Foggia e Napoli, maxi operazione della GdF contro il contrabbando di tabacchi e i depositi clandestini: 8 le misure cautelari

Un’articolata inchiesta della Procura sventa il traffico illecito di sigarette tra la Campania e la Capitanata.

Una complessa attività d’indagine condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Foggia, sotto il coordinamento della locale Procura, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari nei confronti di otto persone accusate a vario titolo di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Il provvedimento ha disposto gli arresti domiciliari per quattro indagati residenti a Napoli e l’obbligo di dimora per altri quattro soggetti operanti tra il capoluogo dauno e Cerignola, smantellando una fitta rete criminale dedita al trasporto e alla commercializzazione illecita di sigarette

L’operazione trae origine da un monitoraggio mirato delle rotte illegali di rifornimento che collegano stabilmente la provincia di foggiana con la Campania. Attraverso servizi di osservazione, pedinamento e riscontri tecnici, le Fiamme Gialle sono risalite lungo la filiera del contrabbando fino a individuare tre veri e propri depositi clandestini di stoccaggio situati nel cuore di Napoli, precisamente tra i vicoli del Borgo Sant’Antonio Abate e la popolare area di piazza Mercato. Da questi punti logistici strategici partivano i carichi di sigarette destinate a essere smerciate clandestinamente nel territorio pugliese.

Nel corso delle investigazioni, l’azione repressiva delle autorità ha consentito di sottoporre a sequestro complessivamente 37.500 pacchetti di sigarette di contrabbando, per un peso pari a 750 chili, in gran parte recanti marchi contraffatti e privi del sigillo del Monopolio di Stato. Contestualmente sono stati eseguiti nove arresti in flagranza di reato nei confronti dei corrieri e dei distributori, oltre a quattordici denunce a piede libero e contestazioni amministrative. L’intervento mira a contrastare la diffusione delle cosiddette “illicit white”, prive dei requisiti normativi europei e potenzialmente pericolose per la salute, salvaguardando al contempo il mercato legale e la concorrenza leale. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, e per gli indagati vige la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.

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Elvira Zammarano

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