Home Cronaca “Friends”, Task force della Polizia e della GdF Bari, sotto tiro i clan “Li Bergolis” e “Bayan-Papa-Ricci”

“Friends”, Task force della Polizia e della GdF Bari, sotto tiro i clan “Li Bergolis” e “Bayan-Papa-Ricci”

da Elvira Zammarano

“Friends”, l’hanno chiamata così l’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia barese, effettuata, da una task force, composta dalla Polizia di Foggia, dallo S.C.I.C.O. di Roma e dal G.I.C.O della GdF Bari.

“Friends” – attività investigativa effettuata tra il 2015 e il 2019 in territorio garganico -, lo scorso 1 dicembre, ha portato il Giudice per l’Udienza Preliminare di Bari ad emettere una sentenza di condanna nei confronti di 8 dei 27 indagati.

La condanna, ha colpito diversi boss dei clan malavitosi più in vista del territorio foggiano, in particolare, il 62 enne, Alfredo Papa (14 anni di reclusione), capo del clan lucerino “Bayan/Papa/Ricci” e i suoi sodali: il 62 enne, Francesco Antonio Coccia (6 anni e 8 mesi), il 66 enne, Urbano Petito, (5 anni), il 52 enne, Antonio Valerio Pietrosanto (5 anni e 4 mesi) e il 50enne Francesco Ricci (5 anni e 4 mesi), responsabili di associazione criminale, dedita all’acquisto, alla detenzione e allo spaccio di droga, tra cui marijuana, hashish e cocaina.

Condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione, anche Libero Lombani, 33 anni, esponente del gruppo criminale “Li Bergolis”, responsabile di associazione a banda armata, dedita all’acquisto, alla detenzione e allo spaccio, in particolare di hashish e cocaina. Inoltre, sono state inflitte pene anche al 60 enne Luigi De Amicis ( 2 anni e 2 mesi e 6.000 di multa) e al 36 enne Michele Pisechia, (1anno e 8 mesi e 1.670 di multa), ritenuti responsabili, rispettivamente, di aver custodito per conto dell’organizzazione criminale lucerina 2 pacchi di hashish precedentemente acquistati da esponenti del clan “Li Bergolis” e il secondo di aver ceduto cocaina ad un sodale dello stesso clan.

Il Tribunale, inoltre, ha disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici di Papa, Coccia, Lombani, Petito, Pietrosanto, Valerio e Ricci e la confisca dei beni sequestrati (immobili, quote societarie, autovetture e rapporti finanziari) a Coccia e Pietrosanto, mentre per Papa sono stati disposti 3 anni di libertà vigilata, da espiare al termine della pena.

I condannati erano stati attinti – insieme ad altri 16, tra cui il 37 enne Enzo Miucci, detto “u criatur”, capo del clan “Li Bergolis” (per il quale continua il processo penale), da misura cautelare personale nel mese di novembre 2019, in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata alla produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, ricettazione e detenzione illegale di armi.

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