Porto di Bari, maxi sequestro della GdF e dell’Agenzia delle Dogane: bloccati 50 mila pezzi di merce cinese di contrabbando

Operazione congiunta delle Fiamme Gialle del II Gruppo e dell’ADM. Sequestrati articoli per un valore di mercato superiore a 340 mila euro e un’evasione di diritti di confine stimata in 126 mila euro.

Un ingente carico di merce introdotta illecitamente nel territorio nazionale è stato intercettato e sequestrato nel corso di una brillante operazione di contrasto al contrabbando condotta nel porto di Bari. L’intervento, frutto della sinergia operativa tra i finanzieri del II Gruppo Bari e il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha permesso di sventare l’immissione sul mercato di circa cinquantamila articoli di origine cinese, trasportati attraverso la rotta proveniente dalla Grecia.

L’attività di controllo ha consentito di sottoporre a vincolo cautelare un vasto assortimento di prodotti, tra cui calzature, elementi decorativi, accessori per la telefonia e capi di abbigliamento di vario genere, il cui valore commerciale complessivo è stato stimato in oltre 344 mila euro. Dagli accertamenti contabili e tecnici è emersa inoltre un’evasione di diritti di confine, comprensiva di dazi doganali e IVA, quantificata in circa 126 mila euro.

Il sequestro è il risultato dei mirati controlli eseguiti sui mezzi in arrivo nello scalo marittimo barese, pianificati grazie alla quotidiana attività di analisi dei rischi sviluppata congiuntamente dalle due amministrazioni. L’esame approfondito della documentazione di accompagnamento esibita dall’autista e la successiva ispezione fisica del carico hanno permesso di accertare l’irregolare introduzione dei beni nell’Unione Europea, in palese violazione delle normative doganali vigenti. Per l’importatore è così scattato il deferimento all’Autorità Giudiziaria con l’ipotesi di reato di contrabbando, mentre il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari.

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Anna Caprioli

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