La lezione di Celle di San Vito diventa un modello virtuoso da seguire per il rilancio e la valorizzazione di tutte le aree interne della Puglia. Durante gli incontri dedicati alla Strategia di sviluppo delle Aree Interne, ospitati nel padiglione della Regione Puglia alla Fiera del Levante di Bari, il presidente Antonio Decaro ha indicato il piccolo borgo dei Monti Dauni come esempio straordinario di resilienza e identità culturale, ricordando come la comunità locale abbia saputo raccontarsi al mondo senza filtri e con straordinario orgoglio.

Al centro dell’attenzione vi è il progetto «People, oltre i numeri: i paesi sono delle persone», promosso dall’amministrazione comunale e realizzato da Officineventi, che insieme alla «Festa del Vicino» è stato presentato nel corso di specifici talk alla presenza della sindaca Maria Palma Giannini e dei referenti locali. L’iniziativa ha raccolto il plauso unanime delle istituzioni regionali, venendo indicata dalla dirigente della Sezione Tutela e Valorizzazione dei Patrimoni Culturali, Anna Maria Candela, come best practice per la capacità di affrontare i problemi strutturali senza piangersi addosso, puntando sulla forza dell’intera comunità.
Per contrastare il progressivo calo demografico — che ha visto il comune passare dai 795 residenti del 1951 agli attuali 144 abitanti — l’amministrazione ha avviato una strategia concreta incentrata sul recupero del patrimonio edilizio. Il Comune ha infatti acquisito diverse abitazioni disabitate, trasformandole in spazi di accoglienza per quanti desiderano soggiornare nel borgo per periodi di rigenerazione, studio o lavoro in smart working. Celle di San Vito punta così a valorizzare la propria identità di oasi climatica, forte di temperature estive inferiori di diversi gradi rispetto alle grandi città, e di prima tappa pugliese della Via Francigena del Sud.

Il fenomeno delle case vuote interessa del resto l’intero comprensorio dei Monti Dauni, dove si stima la presenza di circa 14.800 immobili disabitati a causa dello spopolamento. Un patrimonio immenso che oggi, attraverso politiche lungimiranti di rigenerazione urbana e accoglienza, si candida a diventare la chiave di volta per un nuovo riscatto economico e sociale del territorio.
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