Guerra Capriati-Strisciuglio: 14 arresti per gli omicidi di aprile. L’allarme di Melchiorre su social e carceri

A poche ore dall’inizio delle celebrazioni per San Nicola, la risposta dello Stato alla criminalità organizzata barese si è manifestata con un’operazione di vasta scala. Un blitz coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia ha portato all’esecuzione di 14 misure cautelari, assestando un duro colpo ai vertici operativi dei clan Capriati e Strisciuglio. L’intervento giunge al culmine di una violenta faida che ha insanguinato le strade del capoluogo pugliese, legata agli omicidi di Raffaele Capriati (2024) e di Filippo Scavo, avvenuto lo scorso 19 aprile.

L’intervento del senatore Melchiorre

Sulla vicenda è intervenuto il senatore di Fratelli d’Italia Filippo Melchiorre, membro della Commissione parlamentare antimafia. Melchiorre ha sottolineato il valore simbolico dell’operazione, avvenuta in concomitanza con la festa patronale, cuore dell’identità barese. “Lo Stato è più forte della violenza mafiosa”, ha dichiarato il senatore, evidenziando come la tempestività degli inquirenti dimostri un’elevata capacità di prevenzione e intervento su un territorio storicamente complesso.

La mappa della faida: Capriati e Strisciuglio

Le indagini chiariscono i contorni di una guerra di mafia che vede contrapposti i Capriati, radicati nel borgo antico, e gli Strisciuglio, egemoni in diversi quartieri periferici. Gli omicidi di Capriati e Scavo non sono episodi isolati, ma tasselli di una strategia di controllo territoriale che le forze dell’ordine stanno tentando di disinnescare. Per Melchiorre, i risultati odierni confermano un principio cardine: “Chi sceglie la strada del sangue sarà inevitabilmente fermato e consegnato alla giustizia”.

Il dominio simbolico: l’uso dei social e delle carceri

Un aspetto inedito e preoccupante sollevato dal senatore riguarda l’evoluzione della “competizione criminale”. I clan baresi stanno cercando un “dominio simbolico” che passa attraverso l’ostentazione del potere sui social media. La costante ricerca di visibilità online serve ai clan per mantenere il consenso e intimidire gli avversari.

Altrettanto critico è il nodo delle carceri. Melchiorre ha ribadito la necessità di presidiare con la massima attenzione gli istituti penitenziari per impedire che i capi clan continuino a esercitare la propria influenza e a mantenere collegamenti con l’esterno. La neutralizzazione delle comunicazioni dal carcere è ritenuta fondamentale per spezzare le dinamiche della faida.

L’appello alla città: “Isolare la criminalità”

Il Senatore, ha poi rivolto un appello alle istituzioni e alla cittadinanza poichè la battaglia contro i clan non si vince esclusivamente nelle aule di tribunale, ma richiede una “comunità vigile, consapevole e coraggiosa”.Melchiorre ha esortato i cittadini baresi a collaborare attivamente per isolare la criminalità organizzata, spezzandone il potere sociale proprio nei giorni in cui la città celebra i suoi valori più profondi nel nome di San Nicola.

L’operazione odierna garantisce lo svolgimento in sicurezza della festa di maggio, ma resta alta l’allerta degli inquirenti per prevenire possibili ritorsioni in una guerra tra clan che sembra ancora lontana dalla sua definitiva conclusione.

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Elvira Zammarano

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