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Triggiano, il “Fallacara” e la sua storia, tante domande e nessuna risposta. Per il candidato sindaco, Petronelli, “Inammissibile. Andrò fino in fondo”

Qualcuno dovrà pur spiegarmi – obietta Domenico Petronelli – come è stato possibile che una donazione fatta da suor Fallacara, al Comune di Triggiano, con precise sue indicazioni, sia diventata nel tempo, appannaggio della Regione Puglia. Su questa storia – ribatte il candidato sindaco alle prossime comunali – andrò fino in fondo”.

In effetti, la storia dell’ospedale Fallacara, eretto nel 1910 come Pio Istituto Chirurgico Ortopedico per volontà della sua fondatrice, Suor Francesca Fallacara, è nota a tutti. L’ospedale, fiore all’occhiello, del paese e del suo immediato circondario, erogava un servizio assistenziale di ben 100 posti letto e utilizzava tecnologie per quei tempi davvero all’avanguardia. La sua storia, in fondo, è anche la storia di Triggiano, e motivo di orgoglio per i tanti cittadini che sono nati all’ombra della possente opera pia.

La Storia
 “Fino al 1925 rimase Ospedale privato”, racconta Petronelli, che sull’ospedale ha acquisito una serie di importanti informazioni. “Durante la 1° Guerra Mondiale fu dichiarato Ospedale Militare di riserva e la sua recettività fu portata a 345 posti letto. Nel 1939 l’Ospedale – continua il candidato sindaco – fu classificato come Istituto di cura di II categoria e nel 1968, con la Legge di Riforma Ospedaliera (L.132/68), fu riconosciuto Ente Ospedaliero Provinciale”. “Ecco perché – insiste Petronelli – non mi spiego, al di là della tremenda pandemia, come è stato possibile impoverire di tale importante struttura non solo Triggiano, ma l’intero territorio circostante”.

Vediamo, ora, i vari passaggi, così come ce li ha raccontati e spiegati Petronelli, che hanno definito la storia stessa del Fallacara che, da Ospedale nato con e per obiettivi filantropici è finito, nel tempo, ostaggio di una politica che ne ha decretato la fine.

I passaggi
1 – Il governatore Fitto approva nella seduta del 6 maggio 2003 il “Piano straordinario d’interventi per la riqualificazione dell’assistenza sanitaria nei grandi centri urbani” (D.M. 15/9/1999, concernente i “Criteri, modalità e termini per la elaborazione e la presentazione dei progetti, con l’approvazione del PIANO SISAPU e relativi SESA-BA e SISA-TA)”. 

2 – Il secondo passaggio è a opera dei successivi Governatori, Vendola ed Emiliano, i quali “Danno seguito al piano, decidendo la sorte dell’Ospedale, sulla base delle vicende politiche via via sempre più complesse”.

3 – Nel 2010, la storia del Fallacara si intreccia con quella delle varie amministrazioni Comunali, i cui sindaci, insieme ad un numero consistente di manifestanti, si oppongono ad un declassamento dell’ospedale ipotizzato dall’allora presidente Vendola. E dopo un braccio di ferro con l’assessore alla sanità Tommaso Fiore, si ottiene una riclassificazione del nosocomio, con la trasformazione, dei «day surgery» in «day service», ovvero in prestazioni ambulatoriali con una riduzione formale dei posti letto.

4 – Nel 2017, il Governatore Emiliano approva un “Riordino Ospedaliero della Regione Puglia ai sensi del DM n. 70/2015 e delle Leggi di Stabilità 2016/2017, con una Modifica e integrazione del R.R. n. 14/2015. In breve si prevede la riconversione dell’Ospedale Fallacara, in Presidio Post-Acuzie complementare, cioè di completamento all’Ospedale Di Venere di Bari, con attribuzioni di sottocodici.

“Quindi – ribatte Petronelli – mentre in altre città il Governatore Emiliano decide di realizzare nuovi plessi Ospedalieri, l’8 novembre 2018, a Triggiano, hanno inizio i lavori del Centro Risvegli, e il 17 ottobre 2019, il Fallacara, “grazie” al quel protocollato d’intesa siglato tra Emiliano e il Sindaco Donatelli, viene, di fatto, riconvertito in Presidio Post-Acuzie, con 45 posti. L’abbandono della visione ospedale-centrica sul territorio triggianese – aggiunge -, consente di usufruire di 10milioni di euro di investimenti fatti con i fondi comunitari FESR 2014-2020”.

“Dunque, l’ex Ospedale Fallacara, nostro fiore all’occhiello, ne ha fatta di strada se dai 345 posti letto, della Prima Guerra Mondiale, è passato ai 45 odierni e da Ente Ospedaliero Provinciale è diventato ruota di scorta del Di Venere. Poi, con le ultime sforbiciate alla Sanità regionale, nove ospedali vengono chiusi e tra questi anche il Fallacara”.

Le domande
“Ora chiedo alle varie Amministrazioni che ci hanno rappresentati e che potevano fare la voce grossa, perché non avete seguito attentamente gli sviluppi della vicenda del nostro Ospedale?”.

“Come mai avete trascurato quello che poteva e doveva costituire il terzo polo sanitario in un’area metropolitana con un vasto bacino di utenza, valorizzandone le specifiche competenze che si sono via via radicate?”.

“Dove sono gli sviluppi del tavolo tecnico dichiarato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 27 gennaio del 2017?”.

“E perché ancora oggi non ci vengono mostrati i risultati del protocollo d’intesa?”.

“Voglio sapere dov’è finito il pronto soccorso e gli altri servizi previsti nella lettera d’intesa del 17 ottobre del 2019?”

Come si vede le domande sono tante e “attendono risposte“, sottolinea il candidato sindaco.  “Spero – conclude Petronelli – che con le prossime elezioni si possa porre rimedio a una tale sconcertante situazione che ha visto tutti impoveriti e in particolare i poveri ancora più poveri“.

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