La criminalità organizzata di Foggia svela il suo volto pericoloso a Potenza
Maxi Operazione della Polizia e Guardia di Finanza: Imprenditore lucano al centro di affari illeciti e frodi fiscali
Alle prime luci dell’alba, un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Guardia di Finanza ha disarticolato un sodalizio criminale dedito al riciclaggio di proventi illeciti, derivanti anche da rapine ai portavalori. La rete, che operava con la connivenza di imprese in Basilicata e Lombardia, ha portato all’arresto di 9 persone.
Un imponente dispiegamento di forze, con oltre duecento uomini e donne, ha eseguito un’ordinanza del GIP di Potenza, richiesta dalla Procura Distrettuale. Le misure cautelari personali sono state 9 (7 in carcere e 2 ai domiciliari). Contestualmente, è stato disposto il sequestro del compendio aziendale di 11 società, per un valore complessivo di 170 milioni di euro, e un sequestro preventivo di beni per circa 10 milioni di euro.
Questa complessa indagine, frutto di una perfetta sinergia investigativa tra le forze di polizia, ha permesso di ricostruire la fitta trama di un sodalizio criminale. Una consorteria estremamente stratificata, con una trasversalità nazionale, ruotava attorno alla figura dell’imprenditore lavellese Antonio LISENO.
LISENO era strettamente legato ad ambienti della criminalità organizzata foggiana, operante principalmente tra il Vulture-Melfese e Cerignola (FG), con lo scopo di riciclare i proventi delle attività delittuose, soprattutto rapine ai furgoni portavalori, oltre al trasferimento fraudolento di valori e alla frode fiscale.
Antonio LISENO era tra gli imprenditori più importanti della Basilicata, con interessi in diversi settori commerciali e la titolarità di svariate imprese, inclusa la SG S.p.A. e la GLAM’OUR ITALIA S.r.l., leader nel commercio e nell’e-commerce di beni elettronici. Dal 2015, ha anche realizzato un importante investimento nell’area lavellese: il lussuoso complesso turistico-alberghiero Hotel San Barbato Resort SPA & Golf.
Le indagini sono partite nel 2017 con una perquisizione a carico di FINIGUERRA Angelo, imprenditore edile di Lavello (PZ), che ha rivelato un rapporto consolidato con LISENO. Le sue attività economiche erano funzionalmente connesse e riconducibili a un gruppo di delinquenti cerignolani, specialisti in rapine a furgoni portavalori. È stato intercettato un consistente flusso di denaro – almeno 10 milioni di euro – proveniente da attività criminali (rapine, estorsioni, furti) e gestito da SARACINO Pasquale e CARTAGENA Sante, noti esponenti della malavita cerignolana.
Per giustificare questi movimenti finanziari, è stata utilizzata una fitta rete di imprese, alcune intestate a “prestanome”, che emettevano fatture per operazioni inesistenti, sfruttando anche i lavori edili per l’Hotel San Barbato Resort SPA. Tra il 2016 e il 2020, LISENO ha illecitamente trasferito denaro a beneficio del sodalizio criminale CARTAGENA/SARACINO, celando il “passaggio” tramite pagamenti per oltre 20 milioni di euro relativi ai lavori di costruzione e ristrutturazione dell’albergo, affidati a VIA Franco Mauro e FINIGUERRA Angelo.
Un secondo aspetto investigativo ha rivelato una frode fiscale nel settore della telefonia. Le imprese di LISENO hanno partecipato a una imponente frode carosello per ottenere indebiti vantaggi fiscali e prodotti hi-tech a prezzi competitivi, coinvolgendo società in Italia e in diversi Paesi europei.
Durante il periodo pandemico, LISENO si è reso responsabile di ulteriori comportamenti illeciti: l’accaparramento di oltre 13 milioni di mascherine non conformi, speculando su prodotti di prima necessità e causandone la rarefazione e il rincaro.
Infine, le indagini hanno delineato una rapina con uso di armi perpetrata nel 2023 da DILEO Nicola e GADALETA Pietro, vicini ai CARTAGENA, ai danni di un trasportatore, a cui è stata sottratta una cisterna con 36 mila litri di carburante (valore circa 50.000,00 euro).
L’ordinanza è il risultato di una lunga attività investigativa che ha posto fine a un radicato sistema criminale caratterizzato da straordinaria gravità e modernità nelle tecniche fraudolente. Al centro, Antonio LISENO, “artefice supremo” delle macchinazioni, ha stretto accordi federativi con i gruppi criminali leader del territorio foggiano, come le famiglie SARACINO/CARTAGENA, che si sono serviti di lui per riciclare il denaro attraverso una struttura organizzativa ben collaudata, assimilabile a un modello aziendale di stampo criminale.
La criminalità organizzata di Foggia svela il suo volto pericoloso
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