La comunità barlettana si stringe nel ricordo di una ferita mai rimarginata a distanza di 15 anni dal drammatico cedimento della palazzina di via Roma. I familiari delle vittime e le istituzioni locali chiedono un impegno concreto per la tutela della sicurezza e della vita nei luoghi di lavoro.
Un minuto di raccoglimento al cospetto del luogo dell’impatto, nell’esatto istante in cui la struttura si sbriciolò, ha segnato il quindicesimo anniversario del disastro di via Roma a Barletta. Era la tarda mattinata del 3 ottobre 2011 quando il cedimento di un fabbricato travolse e uccise cinque donne impegnate nel lavoro all’interno di un opificio tessile situato al piano interrato della palazzina.
La città ha reso omaggio alle vittime – Antonella Zaza, Maria Cinquepalmi, Tina Ceci, Matilde Doronzo e la giovanissima Giovanna Sardaro – attraverso una sobria cerimonia pubblica culminata con la deposizione di una composizione floreale. Nel corso della commemorazione è emerso con forza il grido di dolore delle famiglie delle lavoratrici, che continuano a chiedere alle autorità competenti la realizzazione di uno spazio di memoria duraturo e visibile per non dimenticare il tributo di vite umane spezzate nel pieno dell’attività lavorativa.
Il dramma di quella giornata rappresenta un monito permanente per l’intera comunità cittadina e per le istituzioni del territorio. Il primo cittadino Cosimo Cannito ha sottolineato la gravità di un evento che definisce inaccettabile, sollecitando un inasprimento dei controlli e una vigilanza rigorosa sul rispetto delle norme edilizie e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro per evitare che simili tragedie si ripetano in futuro.
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