Maxi operazione GDF – Titoli di studio falsi, corruzione e autoriciclaggio: colpita organizzazione con sede a Trani

Maxi operazione GDF

9 arresti per una truffa su titoli di studio falsi e sequestri di beni per 10 milioni di euro. L’organizzazione operava in diverse regioni italiane.

 

Una vasta operazione condotta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Bari ha portato all’arresto di 9 persone coinvolte in un’organizzazione criminale responsabile di una truffa sui titoli di studio falsi. L’operazione è scattata all’alba di oggi, su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica locale. Oltre agli arresti, sono stati sequestrati beni per un valore di circa 10 milioni di euro, tra cui automobili di lusso e immobili, frutto dei proventi illeciti.

Il sistema della truffa

Le indagini, avviate dalla Guardia di Finanza di Bari e BAT, hanno rivelato l’esistenza di un’associazione criminale che rilasciava falsi titoli di studio e qualifiche professionali attraverso società estere, apparentemente abilitate al rilascio di titoli “riconosciuti” in Italia. Ma, le attività investigative hanno accertato che tali enti, con sedi dichiarate in Cipro, Regno Unito e America Latina, non avevano alcun valore legale nel territorio italiano.

Il gruppo, con base operativa a Trani, aveva creato un vero e proprio “polo universitario” per truffare centinaia di aspiranti studenti, principalmente insegnanti e laureati, che cercavano di ottenere un titolo per accedere a concorsi pubblici o opportunità lavorative nel settore scolastico. Gli studenti pagavano somme intorno agli 8.000 euro per ricevere pergamene false, accompagnate da loghi, certificazioni contraffatte e persino “certificati di equipollenza” apparentemente emessi da atenei italiani, come l’Università Sapienza di Roma.

L’organizzazione reclutava i clienti attraverso una rete di oltre 55 punti distribuiti in tutta Italia e utilizzava siti web, social network e app di messaggistica per promuovere i propri “percorsi formativi”. In alcuni casi, la consegna dei falsi diplomi avveniva nel corso di eventi organizzati presso hotel di lusso, con il fine di legittimare ulteriormente l’operazione.

Divisione del gruppo e nuovi poli fraudolenti

A seguito di contrasti interni legati alla spartizione dei proventi illeciti, il gruppo criminale si è diviso in tre fazioni distinte:

  • La prima fazione, con sede a Trani, ha continuato a operare attraverso la creazione di nuove società, offrendo corsi professionali con lo stesso schema truffaldino.
  • La seconda fazione ha creato un nuovo polo a Foggia, acquisendo anche le quote di un’università privata albanese per garantire il rilascio di titoli di studio senza alcun valore legale in Italia. In questo contesto, due indagati avrebbero corrotto un funzionario governativo albanese per facilitare il riconoscimento dei titoli falsi.
  • La terza fazione ha coinvolto un avvocato di Reggio Calabria, che avrebbe proposto ai truffati una nuova pergamena in sostituzione della precedente, dietro pagamento di somme tra i 500 e i 2.500 euro.

Sequestri milionari e perquisizioni

Le operazioni hanno portato al sequestro di beni mobili e immobili per un valore complessivo di 10 milioni di euro, compresi una Maserati e diversi appartamenti. Gli ingenti profitti generati dalla truffa venivano reinvestiti nell’acquisto di beni di lusso, nascosti attraverso intestazioni fittizie a società. Inoltre, sono state sottoposte a sequestro le quote di 8 imprese, con la nomina di un amministratore giudiziario, e sono in corso decine di perquisizioni in tutto il territorio nazionale.

Prove e intercettazioni

L’indagine si è avvalsa di numerose intercettazioni telefoniche e ambientali, che hanno permesso di documentare le attività illecite dei principali indagati. Fondamentale è stata anche la collaborazione del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e dell’Università Sapienza di Roma, oltre alle testimonianze di circa 50 clienti truffati, che hanno fornito dettagli sul funzionamento del sistema e sui “tariffari” applicati per i titoli falsi.

La Procura ricorda che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino alla sentenza definitiva.

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Elvira Zammarano

Elvira Zammarano

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