Giovanni Palatucci: Il coraggio che non muore celebrato a Bari

Giovanni Palatucci: Il coraggio che non muore

Nella suggestiva atmosfera del Giardino Storico Isabella D’Aragona, si è tenuta una toccante cerimonia commemorativa per onorare la memoria di Giovanni Palatucci, l’ultimo Questore di Fiume. All’evento hanno partecipato diverse personalità di Bari, tra cui il Prefetto Francesco Russo, il Questore Giovanni Signer e l’Assessore alla cultura del comune Ines Pierucci.

L’inizio della cerimonia è stato segnato dalla deposizione di un cuscino di fiori presso la targa dedicata a Giovanni Palatucci, uomo di eccezionale coraggio e faro di dedizione al dovere e alla giustizia, insignito della Medaglia d’oro al Merito Civile e riconosciuto come “Giusto tra le Nazioni” per aver salvato migliaia di ebrei, sfidando le autorità naziste.

Nato a Montella (AV) nel 1909, Palatucci intraprese la sua carriera laureandosi in giurisprudenza presso l’Università di Torino. Nel 1936, giurò come volontario Vice Commissario di Pubblica Sicurezza, un impegno che lo portò nel 1937 alla Questura di Fiume, dove ricoprì ruoli chiave come capo dell’Ufficio Stranieri, Commissario e infine Questore reggente.

Il culmine della sua vita fu la coraggiosa operazione di salvataggio di oltre 5000 ebrei dai campi di sterminio nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, un atto eroico che gli valse il titolo di “Giusto” dalla comunità ebraica.

Ma la sua storia si intrecciò con la tragedia quando, il 13 settembre 1944, fu arrestato dalla Gestapo. Condannato a morte, Palatucci fu deportato nel campo di sterminio di Dachau, dove il 10 febbraio 1945, a soli 36 anni, morì.

https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWeb

Condividi su:
Elvira Zammarano

Elvira Zammarano

Lascia un commento