Il senatore Ernesto Rapani è intervenuto sulle quarantuno misure cautelari eseguite nella Sibaritide nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. L’esponente politico ha espresso fiducia nel lavoro degli inquirenti, richiamando la necessità di coniugare il contrasto alla criminalità con il rispetto rigoroso delle garanzie costituzionali e della presunzione d’innocenza.
«L’operazione antimafia condotta nella Piana di Sibari richiama l’attenzione sulla gravità dei fenomeni criminali che interessano il nostro territorio e sulla necessità di un impegno costante delle istituzioni». È quanto dichiara Rapani, componente della Commissione Giustizia, in merito alla maxioperazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ha portato all’esecuzione di quarantuno misure cautelari tra Corigliano-Rossano, Cassano all’Ionio e altre aree. Secondo il parlamentare, il quadro investigativo dimostra che lo Stato è presente, indaga e interviene.
Rapani esprime apprezzamento per l’attività dei magistrati, dei Carabinieri del ROS e del Comando provinciale di Cosenza, definendo l’indagine complessa e fondamentale per la tutela della legalità. Nel suo intervento, il parlamentare richiama anche il tema del presunto voto di scambio politico-mafioso nelle elezioni amministrative del 2024, ricordando le precedenti denunce pubbliche sfociate in una querela poi archiviata su richiesta della Procura. Il senatore evidenzia che si tratta di vicende distinte e non sovrapponibili all’inchiesta odierna.
Il rappresentante istituzionale sottolinea l’importanza di distinguere la valutazione politica dall’accertamento penale. «Viviamo in uno Stato di diritto nel quale la presunzione di innocenza, il diritto alla difesa e il rispetto della dignità personale costituiscono garanzie irrinunciabili», afferma Rapani, ribadendo il rifiuto dei processi mediatici. L’impegno per la sicurezza si affianca inoltre alla recente approvazione del disegno di legge costituzionale che introduce nell’articolo 24 della Costituzione il principio della tutela delle vittime di reato.