Casertavecchia, al via la mostra EXTRANEUS al Chimera Fest 2026

L’esposizione collettiva a Palazzo Uzzi rappresenta l’atto conclusivo del Laboratorio di Co-progettazione 2026. Nell’ambito delle manifestazioni promosse dal festival, finalizzato a declinare il bacino del Mediterraneo quale spazio privilegiato di relazione, confronto e costruzione di immaginari condivisi, prende forma la mostra-installazione intitolata “EXTRANEUS. Oltre il mare”. L’evento inaugurale è fissato per sabato 24 ottobre 2026 alle ore 19 presso le prestigiose sale di Palazzo Uzzi nel borgo storico di Casertavecchia, con ingresso gratuito fino a domenica 25 ottobre.

L’iniziativa costituisce l’esito formale di un articolato percorso di ricerca e produzione culturale sviluppato nel corso della rassegna. La curatela del laboratorio, giunta al secondo anno di attività, è stata affidata a tre figure professionali di rilievo: l’architetto Armando Michele Toscano, esperto nella valorizzazione dei beni culturali e nella rappresentazione del patrimonio storico; Carmen Nuzzo, operatrice culturale, organizzatrice di eventi ed ideatrice del progetto “C’amma Fa Caserta”; e Rosa Rossi, studiosa di Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Il gruppo di lavoro, composto dai partecipanti Alessio Cauteruccio, Antonio D’Addio, Chiara Funari, Daniele Morlino, Denise Correale, Domenico Gambardella, Elena Guerra, Filomena Ferraiuolo, Gennaro Massotti, Giovanni Trezza, Giuseppina Vallefuoco, Mena De Micco, Micaela Ferraiuolo, Rebecca Caiazzo e Vincenzo Russo, ha avviato l’indagine muovendo dall’analisi delle fonti orali, delle tradizioni popolari e delle memorie d’archivio di Casertavecchia, estendendo la riflessione all’intero contesto del Mezzogiorno e del bacino mediterraneo.

L’installazione si articola attraverso una selezione di collage fotografici e opere visive intese a rileggere il patrimonio folklorico in chiave contemporanea. Il titolo dell’esposizione trae origine dall’etimo latino extraneus, con cui si designa l’elemento estraneo o colui che proviene da un orizzonte esterno. L’opera intende così valorizzare la stratificazione culturale derivante da secoli di migrazioni, scambi commerciali e contaminazioni simboliche.

La mostra restituisce non soltanto il compimento di una produzione artistica organica, ma testimonia l’efficacia di un processo corale di documentazione e co-creazione, capace di legare la memoria storica del borgo alle biografie dei suoi interpreti.

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Anna Caprioli

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