Crisi dell’olio, Orgoglio Olivicolo frena le speculazioni politiche: “Autonomi e uniti per salvare la filiera”

Nessun cappello politico e nessuna strumentalizzazione di parte: il movimento Orgoglio Olivicolo rivendica con forza la propria autonomia e l’indipendenza della mobilitazione avviata a maggio per salvare l’intero comparto oleario italiano. Nel corso del tavolo di crisi convocato stamattina, martedì 20 ottobre, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), la rappresentanza dei produttori ha denunciato il muro alzato dai colossi della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), sollecitando la creazione immediata di un tavolo permanente di confronto e chiedendo al ministro Francesco Lollobrigida misure concrete come l’ammasso privato e maggiore chiarezza sulle aste per gli indigenti.

La difesa della dignità e l’autonomia della protesta

A fronte delle tensioni sociali che stanno attraversando il nostro Paese e dei tentativi di assimilare le proteste della filiera dell’olio ad altre vertenze di piazza, Orgoglio Olivicolo ha rivolto un messaggio chiaro a frantoiani, agricoltori e soci delle cooperative. L’associazione punta a difendere la credibilità di un percorso nato dal basso per affrontare la più grave crisi produttiva ed economica degli ultimi 20 anni.

«Invitiamo gli olivicoltori, i soci delle cooperative di produttori e i frantoiani che, da maggio, con forza, coerenza e unità d’intenti, si sono ritrovati insieme nella piattaforma di rivendicazioni e proposte di Orgoglio Olivicolo a non farsi strumentalizzare per battaglie di fazioni politiche pro e contro il Governo oppure in schieramenti strumentali», evidenzia il coordinamento di Orgoglio Olivicolo. «Siamo uniti, liberi e autonomi e tali vogliamo e dobbiamo restare, perché la credibilità della nostra battaglia è evidenziata e avvalorata da un dialogo franco, aperto al confronto talvolta anche aspro e conflittuale, ma sempre orientato a un solo obiettivo: trovare soluzioni che restituiscano al mondo olivicolo-oleario italiano quell’attenzione, dignità ed equità che permettano di salvaguardare il presente e il futuro di migliaia di aziende».

Il muro della GDO e la richiesta di un tavolo permanente al Mimit

Il punto di rottura principale resta l’atteggiamento tenuto dai rappresentanti della Grande Distribuzione Organizzata durante la riunione ministeriale. Secondo la delegazione dei produttori, i grandi marchi delle vendite non avrebbero mostrato la dovuta apertura verso iniziative volte a valorizzare l’olio 100% italiano e a garantire prezzi equi che coprano i reali costi di produzione.

«Stigmatizziamo con forza l’atteggiamento di preventiva chiusura che, anche nella mattinata di oggi, martedì 20 ottobre 2026, ha caratterizzato i rappresentanti della Grande Distribuzione Organizzata al tavolo di crisi che si è tenuto al Mimit», sottolinea la nota del movimento. «Per questo motivo, crediamo necessaria l’istituzione presso il Mimit di un tavolo permanente di confronto con la GDO che programmi azioni concrete ed immediate a tutela dell’olio 100% italiano. Un tavolo che dovrebbe partire subito».

L’appello al ministro Lollobrigida su ammasso privato e aste

La vertenza si sposta ora sulla mediazione politica e tecnica del Ministero dell’Agricoltura. Per calmierare il mercato e sostenere le aziende strozzate dai rincari, gli olivicoltori chiedono l’attivazione immediata delle procedure di ammasso privato, affiancata da regole trasparenti per quanto riguarda le forniture destinate alle fasce indigenti.

«Confidiamo nella capacità di mediazione del ministro Lollobrigida anche sulla procedura di ammasso privato che riteniamo debba essere riconosciuta», conclude la presidenza di Orgoglio Olivicolo. «Noi non demordiamo, non ci fermiamo. Siamo assolutamente convinti della bontà della nostra battaglia e continueremo a condurla con coerenza, libertà e autonomia».

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Elvira Zammarano

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