La costruzione del nuovo strumento strategico ed esecutivo rappresenta una svolta metodologica fondamentale per il territorio dell’Ambito BA10. L’abbandono della vecchia visione burocratica e assistenzialistica cede il passo a una democrazia partecipativa che coinvolge direttamente amministratori locali, operatori sociali e realtà associative. Patrizia Potenzieri, assessora ai Servizi Sociali di Bitetto, evidenzia come il lavoro sinergico con i comuni di Modugno e Bitritto e con il Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS permetta di programmare interventi fondati sui vissuti reali delle persone e non su fredde statistiche. Sulla stessa linea si pone Anna Clavelli, assessora alle Pari Opportunità e alla Disabilità del Comune di Modugno, la quale rimarca la necessità di intercettare i bisogni sommersi e di tutelare i diritti dei minori, garantendo la loro piena inclusione sociale e scolastica. L’obiettivo istituzionale punta a raggiungere anche quella parte di cittadinanza tradizionalmente diffidente verso i canali istituzionali, consolidando una comunità coesa e solidale.
L’esperienza maturata nei tavoli tematici di Bitritto conferma il valore strategico del lavoro di rete. L’assessore comunale Francesco Valente sottolinea l’importanza del contributo offerto dal Terzo settore e dalle associazioni locali, capaci di intercettare con precisione chirurgica le esigenze legate al mondo della scuola, dei minori e dell’inclusione sociale. Il Piano Sociale di Zona non si configura come un mero adempimento burocratico, bensì come il punto di partenza per un welfare territoriale radicato ed efficiente. A completare il quadro interviene Flavio Longo, assessore alle Politiche Sociali di Modugno, il quale descrive l’iter come un laboratorio formativo di co-progettazione intercomunale. La collaborazione sinergica tra enti diversi dimostra l’efficacia di una programmazione che supera i confini amministrativi locali. Rosa Franco e Alessandro Cobianchi, rispettivamente presidente e direttore del CSV San Nicola ETS, ribadiscono il valore generativo di questa partnership, capace di rafforzare stabilmente le relazioni tra enti di terzo settore e amministrazioni locali.
Il lavoro di analisi condotto durante i tavoli partecipativi ha delineato una mappa dettagliata delle criticità e delle emergenze sociali che interesseranno il triennio 2026-2028. Tra i temi centrali emerge con forza la condizione giovanile, segnata dagli strascichi dell’isolamento post-pandemico e dalla necessità di luoghi fisici di aggregazione e creatività protetta. Parallelamente, il contrasto alla povertà educativa si avvale di programmi strutturati e consolidati come il P.I.P.P.I., formalmente inserito tra i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali per garantire diritti esigibili su scala nazionale. Grande attenzione viene riservata alla disabilità, attraverso il potenziamento dei progetti dedicati alla vita indipendente, al percorso Dopo di Noi e al sollievo psicologico per i caregiver familiari. Per quanto concerne la terza età, la strategia punta a sradicare la solitudine involontaria implementando reti di prossimità e Punti di Facilitazione Digitale, strumenti indispensabili per prevenire l’emarginazione tecnologica e favorire l’accesso ai servizi socio-sanitari. Con la conclusione di questa prima fase partecipativa, il percorso proseguirà con i confronti tecnici con la ASL di Bari e le organizzazioni sindacali, ponendo le basi per la stesura definitiva del documento programmatico.
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