Filippo Casanova, Premio letterario Castelli 2026: trionfa il romanzo ‘Il tempo Inconiugabile’

Un’intensa indagine sulle dinamiche della memoria familiare e sull’elaborazione del lutto ha permesso a un giovane talento pugliese di imporsi nello scenario editoriale nazionale. Il Premio letterario nazionale “Ludovica Castelli” — concorso istituito per onorare la memoria della scrittrice catanese prematuramente scomparsa e riservato specificamente ai narratori under 35 — ha decretato la vittoria, per l’anno 2026, del ventinovenne altamurano Filippo Casanova. Il trionfo nel contest coincide con il debutto ufficiale nelle librerie del suo primo romanzo, intitolato “Il tempo inconiugabile”, commercializzato al prezzo di 15 euro per complessive 130 pagine. La pubblicazione e la distribuzione dell’opera recano l’insegna del marchio barese Les Flâneurs Edizioni, la casa editrice – culla di giovani talenti -, che offre annualmente al vincitore l’opportunità di inserire permanentemente il proprio manoscritto all’interno del proprio catalogo ufficiale.

L’abilità dimostrata da Casanova nell’affrontare nodi concettuali così complessi affonda le radici in un solido e strutturato percorso accademico. Dopo aver completato gli studi classici, l’autore murgiano ha conseguito la laurea in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, specializzandosi in Sociologia della letteratura con una tesi sperimentale incentrata sulla produzione poetica di Matteo Bonsante. Tale ricerca è stata successivamente pubblicata nel 2021 da Adda Editore sotto il titolo “La parola metafisica di Matteo Bonsante”. Attualmente, il suo impegno nel campo della saggistica si esprime attraverso interventi critici su riviste specializzate, la stesura di racconti brevi e la collaborazione stabile come redattore per il periodico semestrale di critica letteraria Incroci.

Il nucleo narrativo: l’assenza e il labirinto dell’identità

L’intelaiatura della trama si sviluppa attorno a quesiti di stampo esistenziale, esplorando le capacità e le barriere del linguaggio quando si trova a dover dare una forma ai traumi collettivi del passato: in che modo le parole e i silenzi di una famiglia si riorganizzano di fronte a una fatalità prematura, e cosa ereditano i posteri da una vita spezzata? La narrazione prende le mosse dal 25 giugno 1984, giorno in cui il ventiduenne G. perde tragicamente la vita a causa di un grave incidente sul lavoro. Pur scomparendo senza lasciare una discendenza diretta o beni materiali, la figura del giovane si trasforma in una memoria persistente nei pensieri dei suoi cari, tramandandosi nel tempo fino a diventare una presenza invisibile tra le generazioni. Anni dopo, un nipote mai nato in quell’epoca decide di mettersi sulle tracce dello scomparso per ricostruirne la biografia, finendo per smarrire i contorni della propria stessa personalità in un tortuoso percorso alla ricerca di sé.

La commissione giudicatrice ha motivato il conferimento del premio evidenziando l’inconsueta solidità espressiva di questa prova d’esordio:

«Con “Il tempo inconiugabile” Filippo Casanova consegna ai lettori un’opera d’esordio di rara maturità, capace di trasformare una vicenda familiare in una meditazione universale sul tempo, sull’eredità e sulla forza della memoria. Con una scrittura colta ma limpida, che si nutre del dialogo con la tradizione letteraria senza mai perdere in autenticità, Casanova riflette sul potere e insieme sul limite della parola, mostrando come la letteratura possa diventare uno spazio in cui anche ciò che sembra perduto può continuare a interrogare e fecondare il presente».

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Anna Caprioli

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