La vertenza dei lavoratori dell’AMTAB di Bari approda allo scontro frontale con l’annuncio del sit-in del 10 novembre 2026 a Palazzo di Città e dello sciopero di 24 ore proclamato per il 14 novembre 2026.
La tensione tra il personale dell’azienda del trasporto pubblico locale di Bari e la gestione aziendale ha raggiunto il punto di rottura. A farsi interprete del disagio dei dipendenti è Giuseppe Frappampina, consigliere della Lega al 3 Municipio di Bari, il quale sollecita un intervento immediato del Comune di Bari in qualità di socio unico dell’AMTAB. Dietro la protesta si celano turni gravosi, disagi operativi e soprattutto la denuncia del mancato riconoscimento economico per i sacrifici sostenuti dagli autisti e dal personale di terra negli ultimi anni. Secondo le organizzazioni sindacali, le riorganizzazioni interne hanno prodotto un netto taglio dei costi strutturali e un miglioramento dei conti aziendali, senza tuttavia tradursi in alcuna valorizzazione retributiva per chi garantisce quotidianamente la mobilità cittadina.
Per superare la logica del muro contro muro, la posizione espressa dal consigliere municipale articola una proposta concreta fondata su 6 pilastri operativi. Il primo passo richiede la convocazione personale da parte del sindaco Vito Leccese di un tavolo di confronto con i vertici aziendali e i sindacati entro 7 giorni. La piattaforma sollecita il ripristino degli accordi integrativi aziendali, il riconoscimento delle somme spettanti e la massima trasparenza sui bilanci, rendendo noti i reali risparmi prodotti dalla spending review. Si chiede inoltre il ripristino di corrette relazioni sindacali sulle turnazioni e la redazione di un piano industriale pluriennale che metta al centro la qualità del servizio anziché i soli tagli di spesa, affiancato da una verifica tecnico-contabile indipendente sulla sostenibilità finanziaria.
La vertenza AMTAB non può essere confinata a una semplice schermaglia tra management e rappresentanze dei lavoratori, poiché l’efficienza del servizio di trasporto pubblico impatta direttamente sulla vita di migliaia di baresi. La richiesta indirizzata a Palazzo di Città impone al sindaco Leccese di assumersi la responsabilità politica dell’intermediazione, abbandonando gli annunci per addivenire a soluzioni realizzabili che tutelino la dignità del lavoro e la serenità dell’organico.
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