Per Bari si attendono le imminenti decisioni di Piantedosi
Il Comune di Bari è in attesa di una decisione definitiva da parte del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, riguardante l’esito dell’ispezione antimafia avviata il 20 marzo. L’ispezione, nata dall’inchiesta Codice Interno, ha già portato al commissariamento dell’azienda dei trasporti Amtab, ma ora si attende di conoscere le sorti dell’amministrazione comunale.
Il Consiglio dei ministri del 2025 sarà chiamato a prendere decisioni di rilievo, tra cui la nomina del nuovo direttore del Dis e del commissario per la ricostruzione in Emilia, ma soprattutto la decisione sul Comune di Bari. Le opzioni sul tavolo spaziano dallo scioglimento per infiltrazioni mafiose – un’ipotesi che la Prefettura sembra escludere – a misure organizzative interne, fino alla nomina di “tutor” per altre aziende comunali.
Il ministro Piantedosi ha già espresso la sua posizione in merito all’articolo 143 del Testo unico sugli enti locali, dichiarando, “Rimuovere un sindaco, anche quando ci sono motivi seri e previsti dalla legge, è una scelta lacerante e dolorosa perché va contro l’espressione del voto popolare. È necessario trovare un equilibrio tra il mantenimento dei circuiti democratici e il presidio della legalità”.
Queste considerazioni si sono riflesse nella recente decisione del ministro di non sciogliere il Comune di Filadelfia, nonostante la proposta della prefettura di Vibo Valentia e il consenso del comitato per l’ordine e la sicurezza e della Dda di Catanzaro. La situazione a Bari, però, è diversa. La commissione di accesso è stata istituita a seguito delle pressioni del centrodestra su Piantedosi, dopo che il Tribunale, su richiesta della Procura, ha commissariato l’Amtab per le presunte pressioni esercitate da dipendenti legati al clan Parisi per assunzioni a tempo determinato.
Nonostante l’inchiesta Codice Interno coinvolga l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri per voto di scambio politico mafioso, non sono stati coinvolti esponenti di vertice del Comune, né sono emersi episodi di condizionamento dell’amministrazione. La prefettura di Bari, con l’appoggio del procuratore Roberto Rossi, non ha quindi richiesto lo scioglimento del Comune.
Il Testo unico prevede che la decisione finale spetti a Piantedosi, con un passaggio obbligato dal Consiglio dei ministri entro 90 giorni dall’invio della relazione della prefettura, qualora si opti per lo scioglimento. In caso contrario, il Viminale potrebbe intervenire sui dirigenti o sui dipendenti, o applicare il codice Antimafia alle aziende comunali, nominando un tutor per supervisionare la gestione, ad esempio nei concorsi pubblici, appalti e assunzioni.
Questa soluzione sembra la più probabile al momento. La commissione di accesso, nelle circa 30 audizioni svolte in sei mesi, ha messo sotto la lente le aziende comunali e le procedure di assunzione, esaminando i collegamenti dei dipendenti con la criminalità organizzata barese. Particolare attenzione è stata riservata al corpo di Polizia municipale, dopo alcune risultanze emerse in sede giudiziaria, come il coinvolgimento di vigilesse e vigili in attività illecite connesse alla criminalità organizzata.
La decisione di Piantedosi è attesa a breve. Se il Viminale non optasse per lo scioglimento, ne darà comunicazione al sindaco di Bari tramite il prefetto. Al contrario, la questione passerà per Palazzo Chigi.
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FOTO Luca Turi