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Tentò di uccidere due persone che avevano convinto la compagna a lasciarlo, arrestato 37enne di Canosa

Tentò di uccidere due persone che avevano convinto la compagna a lasciarlo, arrestato 37enne di Canosa

Le indagini sono state avviate dopo la denuncia di due persone, costrette a fuggire da Canosa, poiché diventate bersaglio di un pregiudicato. Immediatamente i Carabinieri di Andria, coadiuvati dai militari del locale Comando, coordinati dalla … continua a leggere

Arrestati 4 finanziatori di ‘foreign fighters’, inviavano soldi tramite un money transfer di Andria

Arrestati 4 finanziatori di ‘foreign fighters’, inviavano soldi tramite un money transfer di Andria

Sono stati arrestati stamattina ad Andria i 4 finanziatori di ‘foreign fighters’ stranieri, erano in contatto con cittadini di Paesi giudicati ad alto rischio terrorismo

Alla fine di un’articolata attività investigativa, coordinata dalla  Procura – Direzione Distrettuale Antimafia, finalizzata al contrasto del finanziamento del terrorismo internazionale, 50 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, con il supporto di personale del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, stamattina hanno eseguito ad Andria, contestualmente anche a diverse perquisizioni locali e personali, tuttora in corso, con l’ausilio del personale specializzato e delle unità cinofile del Gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Bari, 4 ordinanze di arresto in carcere,  emesse dal G.I.P. del locale Tribunale, a carico di L.W. (cl. 1991), P.P. (cl. 1979), T.V. (cl. 1992) e V.G. (cl. 1989).

Gli arrestati sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di “Finanziamento di condotte con finalità di terrorismo”, in quanto avrebbero erogato – mediante un centro “money transfer” di Andria – denaro destinato a sostenere l’attività delle organizzazioni di jihadisti appartenenti allo cosiddetto Stato islamico. La complessa e delicata indagine è stata avviata a seguito di una specifica attivazione di Eurojust che ha inoltrato – tramite la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo – alla nostra DDA, una segnalazione dell’Autorità giudiziaria francese, su possibili operazioni di finanziamento del terrorismo internazionale.

L’Autorità giudiziaria francese aveva, difatti, accertato che 2 soggetti residenti ad Andria, in data 10.01.2017, avevano inviato da un’agenzia di ‘money transfer’ cittadino, 2 trasferimenti di denaro di 950,00 euro l’uno – avvenuti a soli 3 minuti di distanza – in favore di un cittadino libanese (M.H. cl. 1984), considerato un ‘collettore’ di denaro a disposizione dei cosiddetti “foreign terrorist fighters”.

Le successive indagini – delegate al G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari – hanno poi consentito di svelare l’operatività di un gruppo criminale ben strutturato, con base operativa ad Andria (BT), dedito al finanziamento di attività terroristiche di matrice internazionale.

Gli accertamenti si sono avvalsi di una serie di attività specifiche, dall’intercettazione delle conversazioni telefoniche, all’approfondimento delle operazioni sospette trasmesse dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, alle indagini finanziarie, fino alle perquisizioni e alla disamina dei documenti sequestrati. Questo ha inoltre permesso di chiarire che

L.W e P.P – impiegando il circuito finanziario di ‘money transfer operators’ e l’agenzia di Andria,  avevano effettuato ulteriori operazioni di invio di denaro contante in favore di altri soggetti stranieri di Stati a rischio terrorismo, tra cui Serbia, Turchia, Germania, Emirati Arabi, Albania, Russia, Ungheria, Giordania e Tailandia.

Inoltre, è stato rilevato che 42 ‘collettori’ stranieri avevano ricevuto nello stesso arco temporale e tramite la stessa agenzia di “money transfer” finanziamenti da parte di altri 2 soggetti residenti ad Andria – T.V. e V.G.- , oggi attinti dalla misura cautelare personale, in stretto collegamento con L.W. e P.P..

Le transazioni finanziarie oggetto di approfondimento sono risultate avere quasi tutte le medesime caratteristiche (importi artatamente frazionati; date di espletamento; beneficiari; agenzie di money transfer di effettuazione delle operazioni; ricorso a prestanome) ed essere volte a raggirare i presidi imposti dalla normativa antiriciclaggio e, di conseguenza, a evitare il rischio di segnalazione di operazioni sospette all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia.

Ulteriori accertamenti hanno consentito, infine, di far emergere un quadro estremamente inquietante con oltre 1000 operazioni di invio di denaro sempre tramite il ‘money transfer’, in 49 Paesi (anche estero su estero) tra il 2015 e il 2020, i cui beneficiari erano i suddetti “collettori” stranieri, per oltre 1 milione di euro.

La presente operazione – che ha puntato all’individuazione dei flussi di denaro destinati ad alimentare azioni di cellule terroristiche – ha evidenziato la fondamentale importanza della cooperazione giudiziaria internazionale nonché il determinante contributo investigativo rinveniente dall’approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette.

Conclusivamente, gli esiti dell’attività investigativa testimoniano il costante presidio esercitato da questa Procura della Repubblica/D.D.A. di Bari – in stretta sinergia con il Nucleo PEF Bari – anche nell’azione di contrasto al finanziamento del terrorismo internazionale, a tutela della sicurezza interna e, in linea generale, di quella globale.

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Bari e Lecce, scoperto arsenale ad Andria, le indagini proseguono per escludere un collegamento con l’ex gip arrestato per corruzione. Il Video

arsenale

65 mitragliatori d’assalto (Uzi, kalashnikov, M12, AR15), 33 fucili (tra cui carabine di precisione), 99 pistole, mine anticarro, bombe a mano, circa 300 detonatori e 10 silenziatori per pistole, sono stati scoperti in una masseria di Andria. Si tratta di un vero e proprio arsenale, definito dal procuratore di Lecce, Leone de Castris, titolare dell’inchiesta, “il più importante sequestro di armi mai effettuato nel Paese”, per l’“eccezionale quantitativo di armi ed esplosivi” trovati.

Il materiale bellico, nascosto in una botola murata e ‘sigillata’ da un fabbro, su cui erano stati posizionati ad arte una cucina e un frigorifero, è stato scoperto in una masseria di Andria, il cui proprietario, un imprenditore agricolo, è stato già sentito in questura, a Bari. L’uomo, incensurato, secondo la DDA di Lecce – titolare delle indagini -, sarebbe il custode consapevole dell’intero arsenale.

Probabilmente è stata la ‘soffiata’ di qualcuno, oltre alle intercettazioni ambientali, telefoniche, ai pedinamenti e alle ricognizioni fotografiche disposte dalla DDA leccese, in collaborazione con la Squadra Mobile di Bari, a mettere sulla pista giusta gli investigatori.

Per Leone de Castris, il successo dell’operazione, in ogni caso, è da attribuire alla “consueta collaborazione”, e “grande professionalità dimostrata nella complessa indagine”, pertanto, il procuratore ha ringraziato le Procure di Bari e Trani e ha rivolto un “sentito plauso” agli agenti della Squadra Mobile di Bari.

Le indagini, intanto, proseguono a tutto tondo per risalire alla provenienza, destinazione e reale titolarità dell’arsenale, ed ora si attendono i risultati delle perizie per comprendere se le armi sono state già utilizzate in qualche azione criminale. Nulla di più è stato riferito dai magistrati salentini, anche se voci di corridoio fanno trapelare un possibile collegamento con il filone d’inchiesta legato all’ex gip De Benedictis.

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Andria, controlli a tappeto dei Carabinieri, denunciate 3 persone positive all’alcoltest, 2 per violazione dell’avviso orale e 24 utilizzatori di stupefacenti

widenews carabinieri Andria

I Carabinieri di Andria, coadiuvati dal personale della C.I.O. dell’ 11° RTG “Puglia”, nell’ambito dei controlli finalizzati alla prevenzione del crimine hanno effettuato specifici controlli sul territorio di Andria. Gli accertamenti si sono concentrati su … continua a leggere