Un colpo assestato al traffico di sostanze stupefacenti e al riciclaggio di capitali illeciti nell’Italia centro-settentrionale. I finanzieri del Comando Provinciale di Rimini, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, eseguono un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 15 indagati e un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore superiore a 16 milioni di euro. L’indagine disarticola un’organizzazione criminale radicata nelle province di Rimini, Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna, Verona, L’Aquila e Foggia, attiva nell’importazione di cocaina e nel reimpiego dei proventi illeciti.
La complessa attività investigativa, condotta con il supporto dello S.C.I.C.O., del G.I.C.O. di Bologna e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, vede iscritte nel registro degli indagati 35 persone a vario titolo. Le contestazioni principali riguardano l’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, regolata dall’articolo 74 del Testo Unico sugli Stupefacenti. A carico di 6 soggetti la Procura Distrettuale Antimafia ipotizza anche il reato di associazione per delinquere finalizzata all’usura, al trasferimento fraudolento di valori, alla ricettazione, al riciclaggio e all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria.
L’impianto accusatorio individua la presenza di due distinte strutture operative interconnesse. La prima rete curava l’approvvigionamento e la distribuzione capillare della cocaina destinata alle piazze di spaccio della Romagna e delle aree adiacenti. La seconda struttura gestiva l’aspetto economico e finanziario, reinvestendo i guadagni generati dal narcotraffico in attività economiche e beni patrimoniali.
Le metodologie adottate dai membri del sodalizio per eludere le verifiche delle forze dell’ordine hanno richiesto un monitoraggio prolungato. Il gruppo utilizzava documenti d’identità falsi, apparati telefonici crittografati e veicoli modificati con vani segreti. Nell’arco di 12 mesi l’organizzazione ha movimentato oltre 54 kg di cocaina. Gli interventi operativi eseguiti tra gennaio e agosto 2025 hanno portato all’arresto in flagranza di 3 corrieri e al recupero di 13 kg di droga: 2 kg nascosti nel doppio fondo di un’automobile, 7 kg all’interno di un elettrodomestico in un’abitazione e 4 kg stivati nello scafo di una nave cargo approdata al porto di Ravenna.
L’analisi economico-patrimoniale svolta dai finanzieri ha ricostruito l’intero asse finanziario riconducibile agli indagati, permettendo di disporre il blocco delle ricchezze accumulate. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca che comprende 23 immobili, 2 terreni, 9 automobili, 3 motocicli, orologi di pregio, monete da collezione e 321.000 euro in contanti.
L’operazione punta a sottrarre le risorse economiche alla criminalità per restituirle alla disponibilità della collettività. Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari. In conformità alle disposizioni del Decreto Legislativo 188 del 2021 e nel rispetto dell’articolo 27 della Costituzione, per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza fino all’eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna.
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