Il coordinamento nazionale Orgoglio Olivicolo dà il via a una serie di manifestazioni di piazza che interesseranno diverse città pugliesi prima di estendersi sull’intero territorio dell’Italia meridionale. La decisione nasce dallo stato di sofferenza in cui versa il comparto olivicolo e oleario, esasperato dai recenti rincari energetici e dei carburanti, con le rappresentanze di categoria pronte a portare le proprie istanze direttamente nella capitale in assenza di risposte istituzionali entro i tempi stabiliti.
Le mobilitazioni organizzate dal comitato prendono il via nella giornata di giovedì 8 ottobre con un primo presidio promosso dinanzi al municipio di Corato, a cui farà seguito l’appuntamento fissato per venerdì 9 ottobre davanti alla sede comunale di Bitonto. Il momento centrale della protesta sul territorio regionale si terrà nella mattinata di lunedì 12 ottobre a Bari, dove agricoltori, frantoiani e soci delle realtà cooperative si raduneranno nei pressi della Prefettura con il coinvolgimento dei primi cittadini dell’Area Metropolitana. I rappresentanti del settore sottolineano l’urgenza di interventi immediati, evidenziando come l’imminente avvio delle operazioni di raccolta rischi di tradursi in un grave danno economico per le famiglie e per l’intera filiera produttiva.
Gli organizzatori hanno fissato un termine preciso individuato nelle ore 12 di lunedì 12 ottobre per ottenere un riscontro formale dalle istituzioni regionali e nazionali. In assenza di impegni concreti, la presidenza del comitato estenderà i presidi negli altri centri della Puglia e delle regioni meridionali, per poi promuovere un’imponente manifestazione nazionale a Roma. Tra le cause principali del malcontento figura l’aumento dei costi del carburante – elemento che ha aggravato una situazione già complessa – unitamente alla richiesta rivolta alla Regione Puglia di attivare idonee misure compensative e di sostegno finanziario a tutela delle imprese agricole.
La piattaforma rivendicativa elaborata da Orgoglio Olivicolo articola quattro richieste fondamentali rivolte all’esecutivo. La prima riguarda il riconoscimento ufficiale dello stato di crisi per l’intero settore agricolo, indispensabile per sbloccare gli interventi straordinari. L’associazione chiede inoltre l’attivazione immediata del documento di trasporto in formato elettronico – misura già introdotta per il comparto vitivinicolo -, l’attuazione di un piano nazionale di controlli antifrode verificabile e l’adozione di strumenti straordinari per il ritiro e lo stoccaggio del nuovo prodotto, utili a sostenere le quotazioni all’origine e a garantire liquidità ai frantoi.
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