Un articolato fascicolo documentale ottenuto da sei realtà ecologiste e civiche del territorio fa luce sulla gestione del verde pubblico a Bisceglie all’indomani del maltempo dello scorso aprile. I dati contabili e tecnici rivelano una spesa ingente per gli interventi di rimozione e potatura, evidenziando tuttavia pesanti interrogativi sulla mancanza di perizie analitiche per oltre la metà delle essenze vegetali eliminate.
Un dossier dettagliato porta a galla le criticità legate alla gestione del patrimonio arboreo nella città di Bisceglie dopo le intense raffiche di vento registrate a metà aprile. L’accesso agli atti ufficiali – ottenuto soltanto dopo sei mesi dalla formale istanza e a seguito delle sollecitazioni rivolte a Regione e Prefettura della BAT – ha consentito a un coordinamento di sei sigle associative di ricostruire l’impatto economico e operativo dei provvedimenti adottati dal Comune.
I documenti d’archivio certificano che la spesa complessiva impegnata per la gestione dell’emergenza ha superato i 176mila euro. Di questi, una quota pari a 70.476,90 euro è servita specificamente per l’eliminazione fisica di 200 alberi, mentre le rimanenti risorse sono state destinate ai lavori di alleggerimento e messa in sicurezza delle chiome.
Dalle carte contabili e dalle relazioni specialistiche emergono discrepanze sostanziali. L’indagine approfondita condotta dall’agronomo incaricato dall’ente municipale – il dottor Arrigo Salvatore Guerrieri – a seguito delle verifiche tecniche di stabilità eseguite sul campo, indicava la necessità di effettuare 87 abbattimenti a fronte di 344 valutazioni complessive, suggerendo per tutti gli altri casi interventi conservativi o di semplice monitoraggio.
Manca invece una documentazione tecnica specifica – supportata dalle analisi qualificate di tipo VTA – che possa giustificare l’abbattimento dei restanti 113 esemplari. Gli atti redatti dal Centro Operativo Comunale nell’imminenza dell’evento atmosferico indicano unicamente rilevazioni a vista su strutture arboree ritenute precostituite a potenziale rischio di cedimento, proponendo inizialmente la rimozione di soli 68 alberi.
La perizia tecnica – dicono le associazioni – evidenzia come il maltempo di aprile non abbia fatto altro che sollecitare criticità preesistenti all’interno del contesto urbano. Molte specie mostravano da tempo chiari segnali di sofferenza legati a spazi radicali soffocati, carenza di potature periodiche, lesioni strutturali al tronco e continue interferenze con la pavimentazione stradale e le infrastrutture circostanti.
Le sigle promotrici dell’accesso civico – Ambiente Giustizia Lavoro, Italia Nostra sezione di Bisceglie, Legambiente Bisceglie, Libera il futuro Bisceglie, Life 9.41 e Pro Natura Bisceglie Gruppo Ripalta Area Protetta – pongono seri dubbi sul ricorso alle procedure d’urgenza. Gli attivisti contestano la definizione di evento del tutto imprevedibile in presenza di allerta meteo gialla, sottolineando come la mancanza storica di un censimento del verde, l’assenza di un piano per la piantumazione di nuovi alberi e la carenza di figure specializzate nell’organico comunale abbiano trasformato un fenomeno atmosferico in un disastro per l’ecosistema cittadino.
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