I giovani allievi del corso “Brennero III” affiancano i reparti locali contro abusivismo, lavoro nero e reati ambientali lungo il litorale.
Il presidio di sicurezza economico-finanziaria nel Salento si arricchisce di nuove energie per la stagione estiva 2026. La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Lecce ha annunciato l’ingresso in servizio di 40 allievi marescialli tirocinanti, frequentatori del 96° corso “Brennero III” provenienti dalla Scuola Ispettori e Sovrintendenti de l’Aquila. I giovani militari sono stati dislocati lungo il litorale salentino e nei centri a più alta densità turistica per affiancare il personale già di ruolo nelle quotidiane attività di vigilanza e nel controllo capillare del territorio.
L’avvio dell’attività sul campo è stato preceduto da un incontro formale con il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce, il Generale Stefano Ciotti. Durante la riunione di benvenuto, il Generale ha illustrato ai tirocinanti le priorità strategiche e il valore etico del servizio che andranno a svolgere sul territorio salentino, evidenziando quanto l’apporto delle nuove leve risulti fondamentale in un momento dell’anno caratterizzato da un imponente flusso di visitatori e residenti.
L’innesto dei quaranta giovani finanzieri consentirà di intensificare le operazioni di prevenzione e repressione degli illeciti che minacciano il tessuto economico sano della provincia. Le attività operative si concentreranno in modo rigoroso sul contrasto all’abusivismo commerciale, sulla tutela del Made in Italy e sulla lotta alla contraffazione di marchi. Parallelamente, i militari saranno impegnati nell’individuazione del lavoro sommerso e non regolare, a garanzia e salvaguardia degli operatori commerciali e degli imprenditori che operano nel rispetto della legge.
L’impiego straordinario dei tirocinanti s’inserisce in un piano d’azione ad ampio raggio, definito in piena sintonia con le direttive emanate dal Prefetto di Lecce, Natalino Manno, in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il dispositivo integrato mira a garantire una presenza costante e rassicurante nei luoghi di maggiore aggregazione, prevenendo reati predatori, accampamenti abusivi, roghi boschivi e condotte di degrado ambientale. Una collaborazione tra formazione ed esperienza sul campo che traduce il senso del dovere in un presidio tangibile per l’intera comunità.
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