Sanità in Calabria, richiesta di accesso agli atti sulle Case di Comunità: Madeo, «Verificare autorizzazioni e reale operatività»

La vicepresidente della Commissione Sanità, Rosellina Madeo, deposita un’istanza per fare chiarezza sullo stato delle strutture inaugurate.

Un’iniziativa istituzionale di profondo rigore e di tutela del diritto alla salute è stata formalmente promossa dalla consigliera regionale e vicepresidente della Commissione Sanità, Rosellina Madeo. Attraverso il deposito di una specifica richiesta di accesso agli atti, l’esponente politica punta a fare piena luce sul reale stato di autorizzazione, accreditamento e funzionamento delle Case di Comunità inaugurate nei mesi scorsi sul territorio calabrese. La mossa amministrativa nasce a seguito di numerose e circostanziate segnalazioni pervenute da parte dei cittadini, i quali lamentano come diverse strutture, malgrado i solenni tagli del nastro e le cerimonie ufficiali, risultino di fatto non ancora operative. In un contesto geograficamente complesso e frammentato come quello calabrese, caratterizzato da aree interne disagiate e da piccoli centri distanti dai grandi presidi ospedalieri, questi centri rappresentano un fondamentale avamposto di prossimità che non può tollerare ritardi o zone d’ombra.

I requisiti ministeriali e l’importanza dei collaudi strutturali

Per assolvere pienamente alla propria funzione di presidio sanitario territoriale, le Case di Comunità devono rispondere a rigidi standard qualitativi e normativi stabiliti a livello nazionale dal Ministero della Salute. Come evidenziato dalla consigliera regionale Rosellina Madeo, un’infrastruttura sanitaria non può limitarsi alla sola inaugurazione formale, ma necessita di un iter di collaudo rigoroso che ne certifichi inequivocabilmente la sicurezza, la stabilità strutturale, la qualità dei servizi erogati e l’efficacia clinica a favore dell’utenza. La mancanza di tali passaggi burocratici e tecnici essenziali rischia di vanificare gli sforzi di programmazione sanitaria, lasciando intere comunità prive di quel supporto assistenziale di vicinato che la riforma della medicina territoriale imporrebbe di garantire con immediatezza e continuità operativa.

I dettagli tecnici dell’istanza e le verifiche richieste all’ASP e alla Regione

La richiesta di accesso agli atti depositata punta a ottenere riscontri amministrativi puntuali e documentati da parte degli enti competenti. Nello specifico, l’istanza presentata dalla vicepresidente della Commissione Sanità chiede di verificare se le strutture inaugurate dispongano delle regolari autorizzazioni al funzionamento previste dalla Legge Regionale 24 luglio 2008 n. 24, focalizzandosi inoltre sullo stato dell’iter relativo all’accreditamento istituzionale.

L’indagine conoscitiva investe direttamente gli atti istruttori, i verbali di verifica tecnica e le schede di valutazione redatte dalle commissioni competenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale e della Regione Calabria. L’obiettivo primario dell’azione di controllo è garantire la massima trasparenza istituzionale, accertando le responsabilità e pretendendo risposte celeri per restituire ai cittadini calabresi presidi sanitari realmente fruibili, sicuri e conformi ai parametri di legge.

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Elvira Zammarano

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