L’aggressione subita da un cittadino di oltre 80 anni a Bari si è conclusa con l’arresto della responsabile, rintracciata dagli agenti della Polizia di Stato all’interno di un campo nomadi di Foggia. La vicenda – nata sotto le mendaci apparenze di una richiesta di elemosina con un finto neonato – dimostra l’efficacia delle immagini di videosorveglianza urbana e della instancabile attività della Polizia di Stato
Gli agenti della Polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari – su precisa richiesta della Procura della Repubblica – nei confronti di una cittadina bosniaca. L’operazione – condotta a termine lo scorso 25 settembre – riguarda una donna senza fissa dimora con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio. I fatti contestati risalgono al pomeriggio del 28 aprile, quando l’indagata ha avvicinato per strada la vittima, un uomo di 80 anni, per chiedergli del denaro.
Per far presa sulla sensibilità dell’anziano – stringendo tra le braccia una coperta avvolta in modo da simulare la presenza di un neonato – la donna ha tentato di ottenere soldi. Di fronte al netto rifiuto opposto dall’uomo, la reazione è diventata improvvisamente violenta. La donna ha strattonato la vittima con forza – facendola sbilanciare – per poi impossessarsi del portafogli contenente la somma di 400 euro in contanti.
Subito dopo la rapina, la donna si è diretta verso un esercizio commerciale della zona per utilizzare la carta bancomat presente nel portafogli sottratto e compiere alcuni acquisti. Le indagini avviate a seguito della denuncia hanno trovato una svolta decisiva nell’analisi dei filmati estratti dalle telecamere di videosorveglianza della zona. La visione delle immagini ha permesso agli investigatori della Polizia di Stato di tracciare con precisione i movimenti compiuti dall’autrice del reato e di individuarla a Foggia, dove viveva all’interno di una roulotte.
L’indagata è stata arrestata ed è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per rispondere delle ipotesi di reato di rapina e indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e le accuse formulate hanno carattere provvisorio, valendo nei confronti della persona sottoposta alle indagini la presunzione di innocenza fino all’eventuale condanna definitiva.
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