Scatta un blocco patrimoniale di oltre 249 mila euro nei confronti di un’ex docente ritenuta responsabile di un gravissimo danno erariale e all’immagine della Pubblica Amministrazione. Stamattina i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Taranto hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro conservativo di beni immobili emesso dal Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia, su specifico ricorso promosso dalla Procura Regionale contabile.
Il provvedimento affonda le sue radici in una dolorosa vicenda giudiziaria consumatasi tra le mura di un istituto scolastico del capoluogo ionico. L’ex insegnante era stata infatti condannata dal Tribunale di Taranto, con una sentenza passata in giudicato e divenuta definitiva nel settembre del 2025, per il reato di maltrattamenti compiuti ai danni di alcuni suoi alunni.
A seguito della pronuncia penale irrevocabile, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, chiamato in causa nella qualità di responsabile civile, ha dovuto erogare cospicui risarcimenti economici in favore delle famiglie delle vittime che si erano costituite parte civile nel processo.
Di fronte all’esborso di denaro pubblico, la Procura Regionale della Corte dei Conti pugliese ha aperto un fascicolo istruttorio e delegato capillari accertamenti patrimoniali ai finanzieri del Nucleo PEF di Taranto. Gli approfondimenti hanno consentito di quantificare in maniera precisa l’ammontare totale del nocumento subito dallo Stato: oltre 249 mila euro, somma che comprende sia il danno patrimoniale, legato alle somme sborsate per i risarcimenti, sia il grave danno d’immagine patito dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Alla luce delle risultanze investigative, la Magistratura contabile ha firmato il decreto di sequestro conservativo sui beni dell’ex docente, contestualmente alla notifica dell’atto di citazione in giudizio. Le successive fasi del procedimento serviranno a definire compiutamente le responsabilità e i conseguenti obblighi di restituzione a carico dell’indagata.
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