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Covid e dintorni: il bignamino delle varianti in un click

Cosa sono e quante sono le varianti? Dove sono geolocalizzate, quali le più pericolose?

Sono solo alcune delle domande che noi inesperti ci facciamo sulle cosiddette varianti. Ma ciò che ci preme sottolineare, per meglio orientarci su quante esse siano ora, sulla loro provenienza e pericolosità, è l’ultima decisione dell’Organizzazione mondiale della sanità, che dal 1 giugno, le ha definite tutte con una lettera dell’alfabeto greco.

Perciò, fermo restando il loro titolo scientifico (es. B.1.1.7/inglese), d’ora in avanti, non sentiremo più parlare di variante Brasiliana o Indiana, ma solo di variante Alfa, Beta, Gamma, Delta, Kappa, Eta, Epsilon e Lamda. Una scelta che sa molto di ‘politicamente corretto’ perchè finalizzata, come ha spiegato l’OMS, a preservare i ‘Paesi d’origine delle varianti’ da ogni possibile discriminazione.

Per cominciare, cos’è la variante di un virus?

Si dice così quando un virus, in questo caso quello del Covid, muta sé stesso in modo più o meno significativo. La mutazione virale altro non è (si fa per dire) che una forma di difesa dettata dalla tenacia del virus a volersi replicare, ma per farlo, il virus ha bisogno di entrate in un organismo vivente che lo ospiti adeguatamente (il nostro), che a sua volta, però, tenta ed escogita ogni mezzo per impedirglielo. Capiamo bene, una sorta di braccio di ferro tra noi e il Covid.

Quante sono la varanti scoperte finora?

Ormai tante e non si possono neppure (concretamente) quantificare, almeno non in tempo reale, poichè ne spuntano di nuove continuamente, tanto da non poter aggiornare tempestivamente e in modo ordinato, il ‘data base varianti’. Comunque, di fatto le più note sono: Alfa , Beta, Gamma, Delta, Kappa, Eta, Epsilon e Lamda. Conosciamole meglio.

Alfa, variante B.1.1.7, identificata per la prima volta nel Regno Unito il 14 dicembre del 2020. Per Neil Ferguson, epidemiologo dell’Imperial College di Londra, “La Alfa si trasmette in modo molto più veloce rispetto alle varianti precedenti, il che vuol dire che le misure di contenimento potrebbero non funzionare bene in futuro”.

Beta, B.1.351, identificata pochi giorni dopo la B.1.1.7 in Sudafrica. A differenza della variante Alfa, la Beta sembra essere più resistente ai vaccini.

Gamma, E848K, parente stretta della Beta, identificata per la prima volta in Giappone, anche se si pensa che il Paese d’origine sia l’Amazzonia. Parente stretta della Beta, è molto più contagiosa di quest’ultima, ma sembra essere meno aggressiva e mortale rispetto alle altre.

Delta, E484Q, sottotipo della variante indiana (B.1.617), intercettata per la prima volta a ottobre 2020 in Asia, si è poi velocemente diffusa nel Regno Unito, Stati Uniti e Israele. I sintomi della Delta differiscono leggermente da quelli delle altre varanti: mal di stomaco, nausea, perdita dell’appetito, perdita dell’udito, dolori articolari e microtrombi sembrano essere quelli più significativi. Ricordiamo che microtrombi sono formazioni pericolose che potrebbero sviluppare una cancrena e in casi estremi portare anche alla morte.

Kappa, L452R. anche questa è un sottotipo della variante indiana, che insieme alla Delta sembra essere tra le più pericolose. Non si esclude che le due varianti possano interagire tra loro e rendere così il virus più aggressivo e contagioso.

Eta, B.1.525, è stata identificata nel Regno Unito il 15 febbraio scorso, anche se un gruppo di studiosi dell’Università di Edimburgo, ha riferito di averla intercettata già a dicembre 2020. Simon Clarke, professore associato di microbiologia cellulare alla University of Reading, riferisce, “Non sappiamo bene ancora come e quanto velocemente si diffonda questa variante, ma è presumibile che diminuisca l’immunità conferita dal vaccino o da infezioni precedenti”.

Epsilon, B.1.427 e B.1.429, è stata identificata in Danimarca a marzo 2020, e si è diffusa velocemente in Europa e in gran parte degli Stati Uniti. Contiene la mutazione L452R, quindi vicinissima alla variante Kappa. Sembra che la Epsilon sia più infettiva – si parla del del 40% in più – delle altre varianti e che riesca ad eludere più efficacemente il nostro sistema immunitario.

Lambda: una vera e propria new entry. È stata intercettata per la prima volta in Perù, non si conoscono ancora di preciso i suoi comportamenti, tuttavia sembra essere più contagiosa delle altre e con sintomi ancora più gravi. L ’OMS afferma di aver notato un “potenziale aumento della resistenza agli anticorpi neutralizzanti”.

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Elvira Zammarano

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