Nuovo grave atto di inciviltà nel Parco Naturale Regionale di Lama Balice. Le Guardie Volontarie del Servizio di Vigilanza ANUU Migratoristi Italiani del Nucleo di Bari, coordinate dal Cav. Cristiano Scardia, hanno scoperto una discarica abusiva e due carcasse di veicoli carbonizzati. I rifiuti, composti da scarti edili e mobilia, deturpano l’area protetta. L’associazione ha trasmesso una dettagliata segnalazione agli organi di polizia giudiziaria e agli enti competenti per avviare le indagini e la bonifica dei luoghi.
Il territorio del Parco Naturale di Lama Balice finisce ancora una volta nel mirino degli incivili. Durante i controlli ambientali condotti nel comprensorio protetto, le Guardie Volontarie dell’ANUU Migratoristi hanno individuato un cumulo di rifiuti abbandonati lungo una delle arterie che attraversano la riserva. L’area è diventata una vera e propria discarica a cielo aperto, con materiali inerti derivanti da attività edili, vecchi arredi e scarti di varia natura.
Proseguendo l’ispezione lungo i sentieri interni del parco, i volontari hanno fatto un’altra allarmante scoperta: due auto distrutte dalle fiamme e abbandonate sul posto ridotte a carcasse carbonizzate. Una situazione di degrado che offende il paesaggio e rappresenta un pericolo concreto per la sicurezza e la salubrità dell’ecosistema locale.
Di fronte a questo scenario, le Guardie ambientali hanno attivato tutte le procedure previste dalla legge. Gli operatori hanno eseguito i rilievi fotografici e geografici del sito inquinato, documentando i materiali sversati. La segnalazione di reato è arrivata subito agli uffici comunali competenti, agli organi di polizia giudiziaria e all’ente di gestione del Parco Regionale di Lama Balice, ponendo le basi per l’avvio delle indagini mirate a risalire ai responsabili e per l’emissione dei provvedimenti di rimozione dei rifiuti e di bonifica dell’area.
La normativa vigente in materia ambientale punisce severamente queste condotte illecite. L’abbandono di rifiuti costituisce un reato penale punito con sanzioni economiche pesanti. Le disposizioni introdotte dal decreto legislativo numero 186 del 2026 prevedono, di fatto, la confisca obbligatoria dei veicoli e dei mezzi impiegati per commettere i reati legati allo smaltimento abusivo dei materiali.
Oltre all’azione repressiva e all’accertamento delle responsabilità individuali, l’associazione chiede interventi urgenti a protezione della riserva naturale. La salvaguardia del territorio richiede sorveglianza costante e barriere fisiche nei punti più vulnerabili per bloccare l’accesso ai mezzi dediti agli sversamenti illeciti.
«Oltre alle indagini per individuare chi materialmente ha deturpato l’ambiente – dichiara il portavoce dell’associazione – rivolgiamo un appello chiaro alla direzione del Parco: proteggere quest’area è il primo e più efficace passo per tutelare la salute pubblica e la bellezza del nostro territorio».
Gli ambientalisti, infine, si rivolgono direttamente alla cittadinanza, sollecitando la popolazione a mantenere alta l’attenzione e a segnalare tempestivamente alle autorità ogni movimento sospetto o la presenza di nuovi cumuli di rifiuti nelle zone periferiche e protette.
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