I Carabinieri della Compagnia di Altamura hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 2 cittadini tunisini senza fissa dimora di 28 e 27 anni, ritenuti responsabili di una serie di violente rapine, estorsioni e aggressioni a mano armata.
L’operazione, condotta dai militari della Stazione di Altamura sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Bari, ha permesso di fare piena luce su una scia di episodi delittuosi che hanno seminato il terrore nella comunità cittadina tra i mesi di gennaio e settembre 2026. L’attività investigativa ha evidenziato il profilo di spregiudicatezza degli indagati, responsabili a vario titolo di raid sistematici ai danni di un esercizio commerciale locale. In particolare, il ventottenne si sarebbe reso protagonista di ripetuti furti all’interno di un minimarket, degenerati in brutali aggressioni fisiche e minacce di morte rivolte al titolare e ai dipendenti. Nel corso dell’ultimo blitz all’interno dell’attività, l’uomo ha persino strappato e distrutto lo smartphone di un tecnico per impedire che venissero estrapolati i filmati di videosorveglianza della struttura.
La violenza è culminata nella notte tra il 10 e l’11 settembre 2026, quando i 2 indagati hanno sorpreso e aggredito 3 giovani per strada con lo scopo di rapinare i loro telefoni cellulari. Durante le fasi concitate dell’aggressione, il ventisettenne ha puntato una mannaia alla gola di una delle vittime per costringerla a cedere il codice di sblocco dello smartphone, pretendendo successivamente una somma di denaro contante per la restituzione del dispositivo attraverso la tecnica dell’estorsione con il cavallo di ritorno. Le immediate denunce sporte dalle vittime hanno consentito agli investigatori di raccogliere descrizioni dettagliate sulla corporatura, i dettagli somatici, gli abiti e i movimenti dei 2 aggressori.
Gli elementi descrittivi forniti dai cittadini hanno trovato un riscontro decisivo nell’analisi capillare dei filmati estratti dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati installati nelle vie del centro e lungo le direttrici di fuga. I Carabinieri sono riusciti a ricostruire meticolosamente i percorsi degli indagati e a isolare dettagli inequivocabili sul loro abbigliamento. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, accogliendo le richieste della Procura per la sussistenza dei gravi indizi e del concreto pericolo di reiterazione dei reati, ha disposto la custodia cautelare in carcere. A seguito dell’interrogatorio di garanzia, la misura è stata confermata e i 2 arrestati rimangono reclusi nella Casa Circondariale di Bari. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la colpevolezza degli indagati potrà essere sancita soltanto in presenza di una sentenza definitiva di condanna.
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