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Bad Stone Monopoli

Operazione “Bad Stone”, Arresti e indagati per spaccio, violenza e lesioni

da Elvira Zammarano

“Bad Stone”, l’operazione anti droga eseguita dal Commissariato di P.S. di Monopoli e dalla Squadra Mobile della Questura di Venezia, coadiuvate dalle unità Cinofile, prende spunto da un grave fatto di cronaca: il coma di un ragazzo a causa di una overdose.

“Bad Stone”

Il giovane si salvò per miracolo, ma la cittadinanza rimase sconvolta e gli stessi poliziotti, decisero di intensificare ulteriormente i controlli nei confronti dei pusher locali. Sin dai primi riscontri risultò che nella cittadina monopolitana non esisteva una vera e propria “piazza di spaccio” e che i pusher del luogo, per smerciare, si rifornivano abbondantemente da altri paesi.

Le indagini a ritroso dei poliziotti dell’Anticrimine, sui tossicodipendenti locali, portarono a scoprire l’identità di colui che aveva ceduto al ragazzo la dose pericolosa. Non solo, ma questo permise anche di appurare una truffa, organizzata intorno al mondo dello spaccio: la droga venduta per “buona”, in realtà era pessima, poichè composta da materiale simile all’eroina, tagliata con residui di cocaina.

Gli accertamenti sono andati avanti fino a quando gli investigatori non hanno intercettato, tra Monopoli e Venezia, gli autori della vicenda: otto in tutto, tra cui una donna. Oggi la notifica degli arresti per 3 di loro, tutti pregiudicati: un 32 enne, ora nel carcere di Bari e due 33enni, attualmente ai domiciliari.

Inoltre, dei tre, due sono accusati anche di aver aggredito in aperta campagna, un giovane assuntore procurandogli diverse lesioni, per imporgli il silenzio. Di fatto, gli arrestati, assuntori a loro volta, agivano con estrema spregiudicatezza e non disdegnavano altri tipi di reato, dai furti con destrezza alle rapine, pur di assicurarsi il denaro necessario per gli approvvigionamenti dello stupefacente.

A riscontro delle indagini dell’operazione “Bad Stone”, sono state realizzate numerose acquisizioni investigative, basate su dati tecnici e su servizi di polizia giudiziaria, quali appostamenti e rilievi fotografici. Diversi i sequestri che hanno documentato il costante flusso di sostanze stupefacenti in città.

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