Nuovo processo per Giacomo Olivieri
L’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri affronta l’udienza preliminare con nuove accuse
Giacomo Olivieri, già noto per il suo coinvolgimento in casi di voto di scambio politico-mafioso, è ora al centro di nuove accuse che potrebbero portarlo a un ulteriore processo. L’indagine, derivante dal caso Codice Interno, vede Olivieri accusato di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio. Il procuratore Roberto Rossi ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex consigliere regionale, attualmente detenuto a Lanciano, per presunte rivelazioni di segreti legati a un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Bari.
L’accusa sostiene che Olivieri, in qualità di editore del sito Quotidiano Italiano, abbia ricevuto informazioni riservate dal maresciallo Antonio Cretì, finanziere di stanza al Gruppo Bari. Cretì avrebbe contattato Olivieri per suggerirgli di far pubblicare una notizia riguardante imminenti perquisizioni nell’ambito di un’indagine su una partita di calcio truccata di serie D. Il contatto sarebbe avvenuto nel giugno 2019, periodo durante il quale Olivieri avrebbe utilizzato il Quotidiano Italiano per esercitare pressioni sulla Banca Popolare di Bari e il suo presidente, Gianvito Giannelli.
Nonostante il procuratore Rossi abbia richiesto l’archiviazione delle accuse contro Cretì per la loro particolare tenuità, il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Montemurro ha respinto tale richiesta. Di conseguenza, Cretì dovrà comparire in camera di consiglio la prossima settimana, con la possibilità che il tribunale disponga ulteriori indagini o un’imputazione coatta.
La posizione di Olivieri appare più complessa. Gli investigatori, esaminando il cellulare sequestrato all’ex consigliere, sospettano che egli fosse a conoscenza delle indagini a suo carico già quattro giorni prima del suo arresto. Questa ipotesi si basa su un incontro sospetto avvenuto il 21 febbraio con Cretì presso un negozio Apple a Bari, di cui non esistono registrazioni ufficiali. Nonostante tali sospetti, la difesa di Olivieri, rappresentata dagli avvocati Gaetano e Luca Castellaneta, sostiene che egli fosse inconsapevole della natura delle informazioni che Cretì intendeva divulgare.
Olivieri ha inoltre ammesso di aver pagato per i voti necessari all’elezione della moglie, Maria Carmen Lorusso, al Consiglio comunale nel 2019, anche se sostiene di non essere stato a conoscenza dei legami criminali dei suoi interlocutori, tra cui Massimo De Tullio, legato al noto boss Savino Parisi.
Il processo Codice Interno, che coinvolge 13 imputati, riprenderà domani. Tra le prove considerate chiave ci sono le chat estratte dai cellulari di Olivieri, che avrebbero giocato un ruolo essenziale nel mantenere il suo arresto. Queste conversazioni includono scambi con Michele Nacci, genero di Bruna Montani, legata alla criminalità organizzata del San Paolo, in cui Olivieri pianificava strategie elettorali per il futuro.
Per ulteriori informazioni, visitare e seguire le piattaforme di informazione WideNews, disponibile al link https://www.widenews.it/ e la pagina Facebook https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWeb.