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Scuola, si parla tanto di fragilità, ma chi sono i lavoratori fragili?

da Rosella Tirico

Misure per la tutela del lavoro e della salute in periodo di pandemia-  Decreto Sostegni

Il decreto-legge n. 41/2021 prevede diverse misure a sostegno dei lavoratori, delle famiglie, del piano vaccinale, interventi per le imprese e per la scuola. Il sostegno allo sviluppo dell’attività didattica e del digitale è previsto negli artt. 31 e 32.

Per i lavoratori della scuola il Decreto ribadisce che l’assenza per la somministrazione del vaccino è giustificata e che non determina alcuna decurtazione dallo stipendio (art. 31 comma 5) diversamente da quanto è invece previsto dalla normativa vigente in caso di malattia. Inoltre per i lavoratori della scuola in condizioni di fragilità è prevista la possibilità di effettuare lavoro agile e dove ciò non sia possibile fruire di assenza per malattia. Anche in questo caso l’assenza non sarà soggetta alle decurtazioni previste dalla normativa ed al computo del periodo di comporto. Questa situazione è prorogata fino al 30 giugno. Il periodo di comporto individua attraverso i Contratti di lavoro un limite massimo di assenze consecutive per un determinato periodo e prevede anche decurtazioni dallo stipendio. Il Decreto n. 112/08 (cfr. art. n.71) stabilisce per i primi dieci giorni di assenza per malattia una decurtazione economica. Se le assenze sono causate da infortunio sul lavoro, causa di servizio, ricovero ospedaliero, day hospital, convalescenza in seguito a ricovero e terapie salvavita la decurtazione non si effettua.  Questa normativa è denominata “effetto Brunetta”.  Pertanto i lavoratori fragili in malattia potranno essere retribuiti al 100% o potranno chiedere di essere utilizzati in modalità di lavoro agile.

Ma chi sono i lavoratori fragili?
L’articolo 26 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (decreto Cura Italia) aveva previsto misure in favore dei lavoratori fragili, ovvero quei lavoratori particolarmente a rischio in caso di contagio dal virus Sars-Covid 19 e che necessitano di particolari forme di tutela. Si tratta, quindi, di personale che rientra nelle seguenti categorie: disabili gravi (ai sensi L.104 art.3 comma 3);  immunodepressi; affetti da gravi patologie; coloro che effettuano terapie salvavita. Al di fuori delle suddette fattispecie e/o situazioni di rischio interviene il giudizio del Medico Competente, in tal caso però le assenze del lavoratore rientreranno nel periodo di comporto. Tuttavia nei vari passaggi tra Decreti, DPCM e Provvedimenti regionali la condizione di fragilità potrebbe essere interpretata in modi diversi perché in alcuni casi non è ben definita. Per esempio coloro che sono stati affetti da una o più delle situazioni su esposte ma che allo stato attuale risultano “guariti” potrebbero non rientrare in questo stato di fragilità e non fruire dei “sostegni” previsti. Per i lavoratori con situazioni di “comorbidità” o “affetti da altre patologie” non sono previsti specifici sostegni o priorità vaccinali. I lavoratori ed i cittadini che sono riconosciuti invalidi ai sensi della L. 104 art 3 comma 1 non sono riconosciuti fragili. Potrebbe accadere allora che chi è affetto da una patologia non rientrante nelle categorie su esposte ma comunque critica,  o chi guarito subisce le conseguenze di una grave patologia, in caso di contagio del virus non potrebbe avere dallo Stato o dalla propria Regione alcun tipo di sostegno, tutela o supporto.

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