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La Scuola sciopera, sotto accusa la Legge di Bilancio e l’inaccettabile premio alla dedizione, per Flc Cgil, Uil, Snals e Gilda “Ancora una volta non si investe sull’istruzione”

La Scuola sciopera? Una data possibile potrebbe essere il prossimo 10 dicembre 

L’incontro di giovedì scorso tra ministero e sindacati c’è stato ma al tavolo delle trattative, con il ministro Bianchi si sono seduti solo la Cisl Scuola e l’ Associazione nazionale presidi.

Mentre Flc Cgil (Francesco Sinopoli), Uil (ino Turi), Snals (Elvira Serafini) e Gilda (Rino Di Meglio), hanno disertato il tavolo: per i segretari non c’erano i presupposti per avviare un confronto. La verità è che si ritiene che il governo, ancora una volta, abbia deciso di non investire nella Scuola.

 “Ci aspettavamo una diversa sede di discussione e confronto – hanno detto i sindacalisti – magari dopo una valutazione politica che coinvolgesse l’intero Governo per cercare di comporre la vertenza in atto dando possibili risposte alle problematiche che abbiamo sollevato”.

La protesta – che da stato di agitazione potrebbe trasformarsi il 10 dic. in sciopero – verte sul documento presentato nella Legge di Bilancio, giudicato dai sindacati ‘troppo generico’ . Per esempio, non sarebbero state fissate, nè puntualizzate le questioni su cui si discute da tempo, primo fra tutte il rinnovo del contratto degli stipendi. Stipendi che per i lavoratoti della scuola, a parità di titoli di studio, rispetto a quelli del pubblico impiego e a quelli degli altri Paesi dell’UE, rimangono i più bassi in assoluto.

Un nodo strettissimo da sciogliere e con urgenza, visto che la Scuola attende da troppo tempo di vedere riconosciuti i propri diritti, alla luce, soprattutto, delle ultime drammatiche vicende che l’hanno vista protagonista e in prima linea.

C’è pure da dire che si è passati con una certa nonchalance dalla proposta dell’ex Ministro Fioramonti, che parlava di aumenti degli stipendi per i lavoratori della scuola, netti e a tre cifre, a quella della Azzolina che indicava aumenti, anche a tre cifre, ma lordi, fino all’attuale ministro (Bianchi), che, pensa addirittura, di ridurli a due cifre, lorde.

Poi ci sarebbero le richieste (divisive) di CGIL,CISL e UIL che invocano aumenti stipendiali per i dirigenti e un incremento del FUN (Fondo Unico per la Dirigenza Scolastica) che se avallato, passerebbe da 20 milioni inseriti in legge di bilancio a più di 65 milioni. Insomma, la solita inaccettabile guerra tra poveri la cui ‘coperta’, per la scuola, si fa sempre più corta.

Ma in discussione non c’ è solo il rinnovo del contratto, perché sul tavolo del governo i sindacati hanno portato una serie di altre richieste, dalla diminuzione del numero di alunni per classe, all’incremento degli organici, alla riduzione del precariato.

In ultimo c’è quella inaccettabile proposta del ministero, sottolineata da Pino Turi della Uil, “In una manovra da 33 miliardi – dice il sindacalista – si è deciso di destinare agli insegnanti italiani (solo lo 0,62% ) e nemmeno per tutti”, perché, “ i 210 milioni di euro previsti nella Legge di Bilancio da erogare al fondo di valorizzazione docente, saranno destinati per “premiare la dedizione”.

Qualcuno adesso deve spiegare il significato di ‘premiare la dedizione’ (di un docente). Non sanno forse che la dedizione è una prerogativa di tutti gli insegnanti? Forse non sanno neppure che è ciò che ha consentito, sempre e comunque, di formare intere generazioni e di mandare avanti un ‘carrozzone’ , troppo spesso sbilenco. Rotto. Allora, davvero, è arrivato il momento di dire stop alle chiacchiere e alle offese.

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