondo una prima ricostruzione, la scorsa notte, durante un’attività di servizio sul territorio, i militari della stazione di Corato hanno notato un uomo totalmente ricoperto di sangue a causa di una profonda ferita al collo.  

Soccorso immediatamente dai medici del 118, subito allertati, dopo aver raccolto diverse informazioni necessarie a ricostruire il drammatico evento, i carabinieri della locale stazione, coadiuvati dai colleghi  della Sezione Operativa di Molfetta, sono riusciti a individuare, rintracciare e infine arrestare l’autore dell’aggressione. Secondo i primi riscontri, alla base del violento episodio ci sarebbe una lite nata per futili motivi, poi degenerata.

L’uomo, le cui responsabilità dovranno essere accertate nel corso del successivo giudizio, è stato condotto presso il carcere di Trani, a disposizione della locale Procura, che ha chiesto la convalida dell’arresto. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e l’arresto attende l’eventuale convalida del GIP presso il Tribunale di Trani, dopo l’interrogatorio e confronto con la difesa.

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Corato, bomba contro esercizio commerciale, arrestate 4 persone

Corato, bomba contro esercizio commerciale, arrestate 4 persone

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari in carcere e agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura del luogo, a carico di quattro soggetti indagati per estorsione aggravata in concorso e detenzione e porto di ordigno esplosivo.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa), nella notte tra il 17 e il 18 novembre, il 37enne M.F., il 35enne M.A., il 30enne T.V. e la 31enne S.G., a vario titolo, avrebbero organizzato ed eseguito un attentato dinamitardo con finalità estorsive ai danni di un piccolo imprenditore di Corato (BA). Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero piazzato una micidiale bomba carta di elevata potenzialità di fronte l’attività dell’imprenditore coratino.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, sono state immediatamente avviate dai Carabinieri grazie all’intervento  degli artificieri, degli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Bari e dei militari del Nucleo Investigativo di Bari e Molfetta.

Una parziale  ricostruzione dei fatti è stata ottenuta già nell’immediato mediante un’attenta visione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona e l’ ascolto dei testimoni.

 I successivi accertamenti investigativi, supportati da tecniche specialistiche, hanno consentito di ricostruire, nel dettaglio, non solo la dinamica dei fatti, legata presumibilmente a motivazioni estorsive, ma anche di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati.

Le indagini hanno svelato che l’imprenditore era da tempo oggetto di continue richieste di denaro, in parte già versato (quasi 6 mila €) e che per ottenerlo, gli indagati avrebbero escogitato finanche un procedimento penale a suo carico mediante la redazione di un falso atto giudiziario della Procura e la finta telefonata di un sedicente magistrato barese. Nello specifico,  la 31, in particolare, si sarebbe preoccupata della redazione dell’atto giudiziario apocrifo, fino a suggerire i capi di imputazione da inserire nel finto provvedimento a carico dell’imprenditore.

Dopo i primi pagamenti per tenere sotto controllo il procedimento, la vittima ha deciso, però, di ribellarsi. A questo punto i quattro sarebbero passati alle minacce, culminate con l’attentato dinamitardo.

Significativi sono stati i messaggi tra la vittima e uno degli indagati che durante la richiesta estorsiva, in un vocale lo minacciava con frasi tipo, “… Se mi fate andare in campagna a prendere le cose che non devo prendere, faccio il bordello stanotte!”.

Il GIP del Tribunale di Trani ha cos’ accolto  la richiesta della Procura disponendo la cattura e l’accompagnamento in carcere di tre indagati dei quattro indagati. Per la 31enne, infatti, sono scattati gli arresti domiciliari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

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