Rilevata dal CERT-AGID una pericolosa frode che sfrutta indebitamente il nome e la grafica dell’ACI. L’avvocato Antonella Votta spiega come difendersi e avvia l’assistenza legale.
Mentre il dibattito pubblico si concentra sull’annunciata abolizione della tassa automobilistica per le vetture di cilindrata media e piccola e per le motociclette, il bollo auto torna tristemente al centro della cronaca per una massiccia e sofisticata campagna di phishing. L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dal CERT-AGID, che ha rilevato l’attivazione di portali fraudolenti capaci di riprodurre fedelmente la grafica, i loghi e l’identità visiva dell’Automobile Club d’Italia. L’obiettivo dei malintenzionati è carpire la fiducia dei cittadini simulando una presunta morosità per indurli a saldare inesistenti pendenze e sanzioni amministrative.
La truffa viaggia su domini non ufficiali, come acitalia.info e acitalia.click, del tutto estranei ai canali istituzionali dell’ente. La dinamica si sviluppa attraverso una prima schermata in cui la vittima, allarmata dal rischio di sanzioni o fermi amministrativi, inserisce il proprio codice fiscale e la targa del veicolo. Successivamente, il portale richiede dati anagrafici completi prima di arrivare alla simulazione di un pagamento ridotto, pari a circa sedici euro, per il quale vengono carpiti i dati sensibili e i codici di sicurezza delle carte di credito.
L’allerta diffusa dal CERT-AGID conferma un fenomeno che osserviamo con crescente preoccupazione — dichiara con fermezza l’avvocato Antonella Votta, referente del Settore Privacy e Nuove Tecnologie di Codici —. Siamo di fronte a raggiri sofisticati che non si limitano a sottrarre informazioni identificative, ma arrivano a richiedere gli estremi completi delle carte di pagamento, esponendo le vittime a un danno economico diretto. Ricordiamo che il pagamento del bollo avviene esclusivamente tramite i canali ufficiali della Pubblica Amministrazione, protetti da autenticazione SPID o CIE. Qualunque richiesta esterna a questo perimetro rappresenta un evidente campanello d’allarme.
Per quanti siano già caduti nella trappola, l’associazione raccomanda di contattare immediatamente la propria banca per bloccare lo strumento di pagamento, conservare screenshot e comunicazioni come prova e sporgere tempestivamente denuncia-querela.
L’associazione Codici offre supporto e assistenza legale specializzata ai cittadini coinvolti in vicende di frode informatica. Per segnalazioni e richieste di aiuto è possibile contattare la sede nazionale telefonando al numero 06.5571996, inviando un messaggio WhatsApp al 375.7793480, scrivendo all’indirizzo email segreteria.sportello@codici.org, oppure consultando il sito ufficiale www.codici.org.
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