Nel corso di mirati controlli condotti nei giorni scorsi nella provincia di Brindisi, i finanzieri della Compagnia di San Pietro Vernotico e della Compagnia Pronto Impiego hanno sequestrato più di 2500 articoli tra cosmetici, beni per la casa e prodotti alimentari privi delle informazioni obbligatorie in lingua italiana previste dal Codice del Consumo. Tre titolari di esercizi commerciali sono stati segnalati alle autorità competenti per le sanzioni amministrative pecuniarie
L’attenzione delle Fiamme Gialle nei confronti della sicurezza dei consumatori e della regolarità del mercato locale resta altissima. Negli ultimi giorni, i militari della Compagnia di San Pietro Vernotico e della Compagnia Pronto Impiego di Brindisi hanno portato a termine una serie di ispezioni mirate all’interno di diversi esercizi commerciali situati nel territorio provinciale. L’obiettivo principale delle attività ispettive è stato il contrasto alla commercializzazione illecita di merci potenzialmente dannose per la salute pubblica e non conformi alle normative vigenti.
Nel corso delle operazioni, i finanzieri hanno concentrato le verifiche su tre punti vendita dislocati rispettivamente nei comuni di Brindisi, Latiano e San Pietro Vernotico. All’interno dei locali commerciali ispezionati, i controlli approfonditi hanno permesso di individuare e bloccare la vendita di oltre 2500 prodotti. Nello specifico, il materiale sottoposto a sequestro amministrativo comprende articoli di cosmetica, prodotti destinati alla pulizia e alla cura della casa e confezioni di generi alimentari. Tutta la merce risultava sprovvista delle indicazioni minime obbligatorie previste dalla normativa italiana ed europea.
La merce sequestrata non riportava le informazioni fondamentali richieste dal Codice del Consumo, uno strumento normativo fondamentale che raccoglie le disposizioni a tutela del cittadino. Tra le carenze riscontrate figurano l’assenza della denominazione legale o merceologica dei beni, la mancata indicazione dell’identità del produttore, l’omissione del Paese di origine e soprattutto la totale mancanza delle informazioni essenziali tradotte in lingua italiana. La normativa impone tassativamente che ogni articolo immesso sul mercato garantisca la massima trasparenza per tutelare l’acquirente finale e metterlo in grado di conoscere ogni dettaglio sul prodotto acquistato.
Al termine delle verifiche di polizia economico-finanziaria, i tre titolari degli esercizi commerciali coinvolti sono stati segnalati alle competenti autorità amministrative. Per ciascuno di essi si prospetta l’applicazione di sanzioni pecuniarie che variano da un importo minimo di 516 euro fino a un massimo di 25.823 euro. Interventi di questo genere non hanno soltanto una valenza sanzionatoria, ma rappresentano un presidio fondamentale per la salvaguardia della salute pubblica e per la protezione dei consumatori da merci non tracciate. Parallelamente, il contrasto alla diffusione di prodotti irregolari garantisce la tutela della libera concorrenza, supportando gli operatori economici onesti che rispettano le regole del mercato.
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