Smantellato a Manfredonia un sistema di Illeciti
Un’articolata operazione della Guardia di Finanza di Manfredonia ha sgominato un complesso sistema di reati che coinvolge esponenti del mondo imprenditoriale, politico e amministrativo locale. Le accuse, a vario titolo, includono estorsione, concussione, corruzione, peculato, falso, lesioni personali, minacce e violenza privata.
L’operazione, frutto di un’intensa attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, ha disvelato tre distinti filoni d’indagine che mettono a nudo la permeabilità di diversi settori della società sipontina alle logiche illegali e vessatorie.
Gravi pressioni in una società partecipata:
F.M., dipendente di una società partecipata del Comune, sfruttava il suo ruolo per costringere altri dipendenti a lavorare per lui, anche per esigenze personali ( avrebbe costretto altri dipendenti dell’ente ad effettuare interventi di bonifica e lavorazioni presso terreni a lui riconducibili avvalendosi dei mezzi e dei materiali della municipalizzata, paventando, in caso di rifiuto, conseguenze negative attraverso minacce dirette o del proprio intervento presso gli organi dirigenziali o presso esponenti politici locali) .In caso di rifiuto, li minacciava di ritorsioni e vessazioni. Emblematico l’episodio in cui F.M. e suo figlio F.R. hanno aggredito con calci, pugni al volto, continuando a colpirlo mentre era a terra un responsabile del personale, P.D., procurandogli gravi lesioni, per il suo rifiuto di accondiscendere alle loro richieste sui turni di servizio di F.R.
Autorizzazione all’esercizio di attività di onoranze funebri in violazione di interdittiva antimafia:
R.G., già sottoposta ad interdittiva antimafia nel 2022, elude il divieto intestando fittiziamente l’attività di onoranze funebri a R.L., un prestanome. L’ex assessore ai Lavori Pubblici e Sicurezza Urbana, S.A., si adopera per far ottenere l’autorizzazione all’esercizio dell’attività, inducendo in errore la dirigente responsabile e i funzionari addetti ai controlli antimafia.
Ristorante abusivo: pressioni e minacce per ostacolare la rimozione:
Il ristorante “La Conchiglia”, riconducibile ad R.M.A., noto per la sua fama criminale, è stato realizzato senza autorizzazioni. R.M.A. esercita pressioni e minacce, anche implicite, su Comune e politici per evitare lo smontaggio del manufatto abusivo. L’ex assessore S.A. si attiva per ostacolare l’operazione, carpendo informazioni riservate e concordando con R.M.A. le strategie da adottare. Le minacce raggiungono anche funzionari, tecnici ed esponenti politici.
Su disposizione della Procura di Foggia, il Gip del Tribunale ha disposto 7 misure cautelari:
- Custodia cautelare in carcere per F.M., R.M.A. e R.G.
- Arresti domiciliari per F.R., S.A. e G.G.M., segretario comunale pro tempore.
- Divieto di dimora nel Comune di Manfredonia per R.L.
L’operazione della Guardia di Finanza ha portato alla luce un sistema di illegalità diffuso e radicato, in cui vessazioni, pressioni e minacce erano la norma. Un sistema che ha coinvolto esponenti di diverse sfere della società di Manfredonia, minandone le fondamenta.
Va precisato che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminare e gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino all’eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva.
Smantellato a Manfredonia un sistema di Illeciti
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