Ipertensione, il cuore corre sullo smartphone: il successo dello studio “Prosit” a Bari

Sanità Digitale: l’App del Policlinico di Bari pubblicata sull’European Heart Journal

La lotta all’ipertensione arteriosa entra in una nuova era, dove la cura non passa solo per lo studio medico, ma corre veloce su una connessione digitale. Lo studio “Prosit”, condotto presso il Centro ipertensione della Medicina Interna-Baccelli del Policlinico di Bari, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento internazionale con la pubblicazione sulla rivista European Heart Journal – Digital Health. La ricerca dimostra come l’integrazione di App, dispositivi indossabili e piattaforme di monitoraggio remoto non sia più una promessa del futuro, ma una realtà capace di migliorare concretamente la salute dei pazienti.

L’équipe guidata dal Prof. Sebastiano Cicco, con il coordinamento del Prof. Angelo Vacca (delegato alla Telemedicina dell’Università di Bari), ha testato un modello assistenziale innovativo. Grazie alla collaborazione con partner tecnologici come Exprivia e STMicroelectronics, i pazienti sono stati monitorati costantemente tramite un Ecg indossabile e una piattaforma digitale. I risultati, presentati dalla dottoranda Marialuisa Sveva Marozzi, sono straordinari: i pazienti che hanno utilizzato gli strumenti digitali hanno mostrato una maggiore aderenza alla terapia e, sorprendentemente, hanno avuto bisogno di un minor numero di farmaci per tenere sotto controllo la pressione.

L’impatto della tecnologia non si ferma alla gestione dei sintomi, ma incide profondamente sulla salute degli organi. Lo studio ha evidenziato una significativa riduzione della massa ventricolare sinistra (un indicatore chiave del danno cardiaco) e un netto miglioramento della funzionalità renale. “La telemedicina permette interventi tempestivi grazie alle notifiche automatiche”, spiegano i ricercatori, consentendo ai medici di ottimizzare la terapia precocemente, prima che l’ipertensione provochi danni irreversibili.

Per l’Università “Aldo Moro”, questo successo rappresenta un pilastro della strategia di Ateneo sulla Sanità Digitale. “Dimostriamo con dati rigorosi che l’innovazione porta le cure più vicine alle persone, rendendole più personalizzate”, ha dichiarato il Prof. Vacca. Il Citel (Centro Interdipartimentale di Ricerca in Telemedicina) si conferma così un punto di riferimento nazionale, capace di trasformare la ricerca scientifica in un miglioramento reale della qualità della vita, riducendo il carico farmacologico e il rischio di complicazioni gravi per migliaia di ipertesi.

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Anna Caprioli

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